Area ex Forlani: le ruspe si preparano a demolire gli immobili, poi si sposteranno gli uffici (e i dipendenti) del Comune secondo un piano che ha fatto e farà discutere, soprattutto per i parcheggi

Area ex Forlani: le ruspe si preparano a demolire gli immobili, poi si sposteranno gli uffici (e i dipendenti) del Comune secondo un piano che ha fatto e farà discutere, soprattutto per i parcheggi

L'area e gli immobili, in stato di abbandono, furono acquistati dal Comune all'asta scatenando le critiche anche dei "senza casa" che li avevano occupati

L’aggiudicazione  in via provvisoria alla Ditta 3r Costruzioni srl dell’intervento di demolizione degli edifici presenti nell’area ex Forlani, apre la strada alla riqualificazione complessiva, ma riapre anche – al tempo stesso – le riflessioni sulle scelte che sono state fatte sul progetto. In primis la dotazione di parcheggi, che è il tema più caldo in città e che già nel 2024 aveva fatto storcere più di un naso, visto che dagli iniziali 400 posti auto si è poi scesi a circa 150 e questo nonostante il fatto che nei nuovi immobili verranno trasferiti molti uffici comunali (e i dipendenti, stimabili in oltre 300). Lo spostamento è una scelta condivisibile, visto che, come ricordava l’Amministrazione mesi fa, si tratta di una “nuova collocazione agli uffici comunali attualmente ospitati nelle sedi oggi in affitto, che oltre a gravare sulle spese correnti del Comune, sono poco funzionali e poco efficienti dal punto di vista energetico-ambientale”. Ma la dotazione di parcheggi appare insufficiente già così, senza contare i cittadini delle zone limitrofe. Si poteva fare di più, certamente, anche perché ogni operazione di questa portata andrebbe vista nell’ottica di aumentare quanto più possibile i parcheggi pubblici nella zona centrale della città. Crearne 150 non è sbagliato, ma se poi ci si mettono gli uffici comunali di fianco il rischio è quello non solo di riempirli subito, ma anche di congestionare ancora di più il traffico veicolare, non fosse per il solito “giro in giro” per cercare dove parcheggiare la propria auto.
IL PROGETTO A STEP
Come noto, il progetto di rigenerazione urbana dell’ex area Forlani è partito qualche anno fa con l’acquisizione all’asta del complesso da parte dell’Amministrazione Comunale con l’obiettivo di destinarlo a nuova sede per uffici e spazi ad uso pubblico. Si tratta di un intervento in due fasi: prima la demolizione dei fabbricati abbandonati, poi la sistemazione dell’area a verde “con azioni pensate per raggiungere diversi obiettivi, a partire da un potenziamento della funzioni ecologiche (aumento aree permeabili a mitigazione degli effetti “isola di calore”, inserimento aree verdi per assolvere alla funzione di accumulo temporaneo delle acque come bacini inondabili e rain gardens), la realizzazione di percorsi ciclabili e pedonali inclusivi, il miglioramento dell’infrastruttura a verde con nuove alberature e lo studio di una connessione con il limitrofo parco Marecchia, la creazione di spazi di aggregazione e di aree attrezzate per il gioco e per lo sport, oltre alla realizzazione di un parcheggio ad uso pubblico. Tutti gli interventi saranno realizzati con approccio inclusivo e sostenibile, al fine di creare spazi accessibili e vivibili per tutti”, annunciavano dalla Giunta comunale nel 2024. “La riqualificazione del comparto è propedeutica al più ampio progetto che si pone come obiettivo quello di mettere a disposizione dell’Amministrazione Comunale una infrastruttura di spazi pubblici che possa dare nuova collocazione agli uffici comunali attualmente ospitati nelle sedi oggi in affitto, che oltre a gravare sulle spese correnti del Comune, sono poco funzionali e poco efficienti dal punto di vista energetico-ambientale”, come detto sopra.
I SENZA CASA
“La rigenerazione dell’area ex Forlani ci permetterà di rispondere a due obiettivi, a medio e breve termine: da una parte mettere a disposizione della Pubblica Amministrazione spazi pubblici riorganizzati e al contempo attivare un processo di rigenerazione urbana che apra quell’area ad un uso pubblico per la comunità, in un contesto semicentrale nella città oggi abbandonato – commentavano gli assessori ai Lavori Pubblici Mattia Morolli e al Patrimonio Francesco Bragagni. Abbandono e degrado, viste le numerose segnalazioni e i controlli effettuati dalle forze dell’ordine negli anni… così come numerosi sono i “fili rossi” che qui si sono intrecciati nel tempo, non fosse altro per la stretta vicinanza di Casa Madiba Network e della problematica dei “senza casa”, che proprio in vista dell’asta (poi vinta dal Comune) scrissero una lettera-appello per bloccare ogni iniziativa: “Siamo gli abitanti dell’area Forlani, che da diverso tempo abitano all’interno dei capannoni abbandonati. Alcuni di noi lavorano come operai in fabbriche del territorio, altri come tuttofare in alcuni ristoranti del centro storico e della zona mare. Altri ancora provengono dal Pakistan e dall’Afghanistan, hanno presentato richiesta di asilo alla Questura di Rimini ma la Prefettura ci continua a far vivere in strada nonostante abbiamo diritto ad entrare nei progetti di accoglienza. In passato ci sono state anche alcune donne, lavoratrici del turismo. Non possiamo dire di vivere bene qui: abbiamo accettato quello che la strada ci ha dato e abbiamo cercato di migliorarlo e ci troviamo qui perché non abbiamo trovato altre soluzioni. Chi di noi non lavora in nero ha contratti precari e per affittare stanze ci vengono richiesti requisiti che non abbiamo, siamo persone non bianche, ed è difficile trovare una casa a Rimini. Dallo scorso anno abbiamo ricavato degli alloggi in alcuni spazi sicuri e ci occupiamo di tenere pulita e controllata l’area: rispetto agli anni passati non sono successi episodi o problematiche di sicurezza urbana. Abbiamo saputo attraverso i giornali, che mercoledì 20 marzo ci sarà un’asta per la vendita perché in questa area vogliono farci dei parcheggi. Noi non siamo contro questo progetto ma non possiamo neanche fare finta di essere invisibili. Questi capannoni sono al momento una casa per noi, ci permettono di avere un tetto sopra la testa e di recarci con un minimo di dignità al lavoro tutte le mattine. La scorsa settimana sono venute delle persone che ci hanno detto che dobbiamo andare via. Che se non andremo via, ci manderanno via. Vogliamo allora fare un appello al Sindaco, al Prefetto e al Vescovo affinché si eviti un’azione di sgombero, affinché si trovi una soluzione abitativa per noi. Stiamo cercando di costruire una vita qui e per questo da Rimini non vogliamo andarcene. Noi siamo qui, noi esistiamo e chiediamo una casa per tutti”.
Il progetto, però, ha preso corpo lo stesso: il Comune ha acquistato l’area all’asta e ci ha costruito sopra un piano di riqualificazione: “L’intenzione è di partire tra meno di un anno con i lavori per questa prima fase che porterà entro l’inizio del 2027 a raggiungere il primo importante step riconsegnando alla città un comparto recuperato sotto il profilo ambientale”, annunciavano nel 2024 Morolli e Bragagni. Come tempi, va detto, ci siamo, visto che l’aggiudicazione dei lavori di demolizione è avvenuta già nei giorni scorsi: la via provvisioria significa che il tutto sarà sottoposto come di consueto alla verifica dei requisiti ai sensi di legge e solo una volta completata questa procedura, indicativamente un mese, si procederà all’aggiudicazione definitiva e alla successiva stipula del contratto, con l’avvio dei lavori per la seconda metà del mese di marzo”.

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