Balneazione vietata o sconsigliata in 23 specchi d’acqua della regione

Balneazione vietata o sconsigliata in 23 specchi d’acqua della regione

E’ giallo sulle “analisi in corso” per diciotto bacini, praticamente l’intera costa riminese. Eppure i divieti temporanei dopo i temporali di sabato e domenica erano già finiti lunedì sera.

E’ giallo sulla balneazione in gran parte della costa adriatica dell’Emilia-Romagna, particolarmente nella provincia riminese ma non solo.
Ben diciotto zone costiere sono state raggiunte ieri pomeriggio martedì 30 luglio, dall’avviso delle autorità che hanno fatto issare la doppia bandiera, rossa e bianco-rossa, di segnalazione del divieto di fare il bagno. Un divieto peraltro snobbato da migliaia di vacanzieri.

A chi chiedeva informazioni, i bagnini di salvataggio rispondevano che l’improvvisa comunicazione era dovuta a campioni d’acqua trovati non conformi alle disposizioni di legge. Ma dal punto di vista dell’ufficialità, a quasi 24 ore dal provvedimento il verdetto delle analisi non è ancora stato reso pubblico. Stamattina, mercoledì 31 luglio, il sito Arpae informava per diciassette specchi d’acqua “Balneazione temporaneamente vietata. Analisi in corso”. Quali analisi? Per quali parametri?

Le diciotto zone interdette alla balneazione con questo avviso sono le seguenti: Pinarella Canale Tagliata Sud, San Mauro Mare Nord, Rimini Foce Marecchia Nord, Rimini Porto Canale Sud, Ausa, Colonnella I, Colonnella II, Marebello, Rivazzurra Rodella, Miramare Roncasso, Miramare Rio Asse Nord, Riccione Rio Asse Sud, Riccione Foce Marano Nord, Riccione Fogliano Marina, Riccione Porto Canale Nord, Misano Rio Agina, Porto Verde, Cattolica Ventena Nord e Sud.
Inoltre, ci sono tre zone considerate “non idonee” (Lido Volano punto A e punto B, Savignano) con questo diverso avviso: “Acqua non idonea alla balneazione. Pre-allerta da analisi in corso”.

Al momento in cui scriviamo, è stata fatta chiarezza su di un ulteriore specchio d’acqua interdetto, quello di Rivabella Turchetta, dove il sindaco Gnassi ha firmato in data 31 luglio l’ordinanza di divieto con queste motivazioni: «Considerato che le forti precipitazioni meteoriche verificatesi nel corso delle giornate del 27 e 28 Luglio hanno prodotto importanti ripercussioni sul sistema di drenaggio urbano dei comuni della costa emiliano romagnola, determinando condizioni eccezionali ed anomale sull’intero territorio comunale e provinciale; preso atto della nota dell’AUSL – Dipartimento di Sanità Pubblica – U.O Igiene e Sanità Pubblica di Rimini 30/07/2019 trasmessa a mezzo mail con cui, si propone ai fini di garantire la tutela della salute della popolazione nella fattispecie dei bagnanti, l’adozione di provvedimento di Ordinanza Sindacale contingibile e urgente ai sensi dell’art.50 del D.Lgs. 267/2000 per l’apposizione del divieto temporaneo di balneazione».

Per l’appunto, gli ultimi cosiddetti “episodi occasionali di inquinamento” dovuti alle piogge e ai conseguenti sversamenti in mare, nel caso del bacino Rimini Ausa si sono verificati sabato 27 luglio alle ore 20:57 e domenica 28 luglio alle 15:09. Secondo le autorità sanitarie i divieti temporanei dovevano finire 24 ore dopo, e così è stato lunedì 29 alle ore 20:12 (informazioni ufficiali tratte qui). Ma qualcosa è andato storto e da martedì pomeriggio sono state issate le bandiere dei divieti: ancora non sappiamo perché.

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