Il nuovo strumento convertirà l’attuale vincolo strettamente “alberghiero” in vincolo più ampiamente “turistico”, estendendo quindi la possibilità di impresa ricettiva non solo agli hotel ma anche ad altre forme di ospitalità come RTA Residenza Turistica Alberghiera (Residence), condhotel (Strutture alberghiere a gestione unitaria), ostello / super-hostel, forme di co-abitazione quali cohousing (residenziale sociale) e coliving (residenziale collettivo a gestione unitaria, medium-stay per studenti, lavoratori stagionali, senior, staff house)
E alla fine si arresero all’evidenza…
Il cosiddetto vincolo alberghiero, che ha ammantato di degrado la città privandola della possibilità di riqualificare gran parte dell’ingente patrimonio immobiliare turistico, finalmente andrà in pensione. Non sarà un addio, infatti, ma un cambiamento che, per quanto relativo a livello urbanistico, appare fin da subito come una svolta epocale per Rimini. Una svolta che – non si può non ribadire – poteva essere anticipata di almeno trent’anni, visto che la variante urbanistica con cui il Comune ha annunciato oggi di compiere il gran passo, “agisce sulla base della Legge regionale n° 28/1990 che prevede la rimozione del vincolo di destinazione d’uso per le strutture ricettive qualora sia dimostrata la non convenienza economica di gestione dell’azienda ricettiva”. A ricordarlo è la stessa nota stampa del Comune, che spiega anche come “l’attuale Regolamento Urbanistico Edilizio del Comune di Rimini ad oggi applica la disposizione prevedendo un vincolo di tipo urbanistico su tutte le strutture ricettive alberghiere della fascia turistica, per le quali è ammesso esclusivamente il mantenimento dell’uso in atto o la trasformazione verso altre funzioni ricettive extra-alberghiere (ostelli). Il nuovo strumento vuole quindi convertire l’attuale vincolo strettamente “alberghiero” in vincolo più ampiamente “turistico”, estendendo quindi la possibilità di impresa ricettiva non solo agli hotel ma anche ad altre forme di ospitalità. Le forme individuate, con specifiche condizioni sono: RTA Residenza Turistica Alberghiera (Residence), condhotel (Strutture alberghiere a gestione unitaria), ostello / super-hostel, forme di co-abitazione quali cohousing (residenziale sociale) e coliving (residenziale collettivo a gestione unitaria, medium-stay per studenti, lavoratori stagionali, senior, staff house)”.
La questione è seria, nonostante le facili e ovvie ironie che si possono fare: tutti gli addetti ai lavori, imprenditori, esperti e associazioni di categoria e quant’altro hanno fatto appello da decenni a questo cambio di passo. Tutti, tranne ovviamente chi governa e ha governato la città in questi anni, e che ha sempre negato l’esigenza prima ancora di bloccare qualsiasi inziativa. Non da soli, va detto, visto che tra tutte le associazioni di categoria, ce n’è una che sulla faccenda specifica ha fatto sponda al governo cittadino senza tanti problemi, ed è l’associazione degli albergatori: del resto, se la principale interessata sulla carta fa capire di non essere interessata, rende il gioco molto più facile a chi deve prendere decisioni. Su questo asse si è giocata la partita in tutti questi anni: il Comune che mantiene il vincolo alberghiero e l’associazione albergatori che gli sta bene. In barba a qualsiasi argomentazione tecnica o economica si potesse mettere sul tavolo (qui le ultime raccolte da Riminiduepuntozero). Alla fine, però, di fronte alle sentenze avverse della giustizia amministrativa, che hanno annullato l’articolo 59, comma 5, del Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) di Rimini, ovvero la norma comunale con cui si impediva di fatto la possibilità di cambiare la destinazione d’uso degli alberghi nelle aree turistiche costiere, qualcuno in Comune deve aver compreso che non c’era più modo di tenere tutto fermo. E così, prima con il bando per trovare un tecnico per “la regolamentazione dell’attività di valutazione estimativa di antieconomicità delle strutture alberghiere esistenti a Rimini”, poi con questo accordo di collaborazione tra Comune di Rimini e Camera di commercio della Romagna per la riqualificazione turistica della città e l’innovazione delle strutture ricettive dismesse, finalmente si è deciso di cambiare passo.
“Oggetto specifico dell’accordo è la co-progettazione e la realizzazione delle attività utili allo sviluppo di un modello sperimentale di valutazione economico gestionale e di redditività delle imprese ricettive”, spiega quindi la nota stampa a corollario della conferenza di questa mattina. “La Camera di commercio, attraverso le proprie competenze, affiancherà infatti l’Amministrazione nella redazione di un Regolamento che conterrà indicatori utili a definire il valore economico del patrimonio edilizio ricettivo, allo scopo di valutare la soluzione migliore per il privato che vuole investire tra le soluzioni consentite dalla variante. Il gruppo di lavoro che scaturirà dall’accordo vedrà anche la collaborazione dell’Ordine dei dottori Commercialisti di Rimini e del Campus di Rimini dell’Università degli Studi di Bologna”. Va da sè che il riferimento al bando per la ricerca di un tecnico, a questo punto, si potrebbe dire essere assolto da questo accordo, visto che si farà proprio questo, ma non solo questo.
Il cosiddetto vincolo alberghiero, che ha ammantato di degrado la città privandola della possibilità di riqualificare gran parte dell’ingente patrimonio immobiliare turistico, finalmente andrà in pensione. Non sarà un addio, infatti, ma un cambiamento che, per quanto relativo a livello urbanistico, appare fin da subito come una svolta epocale per Rimini. Una svolta che – non si può non ribadire – poteva essere anticipata di almeno trent’anni, visto che la variante urbanistica con cui il Comune ha annunciato oggi di compiere il gran passo, “agisce sulla base della Legge regionale n° 28/1990 che prevede la rimozione del vincolo di destinazione d’uso per le strutture ricettive qualora sia dimostrata la non convenienza economica di gestione dell’azienda ricettiva”. A ricordarlo è la stessa nota stampa del Comune, che spiega anche come “l’attuale Regolamento Urbanistico Edilizio del Comune di Rimini ad oggi applica la disposizione prevedendo un vincolo di tipo urbanistico su tutte le strutture ricettive alberghiere della fascia turistica, per le quali è ammesso esclusivamente il mantenimento dell’uso in atto o la trasformazione verso altre funzioni ricettive extra-alberghiere (ostelli). Il nuovo strumento vuole quindi convertire l’attuale vincolo strettamente “alberghiero” in vincolo più ampiamente “turistico”, estendendo quindi la possibilità di impresa ricettiva non solo agli hotel ma anche ad altre forme di ospitalità. Le forme individuate, con specifiche condizioni sono: RTA Residenza Turistica Alberghiera (Residence), condhotel (Strutture alberghiere a gestione unitaria), ostello / super-hostel, forme di co-abitazione quali cohousing (residenziale sociale) e coliving (residenziale collettivo a gestione unitaria, medium-stay per studenti, lavoratori stagionali, senior, staff house)”.
La questione è seria, nonostante le facili e ovvie ironie che si possono fare: tutti gli addetti ai lavori, imprenditori, esperti e associazioni di categoria e quant’altro hanno fatto appello da decenni a questo cambio di passo. Tutti, tranne ovviamente chi governa e ha governato la città in questi anni, e che ha sempre negato l’esigenza prima ancora di bloccare qualsiasi inziativa. Non da soli, va detto, visto che tra tutte le associazioni di categoria, ce n’è una che sulla faccenda specifica ha fatto sponda al governo cittadino senza tanti problemi, ed è l’associazione degli albergatori: del resto, se la principale interessata sulla carta fa capire di non essere interessata, rende il gioco molto più facile a chi deve prendere decisioni. Su questo asse si è giocata la partita in tutti questi anni: il Comune che mantiene il vincolo alberghiero e l’associazione albergatori che gli sta bene. In barba a qualsiasi argomentazione tecnica o economica si potesse mettere sul tavolo (qui le ultime raccolte da Riminiduepuntozero). Alla fine, però, di fronte alle sentenze avverse della giustizia amministrativa, che hanno annullato l’articolo 59, comma 5, del Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) di Rimini, ovvero la norma comunale con cui si impediva di fatto la possibilità di cambiare la destinazione d’uso degli alberghi nelle aree turistiche costiere, qualcuno in Comune deve aver compreso che non c’era più modo di tenere tutto fermo. E così, prima con il bando per trovare un tecnico per “la regolamentazione dell’attività di valutazione estimativa di antieconomicità delle strutture alberghiere esistenti a Rimini”, poi con questo accordo di collaborazione tra Comune di Rimini e Camera di commercio della Romagna per la riqualificazione turistica della città e l’innovazione delle strutture ricettive dismesse, finalmente si è deciso di cambiare passo.
“Oggetto specifico dell’accordo è la co-progettazione e la realizzazione delle attività utili allo sviluppo di un modello sperimentale di valutazione economico gestionale e di redditività delle imprese ricettive”, spiega quindi la nota stampa a corollario della conferenza di questa mattina. “La Camera di commercio, attraverso le proprie competenze, affiancherà infatti l’Amministrazione nella redazione di un Regolamento che conterrà indicatori utili a definire il valore economico del patrimonio edilizio ricettivo, allo scopo di valutare la soluzione migliore per il privato che vuole investire tra le soluzioni consentite dalla variante. Il gruppo di lavoro che scaturirà dall’accordo vedrà anche la collaborazione dell’Ordine dei dottori Commercialisti di Rimini e del Campus di Rimini dell’Università degli Studi di Bologna”. Va da sè che il riferimento al bando per la ricerca di un tecnico, a questo punto, si potrebbe dire essere assolto da questo accordo, visto che si farà proprio questo, ma non solo questo.
La tempistica? “Le prime attività sono già state avviate, ma formalmente il gruppo di lavoro si insedierà all’indomani della formalizzazione dell’accordo di collaborazione, con l’impegno di arrivare a completare il progetto per la primavera, quando la variante e annesso regolamento saranno adottati dalla Giunta Comunale. Seguirà la fase di presentazione delle osservazioni, arrivare poi all’approvazione della variante da parte del Consiglio comunale”.
“Con questo accordo e con questa proposta vogliamo dare un contributo determinante al rinnovamento delle imprese turistiche di Rimini e di tutta la Romagna – sottolinea il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad – rispondendo alla richiesta di chiarezza e rapidità che arriva dagli imprenditori. Con la variante vogliamo offrire l’opportunità di riqualificare aree urbane oggi marginali senza consumare nuovo suolo, superando il vincolo alberghiero a favore di un più utile e moderno vincolo turistico e ampliando così le possibilità di aggiornare le strutture in linea con il mercato e la domanda. L’obiettivo è crescere in qualità, offerta e sicurezza degli edifici, accompagnando l’industria turistica verso il futuro con fiducia, senza alcuna forma di speculazione”.
“Il ‘sostegno alla competitività delle imprese’ e in particolare la ‘promozione dell’attrattività del territorio e del turismo’ sono tra le linee strategiche prioritarie della Camera di commercio della Romagna – sottolinea quindi il presidente della Camera di commercio della Romagna Carlo Battistini – e l’accordo con il Comune di Rimini per la riqualificazione turistica della città e l’innovazione delle strutture ricettive va certamente in queste direzioni. Il ruolo che questa Camera si è dato, di “agenzia” territoriale e di soggetto attivo di “data strategy” per le imprese, trova in questo percorso condiviso la piena valorizzazione”.
“Con questo accordo e con questa proposta vogliamo dare un contributo determinante al rinnovamento delle imprese turistiche di Rimini e di tutta la Romagna – sottolinea il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad – rispondendo alla richiesta di chiarezza e rapidità che arriva dagli imprenditori. Con la variante vogliamo offrire l’opportunità di riqualificare aree urbane oggi marginali senza consumare nuovo suolo, superando il vincolo alberghiero a favore di un più utile e moderno vincolo turistico e ampliando così le possibilità di aggiornare le strutture in linea con il mercato e la domanda. L’obiettivo è crescere in qualità, offerta e sicurezza degli edifici, accompagnando l’industria turistica verso il futuro con fiducia, senza alcuna forma di speculazione”.
“Il ‘sostegno alla competitività delle imprese’ e in particolare la ‘promozione dell’attrattività del territorio e del turismo’ sono tra le linee strategiche prioritarie della Camera di commercio della Romagna – sottolinea quindi il presidente della Camera di commercio della Romagna Carlo Battistini – e l’accordo con il Comune di Rimini per la riqualificazione turistica della città e l’innovazione delle strutture ricettive va certamente in queste direzioni. Il ruolo che questa Camera si è dato, di “agenzia” territoriale e di soggetto attivo di “data strategy” per le imprese, trova in questo percorso condiviso la piena valorizzazione”.


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