Ampliamento Fiera: il ricorso sull’accesso agli atti negato dal Comune verrà discusso al TAR a novembre. “Chiediamo il rispetto di un diritto”

Ampliamento Fiera: il ricorso sull’accesso agli atti negato dal Comune verrà discusso al TAR a novembre. “Chiediamo il rispetto di un diritto”

L'Osservatorio Ampliamento Fiera: "Tenere i cittadini all’oscuro fino alla conclusione del procedimento significa svuotare di ogni significato la partecipazione e la trasparenza amministrativa"

Come noto, l’Osservatorio Ampliamento Fiera a maggio aveva chiesto a comune di Rimini l’accesso agli atti del procedimento per la realizzazione del noto “cupolone” a ridosso delle abitazioni dei residenti e delle opere di espansione della fiera, ma “il Comune aveva negato l’accesso immediato deducendo tra l’altro che questo avrebbe allungato i tempi del procedimento”, ricordano dal comitato. “Ad oggi il procedimento non è concluso, si sa che ci sono state numerose osservazioni e rilievi e il Comune stesso dichiara che la conclusione non è prevista prima di dicembre. Il procedimento è dunque articolato e complesso di suo e la trasparenza non lo avrebbe certo ulteriormente appesantito”, commentano.
A seguito del diniego, l’Osservatorio Ampliamento Fiera ha deciso di presentare ricorso al TAR per ottenere l’accesso agli atti del procedimento relativo all’ampliamento della Fiera di Rimini, per il tramite dell’ Avvocato Giovanni Delucca. “Una richiesta che riteniamo non solo legittima, ma doverosa: i cittadini hanno il diritto di conoscere come viene deciso e valutato un intervento pubblico destinato a incidere concretamente sul territorio e sulla qualità della loro vita ed hanno il diritto di poter esprimere posizioni informate. Non si può chiedere ai cittadini di attendere la conclusione di un procedimento per conoscere documenti e valutazioni che possono essere fondamentali per comprenderne gli effetti e tutelare i propri interessi. Il Comune ha rinviato l’accesso genericamente alla conclusione della Conferenza di servizi, senza indicare una data certa, e anche il Difensore civico regionale ha confermato tale decisione, finendo per comprimere di fatto il diritto alla trasparenza e alla partecipazione. La trasparenza per una pubblica amministrazione”, ribadiscono dal comitato, “dovrebbe essere uno standard operativo ordinario e non essere concessa solo quando non serve più e le decisioni sono già state prese. Chi vive sul territorio e subirà gli effetti di un’opera di queste dimensioni deve poter conoscere gli atti, le valutazioni tecniche e le osservazioni presentate durante il procedimento, mentre questo è ancora in corso. Negare o rinviare indefinitamente questo diritto significa impedire ai cittadini di esercitare una partecipazione effettiva e di poter valutare per tempo le conseguenze dell’intervento sulla mobilità, sull’ambiente, sulla vivibilità e sul valore delle proprie abitazioni”.
È proprio per questo che l’Osservatorio ha scelto di rivolgersi al TAR: “Non chiediamo un vantaggio, ma il rispetto di un diritto. Tenere i cittadini all’oscuro fino alla conclusione del procedimento significa svuotare di ogni significato la partecipazione e la trasparenza amministrativa”. Da qui la notizia di queste ore: il TAR ha già fissato l’udienza per il 19 novembre 2026, nella quale sarà esaminato il ricorso dell’Osservatorio.

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