Airiminum e il ‘Fellini’: “I vertici di Enac colti da improvvisa amnesia”

Airiminum e il ‘Fellini’: “I vertici di Enac colti da improvvisa amnesia”

Mentre non escono reazioni da Airiminum, dopo la rotta tracciata dal direttore generale dell'Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che ha posto precisi traguardi alla società di gestione del "Fellini", parla un esperto di vecchia data in fatto di aeroporti. E in questo intervento contesta a Quaranta una serie di affermazioni: a partire dagli obblighi per il concessionario, che decorrono dalla data di sottoscrizione della convenzione (11/03/2015), passando per la franchigia di cui Airiminum sembrerebbe godere dal 2015 al 2020, e l'obbligo di versamento dell'intero capitale sociale, che sorge a monte e non a “valle del consolidamento della concessione”.

Leggendo la lunga intervista esclusiva rilasciata dal Direttore Generale dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile a Riminiduepuntozero si fa strada nella mente del lettore l’idea che a Roma i massimi dirigenti dell’Ente di Stato che governa l’aviazione civile siano stati colti da una improvvisa amnesia. Al riguardo cerchiamo, documenti alla mano, di colmare le lacune.

La fine del piano industriale
Secondo l’art.12 – Piani di sviluppo, Piani regolatori, Progetti – della convenzione sottoscritta dal Direttore Generale ENAC e dalla soc. Airiminum l’11 marzo 2015, al punto 1) è previsto che: La concessionaria presenta all’ENAC, annualmente dalla data di affidamento, una relazione sullo stato di attuazione del programma di intervento del relativo piano e degli investimenti proposti ….”
Forse il D.G ha dimenticato che è il “Piano regolatore di aeroporto” che deve essere presentato dalla concessionaria “entro un anno (2018) dalla data di efficacia del decreto interministeriale di concessione”, come previsto dal successivo punto 3) dello stesso articolo. Va opportunamente ricordato che per la concessionaria (Airiminum), come previsto dall’art. 21, la convenzione è vincolante dalla data di sottoscrizione (11/03/2015). Risulta pertanto che gli obblighi per il concessionario decorrono dalla data di sottoscrizione della convenzione stessa (11/03/2015) e non, come ha sostenuto il D.G., “nel momento in cui il decreto viene formalizzato”.
La soc. Airiminum si è attenuta a quanto prescritto dalla convenzione? Da osservatori esterni si direbbe di no poiché da oltre tre anni di gestione dell’aeroporto, nonostante le promesse programmatiche del suo a.d., nulla sembra essere stato realizzato.

La nuova tempistica degli interventi infrastrutturali
I piani presentati in sede di gara prevedevano l’inizio degli interventi a partire dal 2015. L’art. 12 della convenzione obbliga il concessionario a presentare all’ENAC “una relazione sullo stato di attuazione del programma di intervento e del relativo piano degli investimenti proposto…”
Il D.G. cambia la tempistica rispetto al piano prescelto e fissa l’importo per gli investimenti.
L’inizio del piano quadriennale viene fissato a partire dal 2020, la cui spesa, secondo il D.G., dovrebbe essere si circa € 20 milioni, importo che i vari piani di gara prevedevano di spendere nei primi 10 anni. Dal 2015 al 2020 il concessionario sembra godere di una franchigia quinquennale.

Lo sviluppo del traffico
Nel maggio del 2017 il D.G. dell’ ENAC era presente al convegno “First Adriatic Travel Forum” organizzato dalla soc. Airiminum. In quella sede l’a.d. della società presentò il piano del traffico dell’aeroporto e annunciò che al 20° anno di gestione (2037) il movimento passeggeri raggiungerà i 13 milioni, a fronte di circa 2 milioni previsti nel piano vittorioso alla fine dei 30 anni di concessione. Non è errato pensare che con il suo silenzio il D.G. confermò tale ipotesi. Nella recente intervista il D.G., a distanza di 15 mesi, smentisce la prospettiva dell’a.d. di Airiminum, affermando che “… arrivare alla fine della concessione su una stima che per noi raggiunge circa 1,7 milioni mentre per il piano nazionale 2,2 milioni”.
A suo tempo l’a.d. di Airiminum disse “che l’ENAC è l’unico interlocutore”. Ora che il D.G. gli ha ridimensionato il piano di sviluppo passeggeri dell’87% è rimasto tale?

Il capitale sociale versato
In data 03/03/2014 e 19/05/2014 il Direttore Generale dell’ENAC firma e fa pubblicare i disciplinari di gara (identici) per gli aeroporti di Forlì e Rimini. Entrambi ai punti 4 e 7 prevedono:
punto 4 – CONDIZIONI DI AGGIUDICAZIONE – “nel termine di 30 giorni dalla richiesta da parte dell’Ente, il Concorrente singolo aggiudicatario provvisorio, abbia incrementato il capitale sociale sino a € 3.098.741…”
punto 7 – PROCEDURA DI GARA- “L’aggiudicazione definitiva della concessione sarà disposta con provvedimento del Direttore Generale dell’Ente soddisfatte le condizioni di aggiudicazione di cui al punto 4 del presente disciplinare di gara”-

Precisazioni di Enac
30/04/2014 – Ad una richiesta di informazioni sul capitale sociale fatta della soc. Aviacom per l’aeroporto di Forlì, la funzionaria ENAC rispose: “Il capitale sociale di € 3.098.741 della società gestore totale dell’aeroporto dovrà essere interamente versato (punti 4 e 7 del disciplinare di gara) secondo le tempistiche che saranno indicate dall’Ente all’aggiudicatario”.

15/09/2014 – Il responsabile unico per la gara dell’aeroporto di Forlì precisa: “ai fini della concessione di gestione totale, il capitale sociale di € 3.098.741 richiesto all’aggiudicatario dovrà essere interamente versato (punti 4 e 7 del disciplinare di gara)”.

25/10/2014. Nella intervista del Presidente ENAC a un quotidiano, Vito Riggio dichiara: “Se Airiminum versa per intero il capitale richiesto e ottiene tutte le certificazioni, noi possiamo dare le autorizzazioni entro 40-50 giorni” (in realtà trascorsero 156 giorni perché l’aeroporto aprì il 1° aprile).

13/11/2014. Nel verbale di aggiudicazione definitiva n. 0000033/DG il Direttore Generale dà atto che la soc. Airiminum è “in possesso di un capitale sociale non inferiore a € 3.098.714 mentre – contrariamente a quanto previsto ai punti 4 e 7 – la soc. Airiminum non ha effettuato il versamento richiesto, visto che attualmente ha un capitale versato di € 1.599.591.
Considerato quanto previsto dalla suddetta documentazione, l'”obbligo” del versamento “sorge” a monte e non a “valle del consolidamento della concessione” come ha sostenuto il Direttore Generale che, bontà sua, ha tenuto a precisare che “poi non è un termine assolutamente perentorio”.

L’aeroporto di Forlì
Due considerazioni.
La prima. Afferma il D.G.: “Quella aeroportuale è una struttura complessa che può essere messa in mano ad un soggetto che dimostri di avere capacità necessarie… ci sono norme europee da rispettare”. Il D.G. dimentica che per l’aeroporto di Rimini (movimento passeggeri 2011 920.614) sono state ammesse alla gara società con un capitale di € 120.000, gara che è stata vinta da una società il cui amministratore unico aveva alle spalle una esperienza di un mese in una società per i servizi di handling all’aviazione generale.
La seconda. Quando si parla di joint venture sarebbe logico considerare che la minor distanza fra due scali solitamente favorisce l’integrazione.
Rimini, se l’attuale società di gestione sarà in grado di realizzare quanto proposto in sede di gara, senza fantasticare sui 13 milioni di passeggeri, potrà dare vita ad un proprio bacino di traffico.

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