CEIS-Anfiteatro: ora i controllori collaborano con i controllati? La telenovela continua

CEIS-Anfiteatro: ora i controllori collaborano con i controllati? La telenovela continua

La dichirazione del presidente Filanti apre nuovi scenari: “I nostri tecnici stanno lavorando insieme a quelli del Comune per trovare una soluzione e regolarizzare una volta per tutte i fabbricati”

Prosegue la telenovela più lunga del mondo, altro che capodanno che si pretenderebbe tale, di invenzione tutta riminese e che ci continua ad assistere a continui episodi di quella riguardante il tema CEIS – Anfiteatro Romano.
L’odierno nuovo colpo di scena è riportato sulle pagine di un quotidiano locale, e in quell’articolo tutto ruota attorno all’affermazione dettata dalla massima trasparenza e confronto, dell’Assessore alla cultura che “l’Anfiteatro e il Ceis possono coesistere”; ma non si sa come poiché fino ad oggi le due realtà sono state costrette l’una dall’altra. In passato avevamo anche assistito ad un’altra asserzione che recitava che il CEIS valeva un Anfiteatro.
In seguito si dichiara che i nuovi scavi archeologici si faranno, ma senza interessare la scuola. Poiché il CEIS occupa circa i due terzi del monumento, magari si realizzeranno nella parte già scavata tanto per farli? Poi la bella notizia riguardante la regolarità di alcuni padiglioni, provata documentalmente a fronte di una presunta mancanza avvenuta in occasione di un accertamento.
Continuando l’attenzione ricade su un aspetto particolare: Restano le contestazioni al padiglione 8A, in particolare alla cucina al piano terra e ad altri locali: “Ma stiamo parlando del rifacimento in muratura della cucina, del piano primo e di un locale tra due padiglioni – precisa il presidente del Ceis Romano Filanti – I nostri tecnici stanno lavorando insieme a quelli del Comune per trovare una soluzione e regolarizzare una volta per tutte i fabbricati”. La cosa sembra insolita perché, usualmente, i controllori non collaborano mai con i controllati per fatti del genere anzi, sono quest’ultimi che debbono convincere, fatti alla mano, i primi, ed a memoria personale non ricordo un fatto del genere avvenuto in precedenza; ma proseguiamo.
Altro punto saliente risiede nella dichiarazione del presidente di quell’Istituto educativo; è virgolettata, quindi si suppone che sia come tale “Noi stiamo bene qui. E il Comune non ci ha mai chiesto di traslocare”. Ora in tutto il contesto che parte dalla decadenza di alcuni presunti abusi edilizi e di quelli che “I nostri tecnici stanno lavorando insieme a quelli del Comune per trovare una soluzione e regolarizzare una volta per tutte i fabbricati”, ed, in sostanza, “hic manemibus optime” si dimenticano dei principi fondamentali.
L’area dell’Anfiteatro è gravata da ben due vincoli archeologici di inedificabilità assoluta sia nel suolo che nel sottosuolo; al contrario, invece, l’istituto educativo ha carattere di provvisorietà relativamente la collocazione della propria sede. Inoltre vi è da aggiungere che tutti gli strumenti urbanistici prodotti dal Comune di Rimini nel corso degli anni, hanno sempre confermato e connotato l’area come di interesse archeologico e storico ma non solo. Nel tempo l’Amministrazione si è impegnata con la Soprintendenza a risolvere la questione, spostando il CEIS altrove in aree peraltro individuate. Si aggiunga inoltre che la Soprintendenza ha ripetutamente chiesto lo spostamento del CEIS e la valorizzazione del monumento.
Come ricorderemo mentre la vecchia tesi era sostenuta dall’assunto che al di sotto non c’era nulla comprovati da inesistenti e fantasiosi scavi, oggi siamo a quella che per ciò che c’è non vale la pena intervenire. Ed a supporto di quest’ultima si portano motivazioni problematiche relative alla presenza di sottoservizi, la realizzazione di un muro di contenimento per salvaguardare le case di Via Vezia ed altre scuse assortite; tutti aspetti facilmente risolvibili, nulla di impossibile o particolarmente complicato, se solo affrontati con volontà.
Con trasparenza e confronto sembra proprio che sia già stato tutto deciso, e a questo punto rimane solo da chiedersi che valore possano avere a Rimini i vincoli archeologici, i piani urbanistici ed un monumento di tale importanza. Questo al di là delle chiacchiere la città nel concreto dovrebbe sapere, perché le regole si rendono autorevoli e si rafforzano con gli esempi.

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