Fondazione Carim fra ottimismo del presidente e realtà dei conti

Fondazione Carim fra ottimismo del presidente e realtà dei conti

Ieri si è tenuta l'assemblea dei soci della Fondazione Carim ed oggi il consiglio generale. La nota stampa diffusa da Palazzo Buonadrata (si può legge

Ieri si è tenuta l’assemblea dei soci della Fondazione Carim ed oggi il consiglio generale. La nota stampa diffusa da Palazzo Buonadrata (si può leggere qui sotto) dà conto solo del secondo e si intuisce il perché. L’assemblea si è espressa sulle modifiche statutarie praticamente all’unanimità (un solo voto contrario), mentre ha tirato decisamente un’altra aria quando si è trattato di approvare il documento programmatico previsionale 2016: contrari ben 22 su 53 votanti (presenti o per delega, una media di partecipazione che si mantiene da tempo bassa e anche questo forse dice di un certo clima di sfiducia) e quindi 31 i favorevoli. Segno che si può ormai parlare di una vera e propria opposizione interna alla conduzione Pasquinelli.
I conti continuano ad essere in sofferenza e non a caso al territorio viene destinata una cifra sempre più ridotta: 1 milione e 500 euro nel 2016. Erano 1,9 milioni nel 2014 e 2,9 milioni nel 2012. Di dividendi si parla solo ed esclusivamente per la partecipazione detenuta nella Cassa Depositi e Prestiti (180 mila). La voce proventi straordinari conteggia la somma più consistente, 1 milione 100 mila euro (sul totale di 1.806.000), in maniera abbastanza generica da “cessione di asset patrimoniale di natura immobiliare o partecipativa”. Non a caso in assemblea Alfonso Vasini ha fatto notare che “viene da pensare che l’individuazione di questi introiti sia lasciata alla immaginazione dei soci”. Nessuna informazione “di come sarà messo a frutto il principale asset della Fondazione, cioè la Banca. Al riguardo non è dato di sapere se il presidente stia lavorando a qualche piano sul quale voglia mantenere una sorta di pretestuosa riservatezza anche nei confronti dell’Assemblea (fatto grave e scorretto) o se il suo silenzio sia sintomo di una qualche carenza progettuale e decisionale degli organi di Istituto. Certo è che l’Assemblea continua ad essere lasciata all’oscuro di tutto e che è sempre più confusa dalle surrettizie notizie di stampa di questi giorni”, ha detto ancora Vasini. “Poco importa se domani il consiglio generale approverà il documento programmatico previsionale 2016 all’unanimità, come al solito. Ciò non significa che non si voglia collaborare per il bene della Fondazione, ma la collaborazione presuppone la condivisione delle azioni che si compiono”.
Anche il collegio dei revisori mette in guardia. Anzitutto sul fatto che “le procedure avviate già dall’esercizio 2012 dal cda per la vendita di alcuni assets patrimoniali di natura partecipativa ed immobiliare non strategici per l’attività istituzionale, non hanno ad oggi ancora prodotto i risultati auspicati”. E poi evidenziando che per poter proseguire l’attività istituzionale la Fondazione si vede costretta ad attingere ben 1 milione 160 mila euro dai fondi accantonati in passato. Ancora, sul futuro pesano sia la prospettiva della riduzione entro 5 anni della partecipazione nella banca conferitaria e sia, entro il 2016, “il rimborso della propria esposizione debitoria (salvo proroga espressamente autorizzata dall’Autorità di Vigilanza) per 8 milioni di euro”. Infine un’altra amara pillola. Dicono i revisori che in assenza di nuove entrate, anche nel 2017 occorrerà ridurre le erogazioni e le spese di funzionamento.
Fra le modifiche statutarie c’è anche il ridimensionamento dei componenti degli organi a capo della Fondazione: l’adeguamento all’accordo fra ministero delle Finanze e Acri comporta infatti anche la riduzione dei membri del consiglio generale (destinati a passare da 18 a 14) e del cda (da 7 a 5). Il che significherà in un futuro non lontano anche meno appetiti da soddisfare in termini di poltrone. In assemblea nemmeno una parola sulla interruzione o meno della convenzione col Comune di Rimini per la gestione di Castel Sismondo.

IL COMUNICATO DELLA FONDAZIONE Pasquinelli: “Stiamo passando da meri elargitori a strumento di sviluppo, 1,5 mln a favore del territorio”

Rimini, 21 ottobre 2015 – “Puntiamo sull’innovazione e sui processi, consapevoli che la nostra funzione non è quella di meri elargitori di risorse, ma di strumento che intende favorire percorsi, anche complessi, di sviluppo del territorio locale”.
Così il Presidente, Massimo Pasquinelli, sintetizza il focus del Documento programmatico previsionale 2016 della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, che è stato approvato oggi pomeriggio dal Consiglio Generale.
La Fondazione nel prossimo anno investirà 1,5 ml di euro in progetti riguardanti l’area provinciale, anzitutto mirando a rendere possibile la continuità di presìdi essenziali, fra i quali, in primo luogo, il Campus Universitario, per il quale auspica maggiore attenzione da parte del territorio.
Saranno garantiti, inoltre, gli interventi più significativi che la Fondazione ha attivato o sostenuto negli ultimi anni nei diversi settori di operatività (cultura, educazione, assistenza, volontariato, sviluppo), con un particolare accento sull’ambito del sociale (anziani, nuove povertà, disagio giovanile) che anche nel riminese continua a mostrare un arco sempre più ampio di bisogni e di emergenze.
Accanto a tutto questo, la volontà di contribuire ad aprire nuove strade.
“Il lavoro avviato insieme al Piano Strategico per dar vita ad I-Square, che ha già iniziato ad operare, e ad un incubatore d’impresa per il turismo” – osserva Pasquinelli – “dimostra la nostra volontà di spingere sul tasto dell’innovazione, un tema sul quale Rimini può e deve crescere molto, anche con l’ausilio dell’Università”.
All’obiettivo di portare nuove opportunità sul territorio, attraverso processi articolati, risponde anche il coinvolgimento della Fondazione nella costituzione del GAL di Rimini, che abbraccia le aree dell’entroterra (Valmarecchia e Valconca) e che potrà attrarre importanti risorse europee per finanziare progetti di sviluppo.
Ma non solo. “La nostra partecipazione come soci nel Fondo Emilia Romagna Social Housing sta consentendo di prevedere un importante intervento del Fondo, in questa particolare e specifica tipologia abitativa, nell’area della nostra provincia”, preannuncia Pasquinelli. “Dovrebbe maturare proprio nel 2016 e posso dire che anche un secondo progetto di housing sociale, grazie al Fondo, ha buone possibilità di vedere la luce in una zona periferica di Rimini”.
Nel corso della odierna seduta, il Consiglio Generale ha anche approvato all’unanimità una serie di modifiche statutarie volte a recepire i contenuti del Protocollo d’intesa sottoscritto nell’aprile scorso tra l’Acri (l’associazione delle Fondazioni bancarie italiane) ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Tra le previsioni del Protocollo figura anche l’obbligo, per le Fondazioni, di diversificare il loro patrimonio nell’arco di un quinquennio.
Quest’ultimo, precisa Pasquinelli, “è un tema sul quale da molto tempo stiamo riflettendo ed operando; abbiamo attivato i nostri consulenti per individuare e verificare le soluzioni più idonee al fine di salvaguardare il patrimonio della Fondazione che è condizione necessaria per sviluppare l’attività di investimento sociale sul territorio riminese”.
Nella seduta odierna il Consiglio Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ha accolto un nuovo membro, l’imprenditore riccionese Marco Ciavatta, designato dalla Camera di Commercio di Rimini, in sostituzione del dimissionario Simone Badioli.