La lettera: “Perché stupirsi del naufragio di Patto Civico? Era già tutto previsto”

La lettera: “Perché stupirsi del naufragio di Patto Civico? Era già tutto previsto”

Che il sindaco si attorni solo di yes man è la scoperta dell’acqua calda. Il capogruppo l'ha capito dopo due anni, il resto della squadra come ha fatto a non accorgersene ancora? Sul passaggio all'opposizione di Mario Erbetta.

E’ sorprendente ciò che si legge nelle motivazioni dell’ex capogruppo di Patto Civico, a proposito delle sue dimissioni dalla carica e da quel movimento che non si considera un Partito. Un’esperienza nata forzatamente, che ha mostrato fin da subito la sua fragilità tanto da non avere avuto più repliche altrove e destinata al fallimento. Le vicende della mancata rielezione di Sergio Pizzolante la dice lunga in proposito.
Lo stupore non è nel contenuto del testo divulgato, ma nel fatto che tutte quelle cause erano ampiamente prevedibili a priori, e solo chi si ostinava a non volerlo credere pensava di entrare in Giunta da protagonista ovvero potere avere un contraddittorio con Gnassi, nonostante il suo modus operandi fosse già noto a seguito del primo mandato. Una situazione scontata che ora appare come la “scoperta dell’acqua calda”.
Costoro non avevano capito che serviva solo una compagine di supporto, sempre pronta ad approvare qualsiasi cosa in stile sovietico senza possibilità di discussione o – forse – credevano illusoriamente di cambiare le cose. E questo senza alcun risultato a loro ascrivibile portato a casa, con una forte preclusione di un loro futuro politico dato l’appiattimento incondizionato e forzato sulle posizioni del dominus.
Sta di fatto che ora qualcuno dopo avere approvato l’aumento della Tari, la reintroduzione della tassa sui passi carrai, la mortificazione dei monumenti cittadini, e lo sperpero di denaro per i cosiddetti eventi e della loro nocività, dopo due anni circa si è accorto di essere stato uno “yes man”. Meglio tardi che mai quindi; ma per contro però, gli altri componenti di quel movimento pare che non se ne siano neppure accorti di quel loro ruolo, perché continuano senza alcun dubbio a rimanere là dove sono.
Leggendo infine l’annunciata volontà dell’ex capogruppo di intraprendere un nuovo progetto politico, viene da pensare che in quanto accaduto influisca pure il cambiamento dell’aria politica che interessa ormai tutto il Paese. Meglio smarcarsi prima, perché no?

Salvatore De Vita

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