“Multate e minacciate sul bus”: chi sanziona Start per comportamento “anti turistico”?

“Multate e minacciate sul bus”: chi sanziona Start per comportamento “anti turistico”?

Un altro episodio riporta a galla i metodi di controllo sui bus di Rimini. Due turiste irlandesi si dicono "traumatizzate" per il trattamento ricevuto. Che fa a pugni con l'ospitalità e l'accoglienza che anche i controllori di Start dovrebbero applicare come un vangelo. Si ripropone l'interrogativo: chi controlla i controllori? Palazzo Garampi, che ha formulato gli auguri di Ferragosto ai vacanzieri in città, dicendo che "chi viene qui è un amico, non solo un ospite", non ha nulla da dire?

Chi sanziona Start Romagna per comportamento “anti-turistico”? O, quanto meno, chi controlla i controllori? L’ennesimo caso lo si può leggere oggi sul Carlino col titolo «Multate e minacciate sul bus per il biglietto timbrato al contrario: Start ci deve delle scuse».
La vicenda ha dell’incredibile ed è accaduta lunedì scorso sulla linea 11. Mairead Bambury ed Evelyn Ryan (nella foto), questi i nomi delle “vittime”, vengono definite «traumatizzate», e chiedono a Start Romagna «un rimborso completo e scuse entro trenta giorni altrimenti cercheremo un parere legale per andare fino in fondo».
«Doveva essere un tranquillo e interessante pomeriggio da turiste, almeno è quanto speravano prima di salire sull’autobus». Perché invece si è trasformato in un viaggetto da paura. «Abbiamo convalidato i biglietti alla macchina al centro del bus numero 11. Non ho notato nessuna stampa sul retro del biglietto ma la macchina ha emesso il suono ed ha restituito i ticket». Segnale acustico, ticket restituiti, uguale missione compiuta. Vallo a sapere che se non compare la scritta i biglietti sono stati inseriti in modo sbagliato oppure la macchinetta obliteratrice fa i capricci. «Non capiamo perché abbiamo dovuto pagare una multa quando avevamo biglietti validi. Siamo rimaste molto traumatizzate». E per forza, sentite come prosegue il racconto: «Un’ispettrice molto scortese ci ha detto che avevamo un problema con i biglietti, così siamo scese dall’autobus. Altri due ispettori si sono uniti nell’interrogatorio. Ha presentato una multa di 67 euro da pagare subito o in ufficio. Multa che sarebbe aumentata se avessimo pagato una volta tornate a Dublino».
Le due turiste, signore che non hanno l’aspetto di chi ha la necessità di risparmiare sul ticket, ne hanno ricavata una pessima esperienza («essere state minacciate e trattate molto male») e con ogni probabilità ricorderanno le loro vacanze anche per questo brutto episodio, magari ne parleranno con amici e conoscenti. «Siamo rimaste molto turbate, specialmente quando il controllore ha detto che stava chiamando la polizia. Abbiamo pagato l’intero importo che ci ha lasciato senza soldi per tornare in hotel. Siamo entrambe cittadine anziane e non evasori». Addirittura «questa terribile esperienza ci ha rovinato le vacanze».
Ora, Start Romagna verificherà le obliteratrici e chiederà un rapporto alla società che svolge i controlli sui mezzi di Start, la Holacheck. Che comunque non è una sorta di polizia segreta proveniente da chissà quale paese straniero. Chi c’è dietro alla Holacheck? L’abbiamo scritto su Riminiduepuntozero due anni fa: ci sono i colossi emiliani del trasporto pubblico locale dietro i “sanzionatori” sugli autobus di Rimini. Le lamentele negli anni si sono sprecate sulle modalità applicate nei controlli. Ma a quanto pare non sono servite a nulla.

Lo scorso febbraio il sindaco Gnassi fece la voce grossa con Start Romagna a causa della pubblicità “no vax” affissa sui mezzi pubblici. Lo ricorderete. E Start obbedì in un amen. Sempre il sindaco si è rivolto agli ospiti in vacanza a Ferragosto a Rimini con queste parole: “Siamo smart e sappiamo sorridere. Il sorriso per noi non è una convenzione ma un modo d’essere. Chi viene qui è un amico, non solo un ospite. Ogni italiano almeno una volta nella sua vita è passato a Rimini per la sua vacanza. E ne porta dietro un ricordo indimenticabile“. Ecco, se invece il trasporto pubblico contribuisce a rendere indimenticabile, ma del tutto negativamente, la vacanza a Rimini, e se il turista non solo non viene trattato da amico ma nemmeno da ospite, il sindaco non dice niente? Sarebbe bello leggere oggi stesso una presa di posizione del sindaco sulla disavventura occorsa alle due turiste, accompagnata da pubbliche scuse.

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