I migliori anni del nostro turismo

I migliori anni del nostro turismo

Esce ai primi di novembre dall'editore Raffaelli la ristampa, a cura di Giuliano Ghirardelli e Mario Pari, di una pubblicazione dei primi anni 70. Che per la prima volta censiva nel dettaglio la popolazione turistica che soggiornava in provincia, realizzata dall'Ente Provinciale per il Turismo di Forlì (EPT) nel periodo 1967/1970. Utilissima per capire molto sul settore trainante della nostra economia. Pubblichiamo la premessa dei due curatori.

Una premessa dovuta, per giustificare la ristampa di una pubblicazione, oggi introvabile, che offriva una sintesi dei risultati raggiunti da un’indagine – speciale, particolare – realizzata dall’Ente Provinciale per il Turismo di Forlì (EPT) nel periodo 1967/1970.

Gli anni ’60 rappresentano un periodo cruciale nella storia della nostra industria dell’ospitalità: è in quel decennio che si gettano le basi di una moderna economia del turismo, con caratteristiche in gran parte originali (l’offerta connotata dalla netta prevalenza di piccole o piccolissime imprese), strutturata per far fronte alle esigenze di una inedita “domanda turistica di massa”; la nostra Riviera è la prima realtà ricettiva in grado di soddisfare quella nuova ed imponente domanda di vacanze e, quasi contemporaneamente, è anche la prima a subire i contraccolpi di una concorrenza – improvvisa ed aggiornata – nata sulle tracce della nostra esperienza.

Nel secondo dopoguerra il turismo degli europei raggiunse dimensioni straordinarie, e già agli inizi degli anni ’50 la Riviera poté registrare un totale di presenze uguale o superiore a quello fatto registrare alla fine degli anni ’30: e sono soprattutto gli ospiti stranieri a permettere uno exploit del genere.

Ma ancor più straordinario, per la costa romagnola, fu il decennio successivo: la Riviera festeggiò, in quelle estati, l’ascesa nell’olimpo del turismo internazionale.
Una serie di stagioni piene di primati: una Riviera presa d’assalto da ospiti stranieri e da clienti italiani. L’aeroporto di Miramare a metà degli anni sessanta batte ogni record: nella stagione 1966 registra l’arrivo di 3700 aerei, per un totale di 203.920 passeggeri; sono turisti che giungono a Rimini dalla Gran Bretagna, dalla Scandinavia, ma anche dal resto dell’Europa. Gli svedesi arriveranno, per la prima volta, quell’estate, anche con treni speciali, Stoccolma-Rimini. Ad attenderli ci sono le località balneari della costa che offrono manifestazioni e festeggiamenti a getto continuo.

Poi, a partire dal 1967 e dal 1968, tutto cambiò (in bene e in male, logicamente). Gli stranieri, con le loro agenzie di viaggio e i loro “charter”, iniziarono ad abbandonarci, progressivamente. E noi, tra insipienza e appagamento (il boom del turismo italiano, a scoppio ritardato rispetto a quello europeo, privilegiava la Riviera), lasciammo correre.
Il Turismo romagnolo, però, divenne pian piano – anche grazie a quella crisi, per reazione – qualcosa di più moderno, di più professionale.

Tutto accadde negli anni ’60, verrebbe da dire. Anche le analisi e le ricerche, nell’ambito del Turismo in Romagna, presero l’avvio in quel decennio: la più significativa e la più impegnativa fu quella promossa dall’EPT di Forlì che per quattro stagioni, da maggio a settembre, diede vita ad una rilevazione che affiancava quelle eseguite per conto dell’ISTAT; si trattava di un vero e proprio “censimento” della popolazione turistica che soggiornava nella provincia, che allora comprendeva soprattutto le località balneari, da Cattolica a Cesenatico, in un territorio che ora fa capo a due Amministrazioni provinciali, quella di Forlì-Cesena e quella di Rimini.
Il censimento ideato e realizzato dall’EPT utilizzava, per la prima volta, i dati contenuti nelle schedine di notificazione che i datori di alloggio devono compilare per le autorità di Pubblica Sicurezza (e l’iniziativa trovò il consenso e l’autorizzazione dell’allora Prefetto di Forlì dott. Giuseppe Franzè).
La tradizionale rilevazione ISTAT serviva a stabilire – per ogni ospite – soltanto la nazionalità (né la regione o la provincia di provenienza), il mese di arrivo e i giorni di permanenza, la località nonché il tipo e la categoria di alloggio prescelte per la vacanza; con una copia della schedina di notificazione (ampliata rispetto a quella destinata alla PS) diventava possibile rilevare anche: il sesso, l’età, la professione, il mezzo di trasporto utilizzato, le modalità di organizzazione del viaggio e del soggiorno (se privatamente o tramite il sistema agenziale), la data di arrivo e, soprattutto, la regione o la provincia di provenienza di ciascun turista. Questi dati, opportunamente codificati, venivano trasferiti su schede perforate, la cui elaborazione aveva luogo nel Centro elettronico installato presso la sede distaccata di Rimini dell’EPT di Forlì.

L’indagine nata per approfondire le caratteristiche della nostra domanda turistica, risultò utile anche per definire le peculiarità di un fenomeno che ebbe iniziò proprio nel 1967: il declino del turismo organizzato proveniente dal Nord Europa, a partire dalla componente inglese e scandinava (che farà registrare una ulteriore flessione, pesantissima, negli arrivi all’aeroporto, a partire dal 1990, a causa del fenomeno delle mucillagini).
Fu proprio in quel periodo, in quella fase in cui avveniva una sorta di “sostituzione” nell’ambito della nostra clientela (meno stranieri, più italiani), che aumentarono le difficoltà della ‘bassa stagione’ (verso la quale la domanda estera, soprattutto quella organizzata, aveva dimostrato una maggiore propensione), ed emersero tutti i limiti di una economia turistica basata esclusivamente sull’offerta balneare ed estiva.

La Stampa, 6 luglio 1968

C’erano, dunque, tutte le premesse per una svolta del nostro sistema, che da lì a poco non tardò a verificarsi: nacque e si concretizzò, allora, la necessità di una “promozione collettiva” fra tutti gli Enti Pubblici e gli Enti locali della Riviera (su iniziativa proprio dell’EPT di Forlì) e, così pure, fra gli albergatori che diedero vita alle prime cooperative destinate, soprattutto, alla commercializzazione e alla diversificazione della nostra offerta turistica (Promozione Alberghiera nasce nel 1968).
Nei decenni successivi si rafforzerà, così, una nostra autonoma capacità di vendita e di proposta, legata allo sviluppo di nuove tipologie e offerte turistiche, quali il turismo sociale, fieristico e congressuale, sportivo e scolastico, culturale o legato agli eventi… un insieme di opportunità che tendono sempre più a trasformare la nostra economia predominante in un laboratorio di progetti innovativi, con una proiezione che va ben oltre l’estate.

Inoltre, tutti gli elaborati dell’indagine EPT (1967-1970) costituirono la fonte principale della più importante ricerca effettuata dal dopoguerra ad oggi, nell’ambito della nostra economia:
“Il Sistema turistico adriatico-romagnolo – Analisi di efficienza”; un lavoro condotto dalla Soris di Torino, con una équipe di ricercatori guidata dalla dott.ssa Liliana Treves.
Un’indagine svolta per incarico del PIC di Rimini, pubblicata nel 1973 e composta da vari volumi.
Il PIC-Piano InterComunale è lo strumento di cui si dotarono gli Enti locali per la pianificazione sovracomunale nel territorio riminese, preludio al Circondario, prima, e alla costituzione della Provincia di Rimini (1992), dopo.

Nel periodo 1967-1970 l’EPT di Forlì, per diffondere progressivamente i risultati della propria indagine, realizzò anche una serie di fascicoli con le principali tavole statistiche:
“Indagine statistica sul movimento turistico nella provincia di Forlì – Elaborazione dei dati a cura del centro elettronico dell’EPT di Forlì”

Le pubblicazioni e i materiali citati si possono consultare presso il Centro di Documentazione del Turismo in Romagna, con sede all’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” di Rimini; il Centro nato recentemente è frutto della collaborazione fra l’Istituto e la FIAVET Emilia Romagna.

Infine, si ringraziano Italian Exhibition Group e Raffaelli Editore che hanno reso possibile questa ristampa.

Mario Pari
Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Forlì, dal 1965 al 1979

Giuliano Ghirardelli
Responsabile del centro elaborazione dati dell’EPT di Forlì, dal 1967 al 1970

Mario Pari e Giuliano Ghirardelli, La struttura del movimento turistico nella provincia di Forlì: 1960-1971, Raffaelli Editore

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