Nel giro di poche ore due comunicati sui controlli, ma sembra parlare di mele e di pere: tutto buono per alimentare un dibattito sterile e incattivito
La “questione sicurezza” a Rimini è un tema sempre caldo e foriero di spunti interessanti. Perché se è vero che la classifica del Sole24Ore che la posiziona da anni ai primi posti delle Città meno sicure non tiene debitamente conto dell’incidenza dell’affluenza turistica sul numero delle denunce (e qui gli amministratori hanno ragione a ricordarlo, anche per difendere l’immagine turistica non solo di Rimini ma della riviera tutta), è innegabile che la percezione dell’insicurezza, a Rimini come in altre realtà, sia via via cresciuta nel tempo, alimentata dai numeri – che comunque ci sono – e dalla sottovalutazione del fenomeno da parte di chi amministra la Città. Oltre, ovviamente, al solito scaricabarile all’indirizzo del Governo centrale che non manda i rinforzi estivi (ovviamente con un’enfasi più marcata quando a Roma comanda il centrodestra e non il centrosinistra).
L’ultima puntata di questa telenovela è andata in scena in questi giorni, con Onelio Banchetti, presidente di Federpreziosi della provincia di Rimini, che nell’esprimere solidarietà alla gioielleria Gradara, vittima dell’ultima e non isolata rapina, tuona: “Ora basta, servono presidi fissi e risposte immediate. La sicurezza non può più aspettare: vogliamo lavorare e vivere con serenità. Dove sono stati installati sistemi integrati di videosorveglianza i reati sono crollati, è tempo di agire”. “Quello che è accaduto nella notte in via Mentana”, spiega, “è solo l’ultimo, gravissimo episodio di una scia di furti e spaccate che, ormai con cadenza settimanale, colpisce le attività del nostro settore, nel centro storico di Rimini e ben oltre. È inaccettabile – prosegue Banchetti – che i commercianti si ritrovino ad affrontare questa escalation criminale: qui si tratta di un vero attacco pianificato, che oltre ai danni ingenti ha portato al ferimento di due agenti durante l’inseguimento per le strade del centro. Il rischio concreto che la prossima volta accada qualcosa di ancora più grave. Per scongiurarlo serve un segnale forte e immediato. Chiediamo con forza l’istituzione di un presidio fisso delle forze dell’ordine, a cominciare dal centro città, ma non solo. La situazione è ormai fuori controllo e l’attuale organizzazione non basta più. Servono pattugliamenti costanti, visibili, che restituiscano sicurezza ai cittadini e a chi ogni giorno alza la saracinesca con sacrificio e passione. Chiediamo anche un potenziamento del numero di pattuglie della Polizia Locale di notte, in particolare nelle aree più esposte. Non possiamo trasformarci in una terra di nessuno quando cala il buio”.
IL FOCUS SULLA SICUREZZA DI CONFCOMMERCIO
Il grido d’allarme del presidente Banchetti arriva al termine di una settimana di impegno sul fronte della sicurezza da parte di Federpreziosi, che ha organizzato con Confcommercio provinciale una due-giorni dedicata al tema per le aziende del settore con l’incontro pubblico “Programma sulla sicurezza partecipata pubblico/privato. Soluzioni per una categoria sempre più sicura” con la partecipazione del Viceprefetto di Rimini, Fiorangelo Angeloni, dell’assessore alle Attività Economiche e Polizia Locale di Rimini Juri Magrini, del presidente nazionale di Federpreziosi Stefano Andreis e di Apollonia Lippolis, tecnico e CEO del sistema Resol Team che ha già in agenda decine di appuntamenti con orafi e gioiellieri per le prossime settimane. Nell’occasione il direttore di Federpreziosi, Steven Tranquilli, ha presentato i risultati di un’indagine condotta su oltre 460 aziende del settore, da cui è emersa una richiesta unanime: più collaborazione con le forze dell’ordine, più tecnologia, più presenza sul territorio. Il presidente nazionale di Federpreziosi, Stefano Andreis, il presidente provinciale Onelio Banchetti e il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Giammaria Zanzini sono stati poi ricevuti dal Questore di Rimini, Olimpia Abbate. “Un incontro che ha permesso di approfondire strategie condivise di contrasto alla criminalità – prosegue Banchetti – con particolare attenzione sull’adozione di sistemi di videosorveglianza integrata collegati con le centrali operative delle forze dell’ordine attraverso il Protocollo d’intesa con la Prefettura. Federpreziosi Rimini continuerà a farsi portavoce delle istanze degli operatori del settore orafo e delle attività commerciali della città, chiedendo interventi urgenti e risposte concrete. Perché sicurezza significa libertà di lavorare e vivere la città con serenità. Le soluzioni esistono – conclude Banchetti – ma vanno applicate con decisione. Dove sono stati installati sistemi integrati i reati sono crollati. È tempo che anche a Rimini si agisca con fermezza. La sicurezza non è un lusso, è un diritto fondamentale. Federpreziosi Rimini, insieme a Confcommercio, continuerà a mantenere alta l’attenzione e a lavorare con le istituzioni per trasformare la rabbia e la paura che seguono a questi episodi in misure concrete”.
LA PRIORITA’ DEL COMUNE: LE SANZIONI STRADALI
Mentre i commercianti sono preoccupati e anche un po’ stanchi di dover lanciare gridi d’allarme, in Comune pare non si voglia cambiare strategia, nemmeno a livello di comunicazione. A stretto giro di posta – è il caso di dirlo – con il comunicato di Federpreziosi è arrivato nelle redazioni quello del Comune di Rimini sul canonico bollettino post weekend della Polizia Locale. “Controlli della circolazione stradale nel fine settimana: ritirate 10 patenti per guida in stato di ebbrezza”, titola lo stringato comunicato stampa che rendiconta il servizio effettuato “con un posto di blocco in via Destra del Porto”, dove gli agenti hanno controllato numerosi veicoli, sottoponendo i conducenti all’alcol test e accertando 10 sanzioni per guida sotto l’effetto di alcol. Tre delle violazioni sono risultate di carattere penale per tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro, mentre le altre sette hanno comportato sanzioni amministrative da 544 euro. Tra i sanzionati anche un neopatentato che ha ricevuto una multa da 725 euro secondo la normativa specifica per i conducenti alle prime armi”. Ora, di fronte all’ennesima rapina e all’appello degli operatori economici a maggiori presidi sul territorio, anche tecnologici, parlare dei – comunque giustissimi e utili – controlli sulla circolazione stradale, non aiuta a tranquillizzare i commercianti, né a rasserenare gli animi. Se non si vuole andare in qualsiasi bar per ascoltare se la gente è più preoccupata della rapina o delle patenti ritirate, basta farsi un giretto sui social, che poi sono anch’essi dei bar, per trovare decine di commenti tutti sulla stessa falsariga, girando attorno al concetto “i vigili fanno solo le multe nei parcheggi o per velocità”. Del resto, quando si tratta di controllo del territorio, gli amministratori comunali sono abilissimi a girare la responsabilità sugli altri (le altre forze dell’ordine), salvo poi lodare gli interventi che la stessa Polizia Locale effettua proprio in quell’ambito: dagli arresti per spaccio agli interventi anche con l’uso la forza in diverse situazioni, la cronaca locale è ricca di episodi in tal senso. O sono interventi abusivi, o possono farli. Delle due l’una e siamo tutti certi che la Polizia Locale non operi abusivamente o al di fuori delle sue prerogative e competenze. Per cui la domanda è sempre quella: perché non riequilibrare un po’ i servizi sul territorio, dedicando lo stesso tempo ai controlli stradali e ai presidi di sicurezza nei punti strategici della Città? E se è un problema di organico, dotazioni, preparazione e formazione, allora sì, ci si lamenti con chi di dovere, ma si attui anche una pianificazione per non farsi sempre trovare con poche persone e mezzi per fare un po’ più di sicurezza. Anche perché, così facendo, si alimenta l’inutile (per entrambe le fazioni) schermaglia tra l’idea di una sinistra poco attenta alla sicurezza e una destra che militarizzerebbe tutto. Restare in questi schemi cosa ha portato? La situazione è migliorata? No? E allora perché nelle urne non è cambiato qualcosa?


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