L’Azione cattolica si ritrova insieme ad Arcigay e “sbattezzati” per dire no alla chiusura dei porti

L’Azione cattolica si ritrova insieme ad Arcigay e “sbattezzati” per dire no alla chiusura dei porti

Oggi anche a Rimini, ore 19 piazzale Boskovich, si tiene la protesta contro il governo per la decisione di chiudere i porti italiani alle Ong che trasportano immigrati. Nel comunicato del Coordinamento Antifascista fra le adesioni all'appello compariva anche quella della Azione cattolica italiana. Che finiva col trovarsi insieme ad un variegato arcobaleno di soggetti. Ma poco dopo che la notizia era uscita sui siti online, l'Ac spariva. Cosa è successo? "E' stata inserita la nostra firma ma Ac non aveva dato l'adesione", dicono dall'associazione.

Il Coordinamento Antifascista della provincia Rimini ha promosso per oggi alle 19 un presidio al Porto di Rimini, piazzale Boskovich, “per sensibilizzare su quanto sta avvenendo nel Mediterraneo e per protestare nei confronti delle decisioni prese dall’attuale Governo”. Nel mirino c’è lui, Matteo Salvini, che ha deciso di chiudere i porti bloccando l’arrivo continuo di migranti in Italia, invertendo così il principio secondo cui il nostro Paese dovrebbe, non si sa perché, fare la Croce Rossa, mentre le altre nazioni europee stanno a guardare o chiudono le frontiere. Sulla decisione del neo ministro dell’Interno si discute e si continuerà a discutere. La questione che desta sorpresa e anche un po’ di scandalo negli ambienti cattolici, è un’altra. Nel comunicato stampa inviato ieri alle 13.58 dal Coordinamento antifascista della provincia di Rimini, compariva anche la “Azione cattolica italiana” nell’elenco dei firmatari dell’appello che definisce “inaccettabile” la decisione di chiudere i porti italiani alla nave Aquarius e alla Sea Watch 3, perché “l’Italia non può voltare le spalle” a chi è costretto “a lasciare la propria terra, a causa di guerre, fame, siccità e disastri ambientali, per cercare la sopravvivenza altrove chiedendo accoglienza e asilo”, e che si conclude chiedendo “al Governo che vengano riaperti immediatamente i porti italiani per accogliere le navi che soccorrono i migranti”. Quel comunicato è stato pubblicato sul sito di informazione che fa capo alla Diocesi, Newsrimini, prima con l’elenco nel quale compariva anche l’Azione cattolica, e poi l’Azione cattolica è scomparsa.

Lo stesso ha fatto l’agenzia Sir della Conferenza episcopale italiana, che alle 17.41 scriveva: “Nave Aquarius: sei associazioni, “chiudere porti decisione inaccettabile. Non è la soluzione”. E poi le associazioni da sei diventavano cinque: “Nave Aquarius: cinque associazioni, “chiudere porti decisione inaccettabile. Non è la soluzione”. Perché era sparita l’Azione cattolica. Il nome di Ac compariva insieme ad ANPI Nazionale, Arci Nazionale, Legambiente, Libera e Rete della Conoscenza. Poi è intervenuto il “bianchetto”. A caduta, anche a Rimini è arrivato il messaggio di cancellare l’Ac. Cosa è successo? Lo abbiamo chiesto all’ufficio stampa nazionale dell’associazione ecclesiale e la risposta è la seguente: “Azione Cattolica non aveva mai aderito all’appello e quindi era stata inserita la nostra firma pur non avendo dato l’adesione”. Sta di fatto che, se così sono andate le cose, qualcuno si sarebbe inventato una adesione inesistente. Chi? E perché?

Appena uscita la notizia su Newsrimini pare che nelle fila del clero riminese non tutti abbiano preso bene l’accostamento della storica associazione ecclesiale italiana con Arcigay, Rifondazione comunista, Pci e soprattutto UAAR, l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti che si batte da anni per lo “sbattezzo”, praticamente la cancellazione dai registri dei battezzati. Sì, perché all’appello nazionale firmato dalle 6 sigle scese poi a 5, si sono aggiunte le adesioni su scala territoriale, e quelle comunicate dal Coordinamento Antifascista riminese (che nel proprio comunicato riportava anche l’Ac italiana) sono:
Libertà e Giustizia
Il Coordinamento Antifascista provincia Rimini;
A.N.P.I Comitato provinciale Rimini;
CGIL provincia Rimini;
ARCI Comitato provinciale di Rimini;
ARCIGAY provinciale Rimini;
UAAR provinciale Rimini;
Federconsumatori Rimini;
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale provincia Rimini;
Liberi e Uguali provincia Rimini;
Rifondazione Comunista provincia Rimini;
Rompi il Silenzio provinciale Rimini;
Libera Rimini;
PD provinciale Rimini;
Istituto di scienze dell’Uomo Rimini;
Rimini in Comune;
Associazione La Comune Rimini;
Libertà e Giustizia Rimini;
Associazione Augusto Castrucci Onlus;
UISP territoriale Rimini;
CSU (Coriano Sinistra Unita);
Una mano per Santarcangelo;
Partito Comunista Italiano della federazione Enrico Berlinguer di Rimini.

E quindi l’Azione cattolica si è ritrovata (a sua insaputa, si scopre oggi, ma non risultano fino a questo momento comunicati stampa ufficiali di spiegazione dell’accaduto) in questa compagnia arcobaleno, che ha scandalizzato non pochi religiosi e cattolici. Fra parentesi, l’assistente diocesano dell’Ac di Rimini è il vicario generale, don Maurizio Fabbri.

Oggi alle 12.22 sul sito di Azione cattolica è comparso un intervento dal titolo “Non siamo innocenti“: “Nella drammatica vicenda della nave Aquarius, che sta solcando il Mediterraneo con a bordo 629 persone in fuga dalla miseria e dalle persecuzioni di spietati aguzzini, non ci sono innocenti”, attacca. E si conclude così: “Non lo siamo noi, presidenza nazionale di Azione cattolica, che per un intero giorno ci siamo chiesti se dire o no qualcosa su questa vicenda, temendo di non essere compresi, di essere accusati di fare politica di parte, di non rispettare le tante diverse sensibilità dei nostri aderenti, senza mettere subito davanti a ogni altra considerazione la nostra responsabilità di contribuire a costruire un mondo più umano e il dovere di stare dalla parte di chi soffre. Gli innocenti sono là, su quella nave. Uomini, donne, bambini. Ogni ora in più che passano in mezzo al mare è semplicemente un’ingiustizia”.

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