Dossi anti-allagamento a Miramare e scoppia la polemica al debutto di “Patto Civico Italia Viva”

Dossi anti-allagamento a Miramare e scoppia la polemica al debutto di “Patto Civico Italia Viva”

Mirco Muratori, capogruppo della nuova entità politica che riunisce pattisti e due esponenti fuoriusciti dal Pd, a muso duro contro l'assessore ai lavori pubblici: "Hera ha fatto un intervento per spendere poco, solo un palliativo che non risolve il problema e che è anche pericoloso".

Ieri sera c’è stato il debutto ufficiale in consiglio comunale del nuovo gruppo frutto della migrazione in terra renziana della squadra di Sergio Pizzolante & C. Al posto di “Patto Civico con Gnassi Città Metropolitana” è nato “Patto Civico Italia Viva” che oltre a riunire tutti i consiglieri di Patto civico vede anche due ex consigliere del Pd: Barbara Vinci e Giorgia Bellucci, quindi sei componenti in tutto, mentre il gruppo Pd scende a undici. Capogruppo dei civici convertiti sulla via di Matteo Renzi è Mirco Muratori. Il quale ha subito sfoderato le unghie. Oggetto del contendere i dossi-non-dossi, un tema che riguarda la “sua” Miramare.

“Venerdì scorso alla intersezione fra i viali Costantinopoli, Mosca e Lucerna, in corrispondenza del semaforo, sono stati realizzati due dossi in asfalto, uno che attraversa viale Costantinopoli e uno viale Lucerna. Questi dossi, che sono subito stati oggetto di contestazione da parte dei residenti e degli automobilisti, risultano a mio avviso molto pericolosi per chi sopraggiunge in prossimità del semaforo, soprattutto in caso di luce verde, in quanto si presenta un’anomalia stradale credo mai vista”, ha attaccato Muratori. Il dosso, appunto, che in via Lucerna è stato piazzato proprio all’ingresso della strada e in viale Costantinopoli a ridosso del semaforo. Secondo Muratori “avrebbe senso in un attraversamento non protetto, mentre nel caso in oggetto c’è una regolamentazione semaforica: chiedo pertanto l’utilità di tale intervento. Ho sentito da voci (risatina, ndr) che è stato realizzato per scongiurare l’allagamento del sottopasso in caso di piogge torrenziali… spero vivamente che non sia questa la motivazione in quanto si sarebbe realizzata un’opera palliativa, utile solo a rendere più pericoloso l’incrocio; se invece si intendeva realizzare un dosso per imporre agli automobilisti di ridurre la velocità in via Costantinopoli, sarebbe stato più opportuno realizzarlo 50-100 metri a monte dell’intersezione”. Muratori si è civicamente scaldato e senza mezzi termini ha chiesto “di rimuovere in tempi brevissimi i dossi e di prendere in considerazione altre soluzioni a seconda del problema che si voleva risolvere”. Non è la prima volta che Muratori “spara” contro la sua maggioranza. Memorabile fu la sua rottura su Lepida, che rischiò di provocare un danno politico notevole.

Il dosso-non-dosso in via Costantinopoli a Miramare

Comunque è toccato all’assessore Jamil Sadegholvaad rispondere al fuoco amico. “Quelli che sono stati realizzati nei giorni scorsi in realtà non sono dei dossi, hanno involontariamente anche la funzione di dossi ma sono stati realizzati previo accordo coi tecnici dalla società Hera nell’ambito di un progetto generale di messa in sicurezza del sottopasso via Costantinopoli – via Martinelli”. Appaiono come dei dossi, nella segnaletica posizionata in coincidenza con i lavori si legge “nuovo dosso”, però sembra un rilievo più “appiattito” rispetto ad un normale dosso. “Effettivamente la loro funzione è quella di impedire che le acque che in caso di piogge intense affluiscono da via Costantinopoli, stante una naturale pendenza che porta verso il sottopasso, vengano deviate da questo rialzo posto appunto nei pressi del sottopasso”. Un intervento che, insieme ad altri, dovrebbe evitare l’allagamento, insomma: “Io ricordo che ero bambino e l’ho visto nascere quel sottopasso a fine anni 70 perché ci abitavo a fianco, e da quella data a oggi si è perso il conto di quante volte si è allagato”.

A questo punto c’è stato il primo inserimento polemico di Muratori che ha interrotto la risposta dell’assessore: “Sette volte”, ha rintuzzato il neo capogruppo “vivo” con riferimento al numero di allagamenti.
“Magari sette volte, si è allagato un numero infinito di volte”, l’ha subito stoppato Sadegholvaad. Il quale ha poi sottolineato gli interventi di “potenziamento dell’impianto di sollevamento mediante la sostituzione di due pompe e il rifacimento delle condotte di mandata, poi un sistema di allertamento, una sorta di semaforo che avvisa quando il sottopasso è allagato”. Ma “si è ritenuto opportuno comunque anche realizzare questi rialzi sulla sede stradale, dei quale io sono venuto a conoscenza oggi in virtù della sua interrogazione”, ha aggiunto rivolto a Muratori. “Tecnicamente è una piattaforma stradale avente una larghezza complessiva di cinque metri ed una altezza pari a sette centimetri, quindi l’altezza di un dosso stradale, assolutamente conforme al codice della strada”. Solo alla fine della risposta dell’assessore si è scoperto di chi è stata l’idea di questo accorgimento: “E’ stato richiesto da Hera perché si è visto che è stato molto efficace in altre situazioni, come in Via Santa Maria in Cerreto (Gaiofana Peep) e in via Orsoleto, e ne sono previsti altri ad esempio in via delle Grazie all’incrocio con via Vasari, dove a causa della pendenza della strada quando piove in maniera intensa si formano dei ruscelli”.
Dossi anti-ruscelli? Muratori non ha tenuto ed ha interrotto (le sue parole non si sono comprese) ancora l’assessore, tanto che quest’ultimo si è spazientito: “Io non sono un ingegnere idraulico come non lo è lei, io generalmente mi fido dei tecnici”.
Muratori: “Io no”.
Sadegholvaad: “E io sì”.

Poi è toccato a Muratori dichiarare il grado di soddisfazione per la risposta ricevuta, ed ha calcato la mano: “Credo si sia optato per fare un intervento palliativo e non risolutivo; si sta rifacendo l’impianto fognario che fra l’altro in via Mosca e nella zona a monte della ferrovia ha una buona capacità portante, per cui si sarebbero potuti realizzare dei tombini di caduta dell’acqua, anche perché non capisco dove venga convogliata l’acqua che va a sbattere sul dosso se non in un tombino. E allora si potevano fare due tombini prima del sottopasso o una griglia di raccolta dell’acqua, invece di questo palliativo studiato da qualche ingegnere per spendere poco, tanto è così”. Muratori ha chiuso a muso duro: “Chiedo di interpellare Hera per poter realizzare un soluzione risolutiva perché quella attuale è anche pericolosa e chiedo risposta scritta urgente entro 5 giorni”. Fedeli a Gnassi i pattisti di Italia Viva, ma già col fucile spianato. Certo, non proprio su temi strategici, ma anche un dosso può venire buono.