Aeroporto: la Repubblica di San Marino non mette le ali

Aeroporto: la Repubblica di San Marino non mette le ali

E nel fabbricato che insiste sull'area del Titano spunta un autolavaggio

Dopo i primi passi del 1980 e le successive ratifiche di accordi, protocolli, intese, sono trascorsi 38 anni ma San Marino non ha presentato nessun progetto sulle aree di cui dispone all'interno del "Fellini". L'atto sottoscritto nel 2013 prevedeva che “decorsi inutilmente i termini l'ENAC si riserva di valutare, in contraddittorio con la Repubblica di San Marino, il permanere della esigenza di disporre di quelle aree non interessate dalla realizzazione di opere.” E in un fabbricato che insiste su queste aree spunta un autolavaggio.

Fin dai primi anni ’80 del secolo scorso il Governo della Repubblica di San Marino manifestò la necessità di utilizzare l’aeroporto di Rimini. Iniziarono in quel periodo i primi incontri con la direzione generale dell’Aviazione civile del ministero dei Trasporti.

L’Accordo
Dopo circa nove anni dai primi incontri tecnici i Governi delle due Repubbliche stipulano l’Accordo per l’utilizzazione, da parte delle compagnie della Repubblica di San Marino, dell’aeroporto di Rimini-Miramare, secondo le disposizione che verranno concordate in un Protocollo aggiuntivo.
A partire dalla entrata in vigore dell’Accordo l’aeroporto assumerà il nome di Rimini-San Marino.

L’Imposta Valore Aggiunto-Iva
A distanza di nove anni il ministero degli Affari Esteri italiano si sveglia dal torpore e il ministro, con lettera del 07/05/1997, comunica al Segretario di Stato agli Affari Esteri di San Marino che “i servizi di trasporto aereo della compagnia designata dalla Repubblica di San Marino, che opereranno tra l’aeroporto di Rimini-Miramare e gli scali di Roma e di Milano, non godranno dell’esenzione dell’IVA.”
La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri comunica il proprio assenso con lettera del 07/05/1997.

Il Protocollo aggiuntivo
Quanto contenuto nei 10 articoli del Protocollo “tra il Governo della Repubblica di San Marino e il Governo della Repubblica italiana sull’utilizzazione dell’aeroporto di Rimini-San Marino”, è stato sottoscritto dalle Parti in data 31/03/2000.
L’art. 1 prevede che è “garantita l’utilizzazione dell’aeroporto di Rimini-San Marino a tutti i vettori aerei degli Stati riconosciuti dal Governo della Repubblica di San Marino e da quello della Repubblica italiana.”
Si prevede inoltre che:
la Repubblica di San Marino avrà il diritto di applicare proprie tariffe per tutti i servizi aeroportuali e che parteciperà alle spese “per la realizzazione delle opere necessarie al potenziamento ed adeguamento delle infrastrutture aeroportuali, nonché alla gestione dell’aeroporto di Rimini-San Marino.”
Il Protocollo ha una durata di 40 anni, prorogato automaticamente di 10 anni in 10 anni. La Repubblica di San Marino ratifica il Protocollo in data 05/11/2001.

Protocollo d’intesa tra Repubblica di San Marino-Regione Emilia Romagna-Provincia e Comune di Rimini
Dopo la premessa che “Il trasporto aereo che rappresenta uno dei settori strategici nella più ampia evoluzione della mobilità sia dei passeggeri che delle merci, avrà nei prossimi anni una crescita esponenziale a tutti i livelli”, in questo contesto la Regione Emilia Romagna si impegna:
– ad aprire un confronto di merito con le varie realtà aeroportuali della Regione, partendo dalle analisi e dalle ipotesi contenute nel PRIT (Piano Regionale Integrato Trasporti);
– a svolgere il proprio ruolo di programmazione e di impulso strategico del Sistema aeroportuale Regionale;
– a valorizzare l’accordo con la Repubblica di San Marino cogliendone il significato di importantissima opportunità per l’intero sistema aeroportuale regionale.

La Repubblica di San Marino si impegna:
– ad espletare tutti i passi necessari per condurre a positiva conclusione gli accordi stipulati con lo Stato italiano attraverso una propria piena partecipazione alla gestione dell’aeroporto internazionale di Rimini-San Marino;
– ad attivare, conseguentemente, tutte le procedure necessarie sul piano normativo e operativo per affermare pienamente la rappresentatività della Repubblica di San Marino sull’infrastruttura aeroportuale.
Da ambo le parti non è stata sviluppata nessuna iniziativa.

La Nota verbale
Dalla ratifica del Protocollo d’intesa la Nota verbale dell’Ambasciata italiana venne inviata esattamente (13/03/2009) dopo nove anni dalla firma del Protocollo stesso.
Risulta, a nostro avviso, il documento più importante in quanto stabilisce le norme di operatività per i collegamenti aerei da e per l’aeroporto di Rimini-Marino.
Nella Nota si prevede:
– le compagnie della Repubblica di San Marino potranno senza nessuna restrizione operare sugli scali italiani;
– i collegamenti con gli scali dei Paesi dell’Unione Europea sono soggetti all’autorizzazione dei diversi Paesi;
– non potranno essere introdotte tariffe inferiori a quelle praticate all’interno della Comunità;
– per i collegamenti con i Paesi extracomunitari le Autorità di San Marino dovranno comunicare 60 giorni prima dell’inizio delle trattative l’ipotesi di collegamento all’Autorità italiana che, nel termine di 30 giorni, potrà esprimere il proprio dissenso. In caso di disaccordo il collegamento non potrà essere effettuato.
Il Governo di San Marino esprime “piena ed intera esecuzione” il 23/06/2009.

Il comunicato stampa
Il 3/01/2012 la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri emette un comunicato stampa col quale rende noto che “entra oggi in vigore il Protocollo sull’utilizzazione dell’aeroporto di Rimini-San Marino firmato fra il Governo della Repubblica di San Marino e il Governo della Repubblica italiana il 21 marzo 2000.”

Atto d’intesa tra ENAC e Aeradria S.p.A.
In data 03/07/2013 “le parti di comune accordo stabiliscono che dalla data di sottoscrizione del presente atto, le aree demaniali affidate con la convenzione n. 1332 del 1° settembre 1968 e individuate nella planimetria allegata, che costituisce parte integrante e sostanziale della presente intesa, sono retrocesse dalla società Aeradria S.p.A. all’ENAC ai fini del successivo trasferimento alla Repubblica di San Marino”.

Atto di affidamento
Per consentire alla Repubblica di San Marino di dare corso a quanto previsto dai precedenti accordi, il 16 settembre 2013 il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti della Repubblica italiana e il Segretario di Stato ai trasporti della Repubblica di San Marino sottoscrivono l’Atto di affidamento delle aree in precedenza messe a disposizione dalla soc. Aeradria.
L’Atto prevede che la “Repubblica di San Marino si impegna a presentare i progetti delle opere da realizzare entro 24 mesi dal presente Atto.”
“Decorsi inutilmente i termini di cui al comma precedente l’ENAC si riserva di valutare, in contraddittorio con la Repubblica di San Marino, il permanere della esigenza di disporre di quelle aree non interessate dalla realizzazione di opere.”
L’Atto prevede che i costi per il trasferimento dei soggetti che operano nelle aree necessarie alla progettazione saranno a carico della Repubblica di San Marino.

Il limbo
Dalla data di scadenza per la consegna dei progetti all’ENAC (16/09/2015) a metà settembre del corrente anno saranno trascorsi tre anni e, alla data odierna, non risulta la presentazione di alcunché da parte della Repubblica di San Marino.
Dopo i primi passi del 1980 e le successive ratifiche degli accordi, protocollo d’intesa, lettere per l’Iva, la Nota aggiuntiva, l’Atto d’intesa, l’Atto di affidamento, e l’attesa per i progetti, sono trascorsi 38 anni e la vicina Repubblica deve ancora mettere le ali al Monte Titano.
In attesa di eventi, la società di gestione del “Fellini” – il cui a.d. ipotizza 13 milioni di passeggeri fra vent’anni (recentemente “ridimensionati” a 1,7 milioni dal Direttore Generale di ENAC) e che vorrebbe “intercettare parte del traffico cargo di Ancona” (a Rimini da 834 ton. del 2013 si è passati 4 ton. del 2017) – sembra che abbia installato nel fabbricato merci, che è stato trasferito a San Marino, il lavaggio per auto (nella foto).
Tra le “ali” della Repubblica sammarinese e l’eventuale lavaggio per auto c’è una sostanziale differenza.

Immagine: in giallo e in rosso le aree che, indicativamente, delimitano rispettivamente quella che ospita l’Aero Club e quella concessa alla Repubblica di San Marino.

Prima di pubblicare l’intervento di Mario Pari la redazione di Rimini 2.0 ha cercato di interpellare Airiminum, attraverso l’ufficio stampa, per chiedere conferma o smentita sull’autolavaggio. Lo ha fatto con una mail del 3 settembre e con un’altra mail nella mattinata del 4, senza ricevere risposta.

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