Il Tar dà ragione al Coconuts anche sull’utilizzo del marchio

Il Tar dà ragione al Coconuts anche sull’utilizzo del marchio

Già a giugno il Tar in via cautelare aveva dato ragione al Coconuts (provvedimento confermato in camera di consiglio il 9 luglio), che alla luce della

Già a giugno il Tar in via cautelare aveva dato ragione al Coconuts (provvedimento confermato in camera di consiglio il 9 luglio), che alla luce della inchiesta “Titano” che aveva portato in carcere varie persone per spaccio di droga, riduceva da 30 a 15 i giorni di chiusura. Ora è stata depositata la sentenza, nella quale si legge: “Non può dirsi che il provvedimento (del questore, ndr) non fosse giustificato, ma quello che può invece contestarsi è la durata che ha superato quella massima prevista dall’art. 100 TULPS e 9 L. 287/1991. Il Questore doveva tener conto delle iniziative assunte dal gestore del locale per migliorare le misure di sicurezza sia con apparecchi fissi sia con più adeguato personale di sicurezza, condotta peraltro che era stata tenuta anche in passato. L’applicazione della misura massima di sospensione pari a 15 giorni poteva essere sufficiente a dare un segnale sia agli avventori del locale che alla proprietà; una misura superiore appare sproporzionata”. Ma la sentenza, depositata ieri, dà ragione al Coconuts anche su un altro aspetto, accogliendo parzialmente il ricorso della proprietà. Secondo i giudici amministrativi “l’altro aspetto di fondatezza del ricorso riguarda la diffida a prendere altre iniziative utilizzando il marchio”. E va ricordato che il marchio Coconuts compariva nelle sponsorizzazioni di Notte Rosa e Molo Street Parade. La sentenza spiega che “il provvedimento in esame è adottato per impedire che uno specifico locale possa essere un luogo dove vengono commessi fatti negativi sotto il profilo dell’ordine pubblico. Non vuole essere un provvedimento di inibizione per un imprenditore ad esercitare la sua attività fuori dal locale per il quale viene sospesa la licenza”.

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