Bonfatti, Guaitoli e uomini Confindustria in lizza per il cda di Carim a trazione Crédit Agricole Cariparma

Bonfatti, Guaitoli e uomini Confindustria in lizza per il cda di Carim a trazione Crédit Agricole Cariparma

L'attuale vicepresidente di Carim pare venga indicato dalla Fondazione Carim. L'attuale presidente potrebbe essere "imposto" da Giampiero Maioli. Che vuole assolutamente anche una rappresentanza degli industriali riminesi. In piazza Ferrari svetta già il nuovo marchio del gruppo italo-francese.

Fatto! Sotto l’albero di Natale i riminesi si ritrovano la loro storica banca passata in mani francesi, il “salvadanaio” della Fondazione di palazzo Buonadrata svuotato (nel 2018 distribuirà appena 225 mila euro, assorbiti in larga parte da Uni.Rimini) e con un peso specifico in termini di comando pari al 2%. La battuta che circola è il due di coppe quando comanda denari. Ci sarà tempo per fare bilanci, magari al termine del processo che coinvolge gli ex vertici della banca, anche per mettere sul piatto della bilancia sia quella governance che quella che consegna Carim a Crédit Agricole Cariparma.
Stamattina nella sede centrale di piazza Ferrari sono già comparse le nuove “insegne” di Crédit Agricole. “Benvenuti in una grande banca”, Crédit Agricole appunto.

Ieri si è chiuso ufficialmente il cerchio. Crédit Agricole Cariparma ha perfezionato l’acquisto dallo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi del 95,3% del capitale sociale delle tre Casse di Risparmio: Cesena, Rimini e San Miniato. “L’ingresso delle tre Banche nel Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia rappresenta il passaggio finale di una più ampia operazione nell’ambito della quale: lo Schema Volontario ha apportato alle tre Banche capitale e risorse patrimoniali aggiuntive grazie alle quali il CET1 ratio pro-forma aggregato delle stesse si attesta a più del 10,7%; le Banche hanno perfezionato la cessione di euro 2.740 milioni di crediti deteriorati lordi (sofferenze e inadempienze probabili) attraverso un’operazione di cartolarizzazione e euro 286 milioni di crediti deteriorati lordi (sofferenze e inadempienze probabili) attraverso un’operazione di cessione diretta”, fa sapere la nota ufficiale di Crédit Agricole Cariparma. E il Ceo del gruppo bancario Credit Agricole Italia, Giampiero Maioli, esprime soddisfazione per “aver concluso nei tempi previsti un’operazione complessa resa possibile dalla fattiva collaborazione di tutte le istituzioni italiane che hanno partecipato. Il negoziato con lo Schema Volontario del FITD e le altre parti coinvolte è stato esemplare per disponibilità e impegno. I nostri sforzi fin da oggi avranno come obiettivo le Tre Casse di Risparmio, i nostri nuovi colleghi e i loro Clienti, perché inizi un nuovo percorso all’insegna dello sviluppo, della solidità e della crescita sostenibile”. E ci mancherebbe che Maioli non fosse soddisfatto. Con l’operazione da 130 milioni di euro porta a casa 400 mila nuovi clienti, aumenta la propria quota di mercato al 3,7% e in Emilia Romagna e Toscana dell’11%.

L’assemblea di Carim è convocata per l’11 gennaio prossimo al Centro Congressi SGR. All’ordine del giorno l’elezione del nuovo cda e degli organi di controllo. Come scriviamo da tempo, dovrebbero essere due i nominativi espressi dalla Fondazione Carim (su 7 componenti totali di cui almeno una quota rosa) e uno che viene dato per certo (dal punto di vista della indicazione di palazzo Buonadrata) sarebbe quello di Matteo Guaitoli. Nel cda della Fondazione Carim dal 2009 al 2012 e poi nel consiglio di amministrazione di Carim, è uomo gradito alla Curia e, a quanto pare, c’è chi spinge non poco perché resti in sella.
E’ però insistente anche l’ipotesi che vede l’attuale presidente in carica, Sido Bonfatti, riconfermato nello stesso ruolo. Se l’indicazione di Bonfatti non dovesse arrivare dalla Fondazione, come sembra, potrebbe essere invece di nomina Crédit Agricole Cariparma. A meno che dal territorio in queste ultime settimane che precedono l’assemblea non si levino voci autorevoli fortemente contrarie alle riconferme dei due attuali timonieri di Carim, ai quali è comunque legata una fase che termina con le modalità a tutti note. Queste nomine rischiano di riaccendere le polemiche a Rimini, quanto meno in chi continua a nutrire la speranza che con Crédit Agricole si possa aprire una fase nuova e chiudere i ponti con le logiche del passato.

C’è poi il capitolo industriali. Maioli vuole assolutamente riallacciare i rapporti con Confindustria e portare nel cda almeno un imprenditore espressione di quel mondo. Per farlo sono stati modificati i “casi di preclusione” alle candidature nel documento sulla composizione quali-quantitativa ottimale dell’organo amministrativo. In precedenza recitava così: “è preclusa la possibilità di presentare candidature ai soggetti che al momento della nomina a componente il Consiglio di Amministrazione abbiano in essere, direttamente o indirettamente, con la Banca attività di rischio superiori all’1% dei Fondi Propri”. Adesso l’attività di rischio è diventata superiore al 6%. Suona un po’ paradossale che agli industriali venga concesso un “premio” visto che nella crisi di Carim hanno pesato una schiera di “prenditori”, ma Maioli è ben consapevole che il suo radicamento a Rimini passerà anche dal rilancio di un nuovo rapporto fra banca e imprenditori. Resta invece confermato che “non possono essere candidati coloro che alla data di inizio dell’amministrazione straordinaria e nei tre esercizi precedenti abbiano ricoperto incarichi di amministrazione, direzione e controllo presso Banca Carim o presso il Credito Industriale Sammarinese”.

Molto probabile, infine, che le strade delle Casse di Risparmio di Rimini e Cesena andranno sempre più incrociandosi, fino ad integrarsi, partendo da subito da una direzione generale comune.

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