La lettera: “E’ facile fare il sindaco a Rimini”

La lettera: “E’ facile fare il sindaco a Rimini”

Grazie all'appoggio di liste più o meno civiche, che attendono oranti un qualche italico miracolo sulla Bolkestein, si riesce ad amministrare in maniera pressoché assolutistica.

E’ facile fare il Sindaco a Rimini. Grazie all’appoggio di liste più o meno civiche, che attendono oranti un qualche italico miracolo sulla Bolkestein, si riesce ad amministrare in maniera pressoché assolutistica. Si può quindi fare propria la paternità dei progetti messi in campo dalle precedenti amministrazioni, e giunti a compimento per naturale iter “biblico”. Si possono dare libere interpretazioni ai monumenti cittadini, istituire parcheggi a pagamento laddove piace di più sacrificando, in alcuni casi, aree precedentemente destinate a funzioni di socialità incuranti delle esigenze elementari dei residenti. E’ facile fino a quando si esce dal proprio feudo. Per recarsi presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, a margine della legge delega sulle concessioni demaniali, a relazionare la presunta posizione dei vari organismi di cui si viene delegati – Anci, Fiba e Silb – che viene immediatamente dopo smentita e disconosciuta con assoluta decisione come non loro dai diretti interessati.
Ma in una città assonnata e indifferente come la nostra anche questo passa del tutto inosservato, come pure l’ordine pubblico e la moria del Centro. Poi il sussulto a seguito della decisione di chiudere il campo nomadi di Via Islanda, con tutte le sue conseguenze; anche qui nel massimo segreto, con il modus operandi di sempre, e senza confronto con la Città e specie con coloro che saranno coinvolti nell’operazione.
E’ quindi facile vincere le elezioni con programmini elettorali in stile letterina a Babbo Natale, in cui ci si professa bravi e buoni sottacendo però su alcuni aspetti che a sorpresa divengono noti a fatto compiuto. Sicuramente tra coloro che oggi si lamentano di quest’ultima operazione, vi sono pure quelli che a suo tempo votarono per l’attuale compagine Amministrativa; è vero, il tema non compariva nel programma elettorale, né si può avere la sfera di cristallo per prevedere il futuro ma, essendo al secondo mandato, bastava fare un’attenta analisi del precedente operato e modo di rapportarsi con la Città. Invece no, meglio dormire per poi, come capita, accorgersi di essersi svegliato in ritardo per non avere predisposto la sveglia all’ora giusta.

Salvatore De Vita

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