Mare “dog friendly”: più facile annunciarlo che attrezzarlo

Mare “dog friendly”: più facile annunciarlo che attrezzarlo

Le procedure da adottare per permettere la balneazione canina appaiono un tantino disagevoli e in parte onerose (boe per delimitare l'area di mare con tanto di cartello e bagno consentito dalle 6 alle 8 o dalle 19,30 alle 21). Quanti stabilimenti aderiranno all'iniziativa? E chi controllerà che tutto avvenga secondo l'ordinanza?

Mica penserete di essere gli unici ad avere l’onore, magari non richiesto, d’essere circondati da cani, vero?
A Rimini (città modaiola per antonomasia) l’incremento del numero di “canis familiaris” è così massiccio che il peloso privilegio è sicuramente comune a molti. Il condominio in cui abito, tanto per dire, affaccia su un piccolo parco (pubblico). Ebbene, negli ultimi tempi la comunità canina è aumentata a dismisura.
L’affollamento è causa di furiose abbaiate; diverse persone che abitano nelle vie limitrofe portano a spasso i loro fedeli amici; approfittano legittimamente del parco e conducono i quadrupedi a fare i loro bisogni tra le verdi, fresche frasche. Il via vai, nelle ore deputate alla “defecatio” è assai sostenuto. In definitiva, il parco è un “caccodromo” in piena regola. Naturalmente, i cani residenti insorgono ogniqualvolta un “collega” tenti di entrare nel territorio di loro pertinenza: immancabilmente, si scatena un putiferio. Ciò accade anche al mattino presto. Il sabato, la domenica o comunque i giorni di riposo, sono vanificati da bordate di latrati a ore antelucane. Qualcuno sostiene, a dispetto del più elementare e sacrosanto diritto al riposo, che “le creature si devono esprimere”. Sarà pure vero, ma l’impressione è che “quel” qualcuno se ne infischi bellamente del prossimo. Ciò che sostengo è avvalorato dal fatto che in pieno centro città si vedono, e i meno fortunati (checché ne dica la scaramanzia) calpestano anche, deiezioni in grande quantità, come già segnalato da più di un lettore. Sia chiaro: non si vuole demonizzare il mondo canino bensì deprecare quello di certe umane prepotenze. Per nostra fortuna la maggior parte dei loro padroni sono persone civili, ma l’altra minoranza ha purtroppo un peso determinante sul decoro della città.

La moda del cane ha contagiato molti riminesi. Passeggi e vedi braccia tese pluriguinzagliate che assecondano, loro malgrado, accelerazioni, strappi improvvisi e talora incontrollabili che generano scenette comiche, talvolta grottesche. Ma guai al mondo, se non hai un quadrupede al fianco, sei nessuno. Capita che il cane sia un vero e proprio prolungamento della personalità. Già, appunto. L’ego è talmente “sviluppato” che si afferma attraverso l’irsuto compagno di passeggiata. E vai con i vestitini, i cappottini firmati e collari più o meno preziosi, studiati per le più diverse occasioni di vita sociale del granitico binomio. Sta di fatto che i cani vengono umanizzati fino all’estremo limite della loro stessa dignità. Una pena.

In giro per Rimini ho già visto diverse carrozzine adibite al trasporto di cani, ma l’apoteosi è stato vedere (più di una volta) carrelli della spesa adoperati con il medesimo scopo. Vi assicuro che ho provato ribrezzo pensando che di lì a breve avrei potuto inconsapevolmente usare lo stesso contenitore per trasportarvi frutta, alimentari di vario genere e perfino il pane. Ma li ho notati solo io, è evidente. Non un addetto alla vendita o alla sicurezza si è mai premurato di intervenire. L’igiene? Molto discrezionale; provate a prendere una mela senza indossare il guanto d’ordinanza e incapperete nell’immediato svergognamento pubblico.

In questo vorticoso bailamme zoologico, il primo di giugno scorso si allunga (metaforicamente, s’intende) una zampetta fuori dal portone di palazzo Garampi. Tra le unghie tiene un provvedimento amministrativo che, firmato dall’assessore Roberta Frisoni, prevede il bagno in mare anche per i quattrozampe. Tempi, metodi, regole e limitazioni le potete leggere qui. C’è anche chi ha pensato con malizia a una manovra pubblicitaria a basso costo e malevolmente ribattezzata l’operazione: “Cagnassi in Acqua”.
Come specificato nell’ordinanza (sperimentale), orari e modalità per usufruire del servizio dipenderanno dalla disponibilità dei gestori dei singoli bagni di dotarsi di attrezzature specifiche e sottostare ad orari ben precisi. Dato che le procedure da porre in essere per permettere la balneazione canina appaiono un tantino disagevoli e in parte onerose, crediamo che ben pochi operatori balneari aderiranno all’iniziativa. La cosa ci è stata confermata da più di un addetto ai lavori.

A dire il vero, in spiaggia le attenzioni dedicate ai cani, sono già consistenti. Se anche non condividiamo con loro anche l’acqua di mare, non me ne vogliano gli amici cinofili, ma stiamo bene ugualmente. Mi sembra già molto più apprezzabile l’iniziativa del Marano Beach di Riccione.

Dal 2016, al Bagno 135-136, è operativa una zona spiaggia attrezzata (30 posti con ombrelloni ecc.) dedicata agli animali. Là hanno pensato di mettere gratuitamente a disposizione dei fedeli amici dell’uomo una vasca idromassaggio per taglie medio/piccole e una per quelle medio/grandi. Pare che l’iniziativa abbia avuto molto successo. Perché non farlo anche a Rimini?
E a proposito di spiaggia, ci piacerebbe che taluni possessori di cani avessero la compiacenza di adeguarsi alle comunissime normative vigenti. Un esempio? Ai cani non è assolutamente consentito zampettare sulla battigia, ma se vi fate una passeggiata lungo la riva, vi assicuro che di incontri “pelosi” (oltretutto, quasi sempre sprovvisti di guinzaglio e museruola) se ne fanno, eccome. Ciò che affermo è confortato da adeguata documentazione fotografica.
I gestori dei bagni o la Capitaneria di Porto, come intervengono?
I bagnini non sono obbligati a prendere provvedimenti contro i trasgressori, la Capitaneria di Porto, quando opera i controlli, si muove di conseguenza e nel caso, sanziona, tuttavia si presume che non abbia a disposizione interi plotoni di uomini per monitorare chilometri e chilometri di spiaggia sicché il rispetto delle regole è demandato alla civiltà dei padroni degli animali. Già, la dolente nota della civiltà. Se con la memoria tornate alle deiezioni di vario genere e consistenza, sparse per tutta Rimini, il cerchio è chiuso. Tutto ruota intorno all’educazione e, se volete, anche al buon gusto di non parificare i cani agli uomini.
Mi auguro che il tenore della denuncia non venga frainteso: non ho, nel modo più assoluto, nulla contro i cani. Spero solo di non essermi procurato qualche nemico e qualche sonoro latrato in più.

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