"La nostra offerta turistica negli ultimi decenni è stata, al contrario, sostanzialmente anaelastica, rigida, immutabile. Dobbiamo innovare, rinnovare, investire, alzare il livello. Meno strutture, più qualità, più servizi, più funzioni”.
Marco Croatti, Senatore del Movimento 5 Stelle. Sabato 13 dicembre presso la sala Pironi in Corso d’Augusto, il M5S ha presentato alla cittadinanza le sue proposte per il futuro di Rimini, toccando vari temi a cominciare dal PUG.
Dopo l’annullamento dell’articolo 59 del RUE da parte della giustizia amministrativa, Rimini si trova oggi senza una disciplina sul vincolo alberghiero. Quali sono, a suo avviso, le conseguenze più immediate per gli imprenditori del settore ricettivo?
“Le stesse che da anni stanno inchiodando gli investimenti sull’arenile. Incertezza significa sostanziale azzeramento degli investimenti. È comprensibile che gli imprenditori pretendano certezze, trasparenza e regole chiare. È una situazione che se da una parte penalizza la competitività della nostra offerta turistica dall’altra rappresenta una opportunità straordinaria per il nostro territorio: è come se avessimo di fronte a noi un foglio bianco e potessimo disegnare, riscrivere il nostro futuro. È una sfida vitale che arriva nel momento giusto, con il nostro territorio in difficoltà, penalizzato da un’offerta datata e poco diversificata; non possiamo fallire”.
Il Comune ha annunciato l’intenzione di incaricare un esperto per definire nuove regole di valorizzazione del patrimonio turistico, tenendo conto della “non convenienza economica” delle strutture. In cosa potrebbe consistere, concretamente, questo nuovo approccio?
“Non so con precisione in cosa consista ma mi pare una svolta significativa. Un approccio ‘realista’ con cui si vuole fotografare quale sia la situazione riminese dopo troppi anni in cui si è fatto finta che tutto andasse bene. Per capire dove vogliamo andare è necessario prima capire chi siamo”.
La sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che la non sostenibilità economico-produttiva può giustificare la richiesta di svincolo. Come si può garantire un equilibrio tra libertà imprenditoriale e tutela dell’identità turistica del territorio?
“È una sentenza che ci costringe a rispondere ad una domanda che sul territorio si pone, inevasa, da diversi lustri. E anche in questo caso vedo soprattutto opportunità da cogliere al di là di problemi che vanno certamente affrontati e gestiti perchè mix di funzioni urbanistiche in zone turistiche possono presentare criticità e conflitti di varia natura. Abbiamo molti ‘scatoloni’ vuoti e inutilizzati e al contempo ci sono necessità e urgenze, a livello abitativo e a livello di servizi per i residenti e per i turisti. Come riuscire a conciliare e incrociare queste necessità è operazione importantissima, non semplice, che deve coinvolgere tutta la città, tutte le sue anime; non solo la politica e i proprietari degli immobili, perché queste scelte orienteranno una visione di medio lungo periodo”.
Alcuni operatori del settore temono che l’assenza temporanea di regole possa generare incertezza o favorire trasformazioni speculative. Ritiene fondati questi timori o il mercato saprà autoregolarsi in questa fase di transizione?
“Attività ricettive fuori mercato, non riqualificate o con standard non adeguati negli ultimi anni hanno portato a gestioni opache con ripercussioni per le imprese sane e sulla reputazione della Riviera. Il rischio di offerte predatorie e speculazione è concreto e se vogliamo scongiurarlo dobbiamo guidare noi (intesi come territorio) questa transizione in modo efficace e senza perdere tempo, con norme e regole chiare. Si dice che la libertà per i lupi ha spesso significato la morte per le pecore. Il mercato si autoregola ma verso quale direzione? L’interesse pubblico deve indicare la strada”.
Il PUG, il nuovo Piano Urbanistico Generale, sarà lo strumento chiamato a ridefinire le strategie complessive di gestione del territorio. In che modo il tema del vincolo alberghiero e del riuso delle strutture ricettive dismesse si inserisce in questo quadro di pianificazione?
“Come dicevo prima non possiamo perdere la straordinaria opportunità di dare nuova vita e ‘respiro’ a tante aree in contesti fortemente antropizzati. L’iter del PUG, la riforma delle concessioni demaniali, il vincolo alberghiero che cade, l’offerta turistica che deve con urgenza recuperare competitività sono tutte condizioni che si ‘allineano’ in una stessa fase storica molto delicata per la Riviera. Non ci sono scuse, la politica deve incentivare, agevolare e regolare un processo di profondo confronto e coinvolgimento. Abbiamo le condizioni ideali per rispondere alle sfide che attendono il nostro territorio. Da parte nostra in merito al PUG, abbiamo presentato alla città e all’amministrazione, nell’incontro svoltosi il 13 dicembre scorso, 60 proposte come contributo costruttivo e collaborativo del Movimento 5 Stelle allo sviluppo della città”.
Guardando al futuro del turismo riminese, pensa che la chiave di rilancio passi più dal mantenimento delle strutture alberghiere esistenti o dalla loro trasformazione e riconversione verso nuove forme di ospitalità e servizi?
“La risposta a questa domanda arriva dall’analisi della traiettoria del mercato turistico degli ultimi anni: è necessaria grande elasticità della domanda turistica per rispondere alla maggiore concorrenza e alle nuove motivazioni che muovono i viaggiatori. La nostra offerta turistica negli ultimi decenni è stata, al contrario, sostanzialmente anaelastica, rigida, immutabile. Dobbiamo innovare, rinnovare, investire, alzare il livello. Meno strutture, più qualità, più servizi, più funzioni”.


COMMENTI