Rinaldi (Co.E.So.-CNA): “Aspettativa chiara sul PUG, servono iter burocratici più semplici e tempi certi. Il futuro? L’edilizia dovrà adeguarsi a una traiettoria univoca, fatta di riqualificazione energetica e sostenibilità”

Rinaldi (Co.E.So.-CNA): “Aspettativa chiara sul PUG, servono iter burocratici più semplici e tempi certi. Il futuro? L’edilizia dovrà adeguarsi a una traiettoria univoca, fatta di riqualificazione energetica e sostenibilità”

"Dopo i fasti del Superbonus, il settore edilizio ha subito una ripercussione significativa. Il mercato è diventato molto difficile e molto in fretta", avverte Francesco Rinaldi, presidente del Consorzio Edifici Sostenibili (Co.E.So.) di CNA Rimini, riferendosi sia all'aumento delle materie prime sia alla riduzione dei bonus statali

Sul futuro dell’urbanistica e dell’edilizia riminese interviene Francesco Rinaldi, presidente del Consorzio Edifici Sostenibili (Co.E.So.) di CNA Rimini.
Dopo gli anni del Superbonus, qual è oggi la fotografia del settore edilizio? Quali difficoltà state affrontando?
«Diciamo che, dopo i fasti del Superbonus, il settore edilizio ha subito una ripercussione significativa. Il mercato è diventato molto difficile e molto in fretta: non era qualcosa di imprevedibile, ma la rapidità con cui è accaduto ha messo in difficoltà molte imprese. L’aumento dei costi dei materiali avvenuto durante il periodo del Superbonus non si è riassorbito con la stessa velocità con cui l’incentivo è terminato. Inoltre molte aziende avevano investito in personale, macchinari e attrezzature per sostenere quella fase eccezionale, e oggi si ritrovano con costi fissi troppo elevati rispetto al nuovo volume d’affari».
Quali effetti hanno avuto i cambiamenti normativi sulle detrazioni fiscali?
 «Il 2025 è stato un anno particolarmente impegnativo: per la prima volta, dopo molti anni, sono diminuite le detrazioni fiscali che sostenevano il mercato dell’edilizia. Ad esempio, quelle per il risparmio energetico sono scese dal 65% al 50%. Questo ha ulteriormente ridimensionato un settore che già soffriva per gli effetti post-Superbonus».
Ci sono però anche notizie positive per il 2026…
«Sì. Il previsto ulteriore calo della detrazione dal 50% al 36% per il 2026 è stato stralciato dalla finanziaria, quindi la detrazione resterà al 50%. È un segnale importante perché dà stabilità alle imprese. Inoltre è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, il 25 settembre 2025, la norma nazionale sul “Conto Termico 3.0”: dovrebbe diventare operativa attorno alla metà di febbraio 2026 e garantire una programmazione quinquennale su diversi interventi. Questo ci permette di guardare al futuro con un po’ più di ottimismo».
Venendo al nostro territorio: che tipo di imprese compongono il tessuto edilizio locale?
«I numeri precisi li posso recuperare e inviare, ma la tendenza è chiara: parliamo soprattutto di piccole imprese, mediamente con cinque dipendenti. Come consorzio di CNA abbiamo 42 imprese associate, che vanno dall’artigiano singolo a imprese più strutturate, ma la maggioranza resta composta da realtà con pochi addetti».
Uno dei temi centrali a Rimini è la riqualificazione delle vecchie pensioni e degli alberghi fuori mercato. Come vi ponete su questo dibattito?
«È una tematica sulla quale bisogna intervenire. Non solo per arginare situazioni di degrado, ma anche perché tutti parlano della necessità di non consumare nuovo territorio. In queste zone il territorio è già compromesso, dunque gli interventi mirati sono la strada giusta. La possibilità di destinare temporaneamente queste strutture a studentati, con la facoltà di cambiare la destinazione d’uso dopo un periodo congruo, ci sembra una sintesi intelligente. Da un lato si contribuisce a calmierare il problema degli affitti per studenti, dall’altro si avvia un percorso di riqualificazione con una prospettiva futura. La normativa regionale attuale va nella direzione giusta».
Sul fronte urbanistico si parla molto del nuovo PUG. Che contributo può arrivare dalla vostra categoria?
«All’interno del consorzio Coeso abbiamo professionisti che rappresentano anche gli ordini tecnici: l’architetto Roberto Ricci, presidente dell’Ordine degli Architetti, e l’ingegner Domenico Bordoni, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Rimini. La fase tecnica la affidiamo a loro. Dal punto di vista delle imprese, però, l’aspettativa è chiara: servono iter burocratici più semplici e tempi certi. Oggi ottenere un titolo edilizio è difficile, sia per i tempi, sia per i costi che diventano imprevedibili. È complicato programmare un investimento senza sapere con precisione quando partirà e quanto costerà la parte autorizzativa».
Rispetto ad altri territori vicini, Rimini ha criticità specifiche?
«Non parlerei di un problema riminese: è un tema generale, diffuso. Notiamo però che è più semplice lavorare nei comuni piccoli rispetto ai comuni grandi. I comuni piccoli hanno iter più snelli e prevedibili, mentre nelle realtà più estese la complessità regolamentare e organizzativa rende tutto più farraginoso. È una difficoltà sistemica, non locale».
Il tema dei materiali resta ancora centrale? I prezzi sono rientrati?
«Purtroppo no: il problema è ancora molto attuale. Dopo il Covid c’è stato un aumento rapidissimo dei costi, tra 2020 e 2022, dovuto a molteplici fattori: costi energetici, materie prime, dinamiche globali. Non è corretto attribuire tutto al Superbonus. Oggi i materiali non costano come prima del 2020, e questo pesa molto in alcuni comparti, soprattutto negli impiantisti, dove la materia prima rappresenta una quota rilevante del costo complessivo dell’opera. Il rientro dei prezzi sta avvenendo in modo lentissimo. Chi ha magazzino acquistato a prezzi alti è in grande difficoltà perché fatica a piazzarlo senza rimetterci».
Guardando al futuro, quali sono gli elementi più rilevanti sul piano normativo ed europeo?
«I regolamenti nazionali, a loro volta, devono sottostare alle direttive europee. L’orizzonte è chiaro: entro il 2030 ci saranno sviluppi significativi sul risparmio energetico e sulla produzione da fonti rinnovabili. Il modello delle cosiddette “case green” sarà una linea guida che definirà anche il calendario politico nazionale. Il settore dovrà adeguarsi a una traiettoria univoca, fatta di riqualificazione energetica e sostenibilità».

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