Addio al vincolo alberghiero: il Comune ora cerca un tecnico per regolamentarlo

Addio al vincolo alberghiero: il Comune ora cerca un tecnico per regolamentarlo

Come noto, infatti, le recenti decisioni della giustizia amministrativa hanno annullato l’articolo 59, comma 5, del Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) di Rimini, ovvero la norma comunale con cui si impediva di fatto la possibilità di cambiare la destinazione d’uso degli alberghi nelle aree turistiche costiere. Come sempre, invece di intervenire per tempo, sfruttando i margini che le leggi permettono (come quelle regionali, ad esempio) e mutare approccio istituendo semmai il “vincolo turistico” come proposto da più parti, si è preferito attendere l’incidente, ovvero le sentenze a sfavore

Il Comune correi ai ripari dopo le ultime sentenze riguardanti il vincolo alberghiero e cerca un tecnico per “la regolamentazione dell’attività di valutazione estimativa di antieconomicità delle strutture alberghiere esistenti a Rimini.
Come noto, infatti, le recenti decisioni della giustizia amministrativa hanno annullato l’articolo 59, comma 5, del Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) di Rimini, ovvero la norma comunale con cui si impediva di fatto la possibilità di cambiare la destinazione d’uso degli alberghi nelle aree turistiche costiere. Come sempre, invece di intervenire per tempo, sfruttando i margini che le leggi permettono (come quelle regionali, ad esempio) e mutare approccio istituendo semmai il “vincolo turisticocome proposto da più parti, si è preferito attendere l’incidente, ovvero le sentenze a sfavore.
Ora diventa urgente metterci mano e per farlo il Comune ha deciso di rivolgersi ad un soggetto esterno, emettendo un “Avviso di procedura comparativa preordinata all’individuazione di un soggetto cui conferire un incarico professionale di collaborazione”, perché se è vero che quella restrizione non esiste più, è altrettanto vero che “manca una nuova disciplina che regoli in modo chiaro quando e come un imprenditore possa chiedere lo svincolo”, come ribadito dall’Avv. Roberto Biagini nei giorni scorsi. Lo stesso ex assessore all’Urbanistica aveva poi rincarato la dose, chiedendosi e chiedendo sui social: “Ma in commissione è stato detto che ad oggi nel comune di Rimini il vincolo alberghiero non esiste più in quanto il Consiglio di Stato a febbraio del corrente anno in conferma del Tar Emilia Romagna del 2021, ha annullato l’ art. 59, comma 5a del RUE che lo prevedeva?”, prendendo spunto proprio dall’annuncio dato proprio in commissione dall’assessora all’Urbanistica, Valentina Ridolfi, insieme ai dirigenti Lorenzo Turchi e Carlo Mario Piacquadio, che il PUG e le sue previsioni saranno anticipati da due varianti, anche in materia di riuso del patrimonio alberghiero dismesso.
Qualcosa si deve essere mosso a palazzo, tanto che lo stesso Piacquadio del Dipartimento Pianificazione e Gestione territoriale Determinazione ha firmato la Determinazione Dirigenziale n. 2821 del 20/10/2025 con cui avviare la ricerca di un collaboratore esterno per dirimere la matassa. Un impegno chiaro, tanto che nel testo si legge che “il Comune di Rimini, a seguito di svariate pronunce della magistratura amministrativa inerenti la disciplina del Vincolo alberghiero ha intenzione di approvare una variante al RUE vigente per la modifica della disciplina degli usi”, per cui “in attuazione della normativa Regionale e nazionale vigente, l’amministrazione comunale di Rimini ha intenzione di intervenire nella regolamentazione della procedura di rimozione del vincolo alberghiero”. Questo perché, spiega sempre la determina, “la normativa regionale in particolare, all’art. 3 c. 5 della L.R. 28/1990, prevede la possibilità di rimozione del vincolo alberghiero per le strutture ricettive, a seguito della dimostrazione della non convenienza economica dell’attività”, ma “richiede alle amministrazioni, sia in sede di programmazione, sia allorquando siano interpellate dal proprietario invoca la rimozione del vincolo, di prevedere dei criteri per la valutazione dell’antieconomicità dell’attività, tenendo conto delle caratteristiche specifiche e concrete del bene e della situazione ad esso circostante, con riferimento alla comprovata non convenienza economico-produttiva della struttura ricettiva”.
Insomma, adesso bisogna farlo. E “l’Amministrazione deve completare in tempi brevi la predisposizione della Variante al RUE per la disciplina degli usi”. Per cui “si intende individuare una metodologia di valutazione estimativa delle aziende ricettive, al fine di individuarne le relative peculiarità”, anche perché “è necessaria la codificazione dei criteri estimativi di antieconomicità delle strutture alberghiere”.  

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