Emilia Guarnieri ha incontrato il Gran Muftì di Croazia: si lavora al Meeting di Zagabria

Emilia Guarnieri ha incontrato il Gran Muftì di Croazia: si lavora al Meeting di Zagabria

Aziz Hasanović, una delle massime autorità islamiche a livello internazionale, è intervenuto alla penultima edizione dell'evento ciellino in Fiera. Pochi giorni fa la presidente della Fondazione Meeting e il vicedirettore Marco Aluigi accompagnati da Wael Farouq, hanno ricambiato la visita. Che è servita ad iniziare un dialogo in vista della realizzazione a Zagabria di un evento sul modello di quello che si tiene a Rimini da 38 anni.

L’enorme flusso di profughi e il contraccolpo che la loro diversa cultura e religione portano nella nostra società sono una questione attualissima e che va affrontata in tutti i suoi aspetti, altrimenti la crisi che attraversa l’Italia e tutti i paesi europei potrebbe travolgere e sconvolgere traumaticamente la convivenza civile.

Dalla sua nascita il Meeting di Rimini ha sempre sottolineato l’aspetto del dialogo con tutti, ma l’incontro avvenuto a metà novembre potrebbe segnare sviluppi sorprendenti. Recentemente infatti una delegazione composta dal presidente Emilia Guarnieri, dal vice direttore Marco Aluigi e da Wael Farouq (egiziano islamico, docente di arabo all’università Cattolica di Milano, che da qualche tempo fa parte del ‘gruppo di redazione’ del Meeting) ha incontrato a Zagabria il Gran Muftì di Croazia Aziz Hasanović. Quest’ultimo è già venuto a Rimini nell’edizione 2016 in un applauditissimo incontro in cui ha esordito dicendo: “Il dramma è la forza che si dà alla religione come legittimazione della violenza e le persone che usano la religione per giustificare la guerra; e le atrocità le commettono persone che ingiustamente si definiscono musulmani”. Stava facendo riferimento al massacro di decine di persone investite da un camion lanciato a gran velocità tra la folla sul lungomare di Nizza e all’uccisione del sacerdote Jacques Hamel a Rouen in Francia, martirizzato così mentre celebrava la messa: “Una persona normale come può fare queste cose?” si chiedeva nell’agosto 2016 a Rimini il Gran Mufti croato. “Ciò è dovuto a un’ignoranza da cui va preservata l’umanità intera”.

Aziz Hasanović all’edizione 2016 del Meeting

Aziz Hasanović, che in abiti religiosi indossa una veste nera simile a quella dei preti cattolici prima del clergyman e con un copricapo bianco con bordi vinaccia, ha mostrato tanta attenzione verso gli ospiti. Allo scoccare del mezzogiorno, quando dagli altoparlanti del salone s’è udito il richiamo del muezzin alla preghiera (succede cinque volte al giorno per gli islamici) agli interlocutori che gli avevano chiesto se volesse sospendere l’incontro per la preghiera il Gran Muftì ha risposto: “Ora ci siete qui voi che siete venuti da lontano… per la preghiera c’è tempo”. Poi a conclusione dell’incontro il Gran Muftì ha invitato a pranzo la delegazione del Meeting. Nella sala da pranzo s’è presentato in giacca e cravatta e il suo aspetto era quello di un bonario e paterno professore, coi suoi 54 anni portati bene. Aziz Hasanović è originario di Sebrenica ma l’aspetto mite nasconde un’esperienza passata drammatica. Trentasei membri della sua famiglia (tra questi il padre e i fratelli) sono stati sterminati durante la guerra dei primi anni ’90. Insomma di certi temi parla a ragion veduta, dicendo niente affatto in modo accademico che il perdono e la misericordia verso i carnefici sono l’unica risposta alla violenza. “Io prego per loro, sperando che Dio Misericordioso tragga da loro il meglio. Questo insieme all’educazione dei giovani, io credo sia il metodo migliore per cercare la vera pace”.

Il Gran Muftì viene eletto dai maggiorenti islamici, sta in carica per un mandato di sette anni (al massimo può essere eletto per due mandati) e risiede nel grande centro islamico di Zagabria. Un centro di 15mila metri quadrati con moschea, scuole di ogni ordine, un ristorante aperto alla comunità cittadina, che è il più grande edificio islamico di tutto il territorio della ex Jugoslavia, costruito nella metà degli anni ’80, prima della guerra del 91-92. Proprio in questi giorni fra l’altro sta ospitando un simposio con 44 scienziati da tutto il mondo che dibattono sui temi legati al rapporto tra religione e scienza. Nel prossimo anno un altro convegno di studi si svolgerà sul rapporto tra religione e politica.

Tante le convergenze e le consonanze trovate dai rappresentanti del Meeting con Aziz Hasanović, una delle massime autorità islamiche a livello internazionale ma che, almeno nella Repubblica di Croazia, che dal 1° luglio 2013 è il ventottesimo Stato dell’Unione Europea, ha un ruolo fondamentale anche a livello amministrativo e statale. Per esempio, il governo della Croazia ha chiesto collaborazione non solo agli islamici della ma anche alle altre comunità religiose nella gestione e nell’accoglienza degli immigrati. A proposito di immigrazione, Hasanović ha detto che il problema in Europa viene affrontato troppo spesso solo a livello burocratico. Anche dove la burocrazia è buona, manca quasi sempre l’approccio che tenga conto di tutti i bisogni anche quelli spirituali: “Così – ha detto Hasanović – qualcuno tra gli immigrati, quando manifesta un bisogno di spiritualità, cerca risposte anche in ambienti fondamentalisti ed estremisti”. Ma altri temi sono suonati come musica alle orecchie degli organizzatori del Meeting. Per esempio quello del “living toghether”, non la semplice “coabitazione”. A questo proposito la presidente del Meeting Emilia Guarnieri ha commentato: “Mi ha ricordato quanto diceva don Giussani sulla differenza che esiste tra la tolleranza e il vero amore all’altro. Cioè non solo il rispetto ma il vivere i rapporti nella percezione fattiva che l’altro è un bene per me”.

Una consonanza che potrebbe fare prendere all’esperienza del Meeting riminese nuove strade. Tant’è vero che, come racconta la stessa Emilia Guarnieri, “il cammino comune proseguirà” fino ad un probabile appuntamento a Zagabria del Meeting, sul modello di quello che ha vissuto una pur breve stagione al Cairo in Egitto qualche anno fa. E’ lo stesso Gran Muftì, che non perde occasione per ribadire la sua stima e amicizia verso il Meeting, a chiederlo agli organizzatori della manifestazione riminese. Hasanovic infatti vorrebbe a Zagabria una kermesse simile per esprimere lo stesso spirito di amicizia che lui stesso ha visto nei padiglioni fieristici riminesi durante la sua visita e il suo intervento all’edizione 2016. Infine il Gran Muftì, che ha rapporti fraterni anche con il cardinale cattolico di Zagabria Josip Bozanic, nonché con altre autorità religiose e laiche della Croazia, vorrebbe che alcuni giovani responsabili e collaboratori del suo centro islamico insieme a giovani di altre comunità religiose venissero a Rimini già la prossima estate, anche per “carpire il segreto” del successo della manifestazione riminese e così eventualmente replicarlo in futuro a Zagabria. Questa missione preparatoria potrebbe avvenire già dal 19 al 25 agosto 2018 quando si svolgerà a Rimini l’edizione intitolata “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”. Titolo che il Gran Muftì ha sottoscritto semplicemente con questa frase: “E’ perfetto”.