Bonaccini vieta le spiagge: assurda la scelta, micidiale il messaggio

Bonaccini vieta le spiagge: assurda la scelta, micidiale il messaggio

Perché parchi e giardini possono essere riaperti mentre gli arenili restano interdetti? Doppio scivolone del presidente emiliano-romagnolo, che non spiega cosa eventualmente ci sia dietro alla sua scelta mentre perde le staffe replicando al sindaco di Riccione. Ma l'informazione che la Costa manda al mondo con le spiagge ancora off limits può essere devastante.

La notizia ufficiale è arrivata abbondantemente dopo le 21 di ieri sera: la nuova ordinanza del presidente della Regione Emilia Romagna stabilisce, fra le altre cose, che dal 4 maggio non cambierà nulla sulla frequentazione delle spiagge: “Sono interdetti al pubblico le spiagge e gli arenili, in concessione o liberi, ivi compresi la battigia”.
Qual è la ratio? La paura del “tutti al mare” e quindi di una nuova ondata di contagi? La risposta ad una richiesta che viene dai venditori di ombra? “Giochi di potere”, come suggerisce il sindaco di Riccione? Oppure esistono vulnerabilità in questa regione che costringono Bonaccini ad assumere determinate scelte? Non si sa.
Di certo appare una decisione abbastanza inspiegabile per la Riviera.
La stessa ordinanza dice infatti che “è consentita la riapertura di parchi e giardini”. Con l’avvertenza che il “Sindaco può disporre la regolamentazione degli ingressi o la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il divieto di assembramento o il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro”. Perché non fare la stessa cosa per le spiagge?

Il divieto di Bonaccini (questa volta concertato con i territori o imposto alla cinese?) tradisce la paura di tornare a quella libertà, seppure vigilata, alla quale tutti assicurano di guardare, salvo poi, nei fatti, prendere una tangenziale che porta altrove.
Anche solo il buonsenso ci dice che per le spiagge dovrebbe valere quel che vale per tutti gli altri luoghi che, con tutte le precauzioni, sono tornati fruibili e vengono frequentati muniti di mascherine e a debita distanza.
Il governo ha detto, già una decina di giorni fa, che tra le attività motorie è consentito fare il bagno. Lo ha fatto nelle risposte alle domande frequenti sul sito di Palazzo Chigi: “E’ sempre possibile svolgere l’attività motoria in prossimità della propria abitazione principale, o comunque di quella in cui si dimora dal 22 marzo 2020, con la conseguenza che è ammesso, per coloro che abitano in luoghi montani, collinari, lacustri, fluviali o marini – e sempre che non si tratti di soggetto per il quale è fatto divieto assoluto di mobilità in quanto sottoposto alla misura della quarantena o risulti positivo al virus – effettuare tale attività in detti luoghi (ivi compreso fare il bagno al mare/fiume/lago) purché individualmente e comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”.

Il 29 aprile l’amministrazione comunale di Rimini aveva annunciato che “Rimini, fra parchi e spiaggia, è una città fortunata, visto che le passeggiate e le attività sportive individuali all’aperto (es. correre) potranno contare dal 4 maggio anche sulla accessibilità alla spiaggia. Grazie ai 16 km di costa, infatti, la nostra città può consentire spazi ampi e ben fruibili per passeggiare e correre all’aperto oltre a quelli disponibili nei grandi parchi urbani e in quelli più piccoli, di quartiere”. E l’assessore all’ambiente Anna Montini commentava: “La buona notizia è che dal 4 maggio i riminesi potranno tornare a passeggiare o correre nei parchi e in spiaggia. Attività motoria e sportiva individuale all’aperto ma con grande attenzione al rispetto del distanziamento interpersonale nella fruizione di tutti gli spazi pubblici. A passi graduali, mantenendo distanze e precauzioni, arriverà nelle prossime settimane anche la possibilità di svolgere altre attività; per il momento godiamo, a partire da lunedì 4 maggio, della possibilità di tornare a passeggiare o correre individualmente, anche allontanandoci dalla nostra abitazione, e recandoci nei parchi o in spiaggia”.

Per il momento la spiaggia continuiamo a non godercela. Il divieto prolungato ordinato dal presidente regionale ha anche un forte riflesso “promozionale”. Cosa penseranno i potenziali vacanzieri della Riviera e di tutta la costa nell’apprendere che le spiagge restano off limits, mentre altre Regioni tolgono i divieti? Che in Emilia Romagna la pandemia ha picchiato durissimo e dunque sarà meglio starsene alla larga? Speriamo di no, ma anche se la speranza è l’ultima a morire, sono poi le scelte concrete a fare la differenza.

Quando non erano ancora le ore 20, ieri sera il sindaco di Riccione Renata Tosi ha scoperchiato la pentola:

“Chiudere la spiaggia è una follia che uccide il faticoso cammino intrapreso da tutta la Romagna per dare speranza ad un’economia che stava per rialzare la testa dopo un periodo terribile di incertezza sul futuro.
Chiudere la spiaggia è un controsenso per la salute dei cittadini che se possono camminare nei parchi non si capisce perché non possano farlo in riva al mare con aria pulita da sempre cura per le malattie polmonari.
Chiudere la spiaggia è un danno di immagine per quel poco di estate 2020 che faticosamente ogni giorno stiamo cercando di ricostruire.
Chiudere la spiaggia vuol dire considerare i cittadini riccionesi, tutti i romagnoli e non solo, degli irresponsabili sciocchi ed inconsapevoli del pericolo per la propria e altrui salute, pronti a sciamare in orde disordinate verso i lidi. Ma per favore!
Come sindaco di Riccione, città del G20 delle più note e frequentate spiagge d’Italia, non posso che dirmi negativamente e profondamente contrariata da questa scelta che getta incertezza sul futuro, paura nei cittadini e rende la ripresa anche psicologica più lenta.
Non sono d’accordo per due punti fondamentali: 1) oggi non è il momento delle strategie politiche per fregare l’alleato di turno al Governo; 2) ritengo i miei cittadini persone responsabili che in questo lungo periodo di lockdown hanno fatto il loro dovere e che oggi meritano rispetto e quindi, permettere loro di passeggiare con il distanziamento sociale o con la mascherina, nel parco, come in viale Ceccarini, in viale Dante o al mare è per me la stessa cosa. Questo perché ho dinanzi persone serie, non pecore da portare al pascolo. Questa manovra, lo si capisce perfettamente, è una prova di forza del PD contro Conte. Io a questo gioco non ci sto, perché sono una donna di politica e di istituzione, conosco il limite che né l’una e né l’altra dovrebbero mai oltrepassare, il bene dei cittadini. Quello prima di tutto”.

Chiudere la spiaggia è un controsenso. Punto.
Bonaccini le ha risposto, senza mai citarla, con un post: “Chi cerca la polemica con me, sappia che ha sbagliato indirizzo. Non ho tempo da perdere, perché sono troppe le questioni serie di cui dobbiamo occuparci da mattina a notte, ininterrottamente. Per le nostre comunità, per chi deve essere guarito o tutelato, per chi teme di chiudere la propria azienda o perdere il proprio posto di lavoro. Stiamo affrontando e cercando di arginare una pandemia che ci ha drammaticamente cambiato l’agenda delle priorità, individuali e collettive. Tutto può permettersi chi ha rilevanti responsabilità istituzionali tranne che alimentare un indecente teatrino fatto di insulti, accuse, slogan buoni soltanto a cercare un titolo di giornale, una apparizione in tv o il quarto d’ora di celebrità che poi viene travolto dallo stesso teatrino, che ha bisogno costantemente di nuove polemiche, attori e controfigure. Meno parole e più fatti. Perché le parole volano, i fatti rimangono. Ed è di tanti fatti che avrà bisogno l’Emilia-Romagna per risollevarsi, come ha sempre fatto nel corso della sua storia, anche recente. So che posso contare su qualcosa che pochi altri hanno: la caparbietà, la volontà e la forza della gente di questa terra”.

Doppio passo falso. Un pubblico amministratore, un uomo delle istituzioni, non dovrebbe mai dire, nemmeno rispondendo ad un avversario politico, “non ho tempo da perdere”, e le questioni serie sono quelle che decido io. No, caro Bonaccini, l’Emilia Romagna non è ancora diventata la Cina, e qui la libertà non è star sopra un albero aspettando che Governo e Regione ci impongano di tutto e di più. Proprio perché i fatti rimangono, è più che lecito dirle fuori dai denti che le spiagge vietate sono un errore.

Immagine: foto di repertorio, archivio Apt Servizi Emilia Romagna

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