Fusione Camere di Commercio: Bologna prepara un’area ultra vasta per Rimini

Fusione Camere di Commercio: Bologna prepara un’area ultra vasta per Rimini

Il destino sembra purtroppo già segnato e ancora una volta sono logiche bolognesi a dettare la linea in Romagna. L'accorpamento delle Camere di commer

Il destino sembra purtroppo già segnato e ancora una volta sono logiche bolognesi a dettare la linea in Romagna. L’accorpamento delle Camere di commercio, che la riforma nazionale prevede sostanzialmente di dimezzare (dalle attuali 105 ad una cinquantina circa), su scala emiliano romagnola punta a mantenere in vita quattro realtà.
A Bologna non ci si accontenta più dell’area vasta romagnola ma si vorrebbe includere anche Ferrara. Questo è infatti il piano: una Camera di commercio fondendo Parma e Piacenza, una per la sola Bologna, un’altra Reggio e Modena, e la quarta con un rassemblement inedito: Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini e Ferrara.
giunta-camera-commercio-riminiIn questa direzione va il documento di Unioncamere regionale, che spera, grazie anche alle “presidenze di area vasta” in mano a Cna (esponenti di questa organizzazione sono a capo di tre enti camerali su quattro in Romagna, Rimini compresa) di portare a casa il risultato.
Sia nella giunta (nella foto i componenti nominati di recente) che nel consiglio della Camera di Commercio di Rimini, una settimana fa il presidente Fabrizio Moretti ha portato proprio questo indirizzo, sperando forse di non incontrare freni. Ma le cose sono andate diversamente e in diversi hanno preso la parola per obiettare e, in buona sostanza, respingere il progetto di “mega” fusione in chiave bolognese e con un occhio di riguardo a salvaguardare gli interessi di Ravenna. Quest’ultima, infatti, avrebbe solo da guadagnare dall’ingresso di Ferrara, perché diventerebbe baricentrica territorialmente nell’area compresa fra Ferrara e Rimini, e se esprimesse anche il presidente avrebbe fatto bingo. Non a caso la Camera di Commercio di Ravenna sponsorizza l’accorpamento ampio, anche con Ferrara.
L’impressione è che ai livelli superiori si sia già deciso tutto, accorpamenti e organigrammi compresi, e i territori rischiano ancora una volta di subire scelte calate dall’alto che incideranno nella carne viva. Rimini, in particolare, appare sempre più incamminata verso una preoccupante marginalizzazione.
Sta di fatto che diversi consiglieri hanno chiesto tempo per approfondire, così che la discussione è stata rinviata al 7 ottobre e li si dovrà decidere da che parte stare. Fra le associazioni di categoria riminesi l’orientamento prevalente è quello di creare una Camera di commercio fra Forlì, Cesena e Rimini, possibilmente escludendo anche Ravenna, e certamente tenendo fuori dalla porta Ferrara. Ma dai desiderata alla realtà ci sarà quasi certamente uno scarto.

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