Alla mensa Carim non ci “mangiano” solo i dipendenti

Alla mensa Carim non ci “mangiano” solo i dipendenti

Nel 2013, affrontando anche un investimento non piccolo per ristrutturare i locali ed acquistare le attrezzature, in via Dante ha aperto il "Convivio", la mensa aziendale dei bancari Carim. Chi la gestisce? Diapason, fondata e guidata fino al 2015 da una persona che era (all'epoca della nascita del Convivio) ed è, ai vertici della banca.

A Rimini è famosa la mensa dei poveri, gestita dai frati cappuccini. C’è sempre la fila e si nota da fuori, passando in via della Fiera. Ma c’è anche la mensa dei bancari targati Carim. Non solo i poveri mangiano. Tutto dà meno nell’occhio, anzi per niente. E’ all’interno del Crad (Circolo ricreativo aziendale dei dipendenti) di via Dante ed ha anche un nome dantesco: “Convivio”. Per che ora volendo loro apparecchiare, intendo fare un generale convivio di ciò ch’i’ ho loro mostrato, e di quello pane ch’è mestiere a così fatta vivanda, senza lo quale da loro non potrebbe esser mangiata. E’ stato aperto nel 2013, anno nel quale il Crad ha anche l’onore di un capitoletto nel bilancio della banca. Si legge che “la partecipazione al sodalizio è stata estesa a tutto il personale, oltre che ai pensionati di Banca Carim; l’adesione rafforza lo “spirito di squadra” e ha già consentito di avviare molteplici iniziative a carattere culturale, ricreativo, turistico e sportivo che hanno incontrato generale gradimento”. Lo spirito dell’iniziativa “è quello di favorire l’appartenenza, l’incontro di generazioni, nonché di mettere a disposizione di tutti i dipendenti strutture gradevoli e funzionali; il Consiglio non dubita che con il tempo l’offerta culturale del Circolo possa contribuire all’arricchimento dell’intera cittadinanza riminese, di cui i dipendenti Carim e i loro familiari costituiscono una non trascurabile componente”. Chissà se, con la nuova governance in arrivo, al Convivio serviranno Zibello e prosciutto di Parma oppure i piatti tipici della tradizione francese. O chissà se serviranno ancora qualcosa, visto che, appunto, saranno altri a comandare. Per ora Carim ha previsto di destinare al Crad poco più di 82 mila euro per l’anno 2017, di cui 57 mila per il Convivio.
Quando aprì il “ristorante Carim”, affrontando anche un investimento non piccolo per ristrutturare i locali e acquistare le attrezzature, nessuno poteva immaginare che nel giro di quattro anni le cose sarebbero cambiate. Cambiate è un eufemismo. Al posto del ricco Epulone ci ritroviamo il povero Lazzaro.
Di Crad aziendali ne esistono tanti e i dipendenti Carim non hanno colpe. Ma quanto costa il Crad e, soprattutto, la mensa?
Diciamo che sono mantenuti dalla banca. Abbiamo chiesto informazioni ai diretti interessati ma non abbiamo ottenuto nulla. Però da quello che risulta a noi Carim avrebbe elargito in totale oltre 85 mila euro nel 2015 e 116 mila nel 2016 per il Crad. E’ un contributo che consente al Crad di esistere perché l’altra unica entrata di cui dispone è quella delle quote associative: poco più di 6 mila euro nel 2015 e ancor meno nel 2016.
Chi gestisce la mensa aziendale? La efficiente e ormai ben radicata cooperativa Diapason, valore della produzione nel bilancio 2015 oltre 3 milioni di euro, bilancio che ha visto una contrazione del risultato di esercizio rispetto all’anno precedente anche perché sono stati ridotti i contributi da parte degli enti pubblici. L’università di Bologna non ha rinnovato la convenzione per il contenimento del costo dei pasti alla mensa universitaria “Tavola Pitagorica”, dove il numero dei pasti è sceso ma resta consistente: 85.062 (sempre nel 2015). Diapason gestisce anche gli alloggi universitari e pure questo settore è andato un po’ in crisi, tanto che ha dovuto restituire alcuni degli appartamenti che gestiva in centro storico. Ha però aperto una nuova cucina nelle scuole delle Maestre Pie a San Giovanni in Marignano e continua la gestione, fino al 2017, del servizio di front-office della biblioteca universitaria di Forlì e (si legge nel bilancio 2015) per il 2016 sia del portierato delle sedi universitarie di Rimini e sia del front-office serale della biblioteca universitaria di Rimini. In compenso, nel Crad Carim, dove l’uscita principale è quella per la mensa a gestione Diapason, la spesa è salita dai 65.343,20 euro del 2015 ai 95.696,80 del 2016. Confrontando i due anni emergono tagli un po’ ovunque (comprese le varie attività del Crad), ma la gestione mensa ha visto salire la spesa del 46,45%.
A questo punto guardiamo un po’ dentro alla cooperativa Diapason. Annovera fra i fondatori e in veste di componente del cda, Matteo Guaitoli, socio della Fondazione Cassa di Risparmio nella quale è stato membro del cda dal 2009 al 2012 per poi passare in Carim dove nell’aprile del 2015 è diventato vicepresidente. Nel curriculum allegato alla autodichiarazione con la quale accetta la candidatura a componente del cda Carim e attesta tutti gli altri requisiti necessari alla “investitura”, scrive: “1998 fino ad oggi: Fondatore e componente il consiglio di amministrazione con qualifica di consigliere di amministrazione nella società Diapason con sede in Rimini…”. L’oggi va inteso alla data di presentazione della dichiarazione, cioè aprile 2015. Quindi quando Diapason ha cominciato a gestire il Convivio e fino al 2015, Guaitoli sedeva nel cda di Banca Carim e contemporaneamente era ai vertici di Diapason.
Vicepresidente di Diapason è Antonio Polselli, anche lui socio della Fondazione Carim (notoriamente proprietaria di Carim) e componente del consiglio generale.

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