Anfiteatro e Mazzi, più che la visita dei giorni scorsi può essere il suo nuovo incarico ministeriale a sbloccare finalmente il recupero anche in chiave turistica

Anfiteatro e Mazzi, più che la visita dei giorni scorsi può essere il suo nuovo incarico ministeriale a sbloccare finalmente il recupero anche in chiave turistica

Questa occasione potrebbe quindi generare una sinergia tra Ministeri, Cultura e Turismo, che vedrebbe la valorizzazione di ciò che abbiamo, e che ci si nega, come spunto per una nuova stagione di ripresa del turismo, soprattutto di quello colto che latita assai dalle nostre parti.

Dopo varie vicissitudini occorse in proposito, il giorno 30 dello spirato mese di Marzo si è svolto il sopralluogo all’Anfiteatro Romano del Sottosegretario alla Cultura Giammarco Mazzi. Era stato annunciato per il novembre dello scorso anno, poi comunicato per il passato Febbrario per compiersi infine nella predetta data.
Nulla di nuovo in questo caso in base a quanto riportano i giornali locali, solite parole di rito dei rappresentanti delle istituzioni cittadine, dove nella sostanza nulla cambia perché nulla deve cambiare; una sorta di riedizione “de noantri” della famosa frase del Principe Tancredi Falconeri, nel bellissimo film “Il Gattopardo”.
Ma nel monotono panorama informativo, solo un quotidiano locale dava risalto a certe significative affermazioni del Sottosegretario; «La scuola va spostata» o «va [l’Anfiteatro] recuperato».
Naturalmente ne sono seguite le solite assicurazioni dell’Assessore alla Cultura, quali di essere «Pronti a collaborare per valorizzare il monumento», ma non si sa chissà come e quando.
Peccato che dalla consegna della relazione commissionata agli Archeologi sul tema, nulla in merito si è più saputo. Non si conosce l’intenzione dell’Amministrazione a proposito dei necessari scavi o sondaggi, ma neppure se le conseguenti criticità evidenziate dai redattori del predetto documento, siano o meno allo stato di verifica, studio e risoluzione; in buon conto, come al solito, il tutto è avvolto nella solita nebbia meramente dilatoria che in quel sito permane da ormai quasi ottant’anni.
Oggi la notizia che si legge è che l’ormai ex Sottosegretario alla Cultura è stato nominato alla titolarità del Ministero del Turismo, e l’evento può avere una duplice lettura.
La prima è che considerate le nuove problematiche e specifici impegni di quel settore, debba tralasciare l’iniziativa intrapresa per la restituzione del monumento alla città.
La seconda, che ci si auspica, è un ulteriore scenario costituito da un valore aggiunto.
All’attuale Ministro, anche informato dai politici locali presenti all’evento, non è certamente sfuggito il – vero – potenziale storico riminese, assai minimizzato da improbabili modelli culturali spacciati per tali. Ben saprà dell’importanza della Rimini romana, della sua notevole storia millenaria, specie nel Rinascimento, e dei suoi altri monumenti ancora ridotti in ruderi che ci fanno vergognare anche agli occhi di turisti e visitatori.
Questa occasione potrebbe quindi generare una sinergia tra Ministeri, Cultura e Turismo, che vedrebbe la valorizzazione di ciò che abbiamo, e che ci si nega, come spunto per una nuova stagione di ripresa del turismo, soprattutto di quello colto che latita assai dalle nostre parti. Perché dopo la fine del modello balneare, il fallimento dell’ossessivo unico modello felliniano e altre vacue estemporanee economicamente salatissime iniziative, questa rimarrebbe l’unica via di ripresa.
Ma poiché questa percezione non alberga in chi continua comunque a perpetuare queste linee evidentemente improficue, ci si augura un segnale esterno al quale una larga parte la città è pronta a rispondere con entusiasmo e a crederci. Perché, al di là delle chiacchiere, a Rimini tantissime persone ritengono di avere diritto ad una città in cui la cultura, quella vera, si manifesti chiaramente con iniziative dinamiche, monumenti fruibile e valorizzati, mostre tematiche attrattive, e non con le solite quattro cosette che si propongono stancamente nei siti che riportano ciò che si può fare nel fine settimana. Rimini deve fare parlare di sé in questo, e la sperata congiuntura tra i predetti Ministeri può essere l’occasione giusta; da non perdere.

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