Assalito da gang di nordafricani, deve cambiare casa. E accusa: “lo stupro di Miramare si poteva evitare”

Assalito da gang di nordafricani, deve cambiare casa. E accusa: “lo stupro di Miramare si poteva evitare”

“Vengono da qui i criminali che hanno violentato la ragazza polacca”

Parco di via Angeloni, Riccione. Un rifugio per decine di nordafricani che tengono sotto scacco un quartiere. Tra i tentennamenti del Sindaco e l'immobilismo della polizia municipale. Le accuse di Elvis (che da due mesi segnala la situazione devastante): “Un uomo è stato accoltellato perché volevano rubargli il cellulare. Ma non ha denunciato. Ha detto, ‘qui non ci difende nessuno’”.

Ha rotto le scatole a tutti. Ora se ne va
“Alla fine, me ne vado. A fine settembre. Vado in una nuova casa. Non vedo l’ora”. Elvis Canini molla. Ha lottato per due mesi. Ha rotto le scatole a tutti. Ha investito di chiamate la Polizia Municipale, ha preteso l’intervento del Sindaco di Riccione. Nulla. Poi lo stupro, bestiale, a Miramare, “a poche centinaia di metri da casa mia. Per me è stato un pugno allo stomaco. Mi sono mangiato le mani. Sa perché?”. Perché? “Perché, vede, magari una violenza di quel tipo sarebbe successa ugualmente, magari… ma… avevamo la possibilità di evitarla”.

“Vengono da qui i criminali che hanno violentato la ragazza polacca”
Elvis abita nei pressi del parco di via Angeloni, Riccione. “Ormai rifugio e base ‘strategica’ di decine e decine di nordafricani. Per me, al 99%, vengono da lì i criminali che hanno picchiato e violentato i ragazzi polacchi”. Queste sono le sue supposizioni. “Certo. Ma convalidate da alcuni fatti indiscutibili”. Quali? “Partiamo dall’inizio. A maggio si sono stabiliti nel parco 3, 4 magrebini. Durante l’estate sono levitati enormemente. Decine di nordafricani. Un centinaio, ora, poco prima che accadesse lo stupro. Che dormono ovunque, nel parco e negli stabili circostanti. In condizioni disumane: nudi, perennemente ubriachi. Venga con me un giorno, vedrà lo stuolo di bottiglie nell’erba, dove accade di tutto, quando va bene fanno solo i loro bisogni”. Specifichi. “Guardi, i fatti li ho documentati per un paio di mesi, con precisione. Un giorno ho visto un tizio che porgeva a un altro una busta, che spariva: cosa si stavano passando? Naturalmente, tutte le volte che ho cercato di portare il cane nel parco, mi hanno intimato di andarmene, brandendo delle bottiglie. Una volta ho rischiato di essere assalito perché avevo una macchina fotografica, ma per fortuna sono riuscito a scappare in tempo. Un signore che abita da queste parti è stato aggredito, accoltellato, perché volevano il suo cellulare. Si è rifiutato di denunciare. ‘Tanto qui non ci difende nessuno’, mi ha detto”. Ma lei, ha denunciato, vero? “Moltissime volte. ‘No, non si premuri di venire qui a fare una denuncia scritta, perde solo tempo’, mi hanno detto dalla Polizia municipale, ‘tanto la situazione la conosciamo’. La prima volta mi è stato detto che avrebbero agito nell’arco di qualche giorno. Visto che non è successo nulla, ho cercato di contattare il Sindaco Renata Tosi. Mi è stato detto che avrebbero preso ‘prestissimo’ dei provvedimenti. E non è accaduto nulla. Ora, il Sindaco conosce questa situazione di terribile disagio da mesi, e non muove un dito: è stata rieletta e forse pensa di farsi una vacanza lunga un mandato elettorale, ma è ora che si renda conto di cosa accade alla periferia di Riccione”.

Pur di salvare il turismo nessuno fa nulla
Elvis descrive una vita impossibile. “Gli anziani non vanno più al parco, la sera si barricano in casa. Io ho un bambino e francamente non me la sento di vivere qui. Il problema è che le forze dell’ordine hanno paura. A me fa rabbia vedere i dipendenti della Polizia Municipale che la mattina e la sera aprono e chiudono il parco, vedono in che razza di situazione viviamo, e non fanno nulla. Non dico tanto, ma almeno prendere le generalità di questi personaggi…”. Bene organizzati, in massa, i nordafricani del parco di via Angeloni, secondo le testimonianze di chi vi abita, tengono sotto scacco il quartiere. “Per altro, la situazione sta dilagando anche in centro”. Cioè? “Io lavoro al Palacongressi. Da giorni abbiamo il problema di un gruppo di zingari che dorme davanti al Palas, con sacchi a pelo e zaini. Abbiamo avvisato, ancora una volta, la Polizia Municipale. I poliziotti sono venuti, hanno semplicemente detto agli zingari che non si poteva dormire lì, sono andati via. Sa cos’hanno fatto gli zingari? Si sono spostati a dormire sul retro del Palacongressi!”. Evidentemente, i problemi di gestione sono molti, anche a Riccione. Manca un numero sufficiente di forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei cittadini. E in estate, al di là delle azioni-spot adeguatamente diffuse dagli uffici stampa del Comune, è bene non alterare il turismo, gallina dalle uova d’oro per molti. Insomma, l’importante è salvare la faccia con i media, mica tutelare i cittadini. “Guardi, l’ultima volta che ho segnalato la situazione mi è stato detto chiaramente che fino a metà settembre nessuno sarebbe intervenuto: il timore è quello di ‘andare contro l’opinione pubblica’ e ledere l’attività turistica”. Dunque, purché i turisti affollino le spiagge, va bene sacrificare la sicurezza dei riccionesi. Il concetto è paradossale. “Sarà, ma io dopo lo stupro sono sconvolto. Ho la certezza che a Riccione potevamo fare qualcosa, che in troppi abbiano preferito non occuparsi di una situazione di estremo disagio e di estremo pericolo. Di questo voglio parlare anche con l’ambasciata polacca”. Intanto, però, a causa dell’assalto di nordafricani violenti e ubriachi – specifichiamo, alcuni nordafricani, non i nordafricani come specie geografica; ormai, in tempi di genetica idiozia della comunicazione, occorre spaccare il capello in quattro, e che siano nordafricani o tedeschi, taoisti o islamici poco importa, i bastardi sono bastardi e basta – Elvis deve cambiare casa. Difendersi, oggi, più soli che mai, vuol dire fuggire.

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