"L'amministrazione ha dichiarato di voler intervenire con varianti urbanistiche in deroga, prima ancora del PUG. Procedendo in emergenza c'é il rischio di non valutare tutte le migliori opportunità". In verità "oggi si decide di intervenire in deroga senza attendere il PUG perché comunque non diverrà operativo in questo mandato amministrativo"
Enzo Ceccarelli, oggi consigliere comunale a Rimini per la Lega, è stato Sindaco di Bellaria Igea Marina e, dopo aver completato due mandati, è stato scelto come candidato a Sindaco di Rimini per la coalizione di centrodestra nelle ultime elezioni. Conosce quindi bene le dinamiche amministrative e del pubblico, ma per l’esperienza professionale nel settore turistico, anche quelle del privato.
Dopo l’annullamento dell’articolo 59 del RUE da parte della giustizia amministrativa, Rimini si trova oggi senza una disciplina sul vincolo alberghiero. Quali sono, a suo avviso, le conseguenze più immediate per gli imprenditori del settore ricettivo?
“Per il momento al di là delle dichiarazioni, continua a rimanere una situazione di incertezza, che non incentiva assolutamente la maggior parte degli investitori/proprietari a programmare ed ancor meno prevedere investimenti”.
Il Comune ha annunciato l’intenzione di incaricare un esperto per definire nuove regole di valorizzazione del patrimonio turistico, tenendo conto della “non convenienza economica” delle strutture. In cosa potrebbe consistere, concretamente, questo nuovo approccio?
“Come spesso succede in questi casi, si corre il rischio di fare le cose in emergenza trovando soluzioni tampone, quando invece questa andrebbe letta, dopo tanti anni di immobilismo, come un’opportunità per individuare le soluzioni che diano le indicazioni a chi vuole investire. Per quanto riguarda l’incarico dato dall’amministrazione al tecnico per la verifica della convenienza economica delle strutture alberghiere, non credo di aver ascoltato e tanto meno letto, dichiarazioni esaustive in merito. Come ho avuto modo di dire recentemente in un mio intervento, credo che le caratteristiche dell’incarico non corrispondano in pieno per le necessarie valutazioni, in piú non é stato ben spiegato quale sia l’obbiettivo che l’amministrazione vuole ottenere”.
La sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che la non sostenibilità economico-produttiva può giustificare la richiesta di svincolo. Come si può garantire un equilibrio tra libertà imprenditoriale e tutela dell’identità turistica del territorio?
“Io credo si debba dare agli imprenditori massima libertà di intervento, ma in un quadro programmatorio chiaro, con regole certe che tengono conto della volontà di preservare la destinazione prevalentemente turistica. Ciò che ha sentenziato la Corte era evidente da tempo, senza essere necessariamente degli esperti in materia: la non sostenibilità economica non é automatica, ma quando sul mercato le aziende si bloccano, depauperando in maniera importante il loro patrimonio, allora é compito dell’amministrazione individuare le condizioni per intervenire e programmare. In questo caso invece ci si è attivati solo perché obbligati da ordinanze esterne”.
Alcuni operatori del settore temono che l’assenza temporanea di regole possa generare incertezza o favorire trasformazioni speculative. Ritiene fondati questi timori o il mercato saprà autoregolarsi in questa fase di transizione?
“Il mercato dimostra da sempre di sapersi autoregolamentare, ma ritengo fondamentale, per evitare casi di speculazione, che l’amministrazione – tramite approfonditi confronti con le parti sociali, economiche, i tecnici e, cosa difficile, anche con la politica – costruisca le condizioni per individuare nuove programmazioni urbanistiche che permettano il cambio di passo da troppo tempo atteso. L’amministrazione ha dichiarato di voler intervenire con varianti urbanistiche in deroga, prima ancora del PUG. In questi casi procedendo in emergenza c’é il rischio di non valutare tutte le migliori opportunità”.
Il PUG, il nuovo Piano Urbanistico Generale, sarà lo strumento chiamato a ridefinire le strategie complessive di gestione del territorio. In che modo il tema del vincolo alberghiero e del riuso delle strutture ricettive dismesse si inserisce in questo quadro di pianificazione?
“Il PUG é lo strumento che dovrá definire le regole, le strategie, le opportunità che unite alle necessarie agevolazioni incentivanti, possono aiutare a uscire da situazione di stallo che ha immobilizzato questo grande patrimonio. Questa situazione, simile a quella già vista con le colonie, ha prodotto anche degrado e importanti problemi di sicurezza ed ordine pubblico.
Non aver preso provvedimenti ha creato problemi non solo al settore alberghiero ma anche al commercio e in generale a tutto il comparto turistico. Quando l’amministrazione ha deciso di programmare importanti investimenti di riqualificazione dei viali del lungomare, ha dimostrato per altro di non aver avuto uno sguardo e una visione complessiva sulla zona turistica, non prevedendo adeguata viabilità, l’eliminazione dei parcheggi, correndo solo tardivamente alla ricerca di soluzioni tampone che per il momento non danno risposte adeguate. Molte volte sollecitata l’amministrazione ha dichiarato che non aveva gli strumenti e il regolamento urbanistico per poter intervenire, ma questo non corrisponde alla realtà”.
A cosa si riferisce?
“Ad esempio nel 2021 sono state apportate modifiche ai piani urbanistici, che oggi permettono la trasformazione di piccole case o bifamiliari in nuovi palazzi con 20 appartamenti sullo stesso lotto senza peró le previsioni adeguate di dotazione del verde, dei necessari parcheggi e con una viabilità di quartiere inadeguata. Oggi si decide di intervenire in deroga senza attendere il PUG perché comunque non diverrà operativo in questo mandato amministrativo. Nelle previsioni urbanistiche future si dovrà prendere in seria considerazione la quantità enorme di strutture alberghiere chiuse e le tante altre, che se bene controllate forse non hanno piú le caratteristiche adeguate. La possibilità di trasformare automaticamente queste strutture alberghiere in residenziale, puó confliggere con le esigenze di una zona turistica: gli orari, il divertimento, la viabilità e le diverse esigenze dei residenti temporanei (esperienze negative in merito ci sono già nella nostra riviera). Scelte sbagliate possono creare conflitti importanti e nuovi ostacoli a chi vuole investire”.
Come se ne esce?
“Vanno ricercate piú formule autorizzative per la riqualificazione in funzione della mutata domanda e richieste di chi oggi fa turismo. Per trovare una soluzione al recupero di tutte queste aree immobilizzate/degradate, ben venga finalmente la volontà di farne diventare alcune patrimonio pubblico, da destinare a verde, parcheggi o servizi vari necessari. Non credo però che sarà facile trovare le risorse pubbliche adeguate sia per l’acquisizione e relativi interventi di riqualificazione per un numero adeguato di aree dismesse. Per questo come ho giá avuto modo di dire in passato, l’amministrazione dovrà individuare nuove zone del territorio dove trasferire/permutare parte di queste cubature di vecchi hotel in nuove aree dove realizzare anche residenze, fuori dalla zona turistica che rispondano adeguatamente agli standard necessari: verde, parcheggi, servizi, per soddisfare la grande richiesta di abitazioni destinate a personale di polizia, medici e sanitari, studenti, dipendenti pubblici, giovani famiglie, ecc. Vanno individuati gli strumenti e le norme adeguate per poterle realizzare. Fino ad ora si é permesso di costruire senza un adeguato beneficio e ritorno per la collettività”.
Guardando al futuro del turismo riminese, pensa che la chiave di rilancio passi più dal mantenimento delle strutture alberghiere esistenti o dalla loro trasformazione e riconversione verso nuove forme di ospitalità e servizi?
“I numeri degli arrivi e delle presenze turistiche dimostrano, al di là delle dichiarazioni, come ci sia una forte difficoltà del comparto turistico-balneare solamente in piccola parte compensato dal buon andamento dal fieristico/congressuale, le cui presenze peró non sono sufficienti a compensare la perdita complessiva. Durante il mio passato mandato di sindaco queste idee sono state concretizzate e previste nelle norme urbanistiche, opportunità concrete ben accolte e messe in atto dai privati. Compito di un’amministrazione é quello di prevedere opportunità per il privato, con regole chiare, meno tassazione per chi investe e tempi certi. Regole troppo rigide, in alcuni casi utopistiche – come dimostrato dal nostro patrimonio alberghiero e dalle colonie ma anche dai piani spiaggia del passato – ostacolano gli interventi dei privati che valutano antieconomici le previsioni e regolamenti determinando di fatto lo stallo e il declino dell’offerta complessiva della città”.


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