Guardie e ladri: aumentano i crimini economici finanziari e l’attività di contrasto della Finanza

Guardie e ladri: aumentano i crimini economici finanziari e l’attività di contrasto della Finanza

Più di 100 “sconosciuti” al fisco, tra cui un avvocato che non ha denunciato redditi milionari e la “solita” escort.

I numeri del 2016 sono impressionanti, continua il drenaggio di risorse all’economia sana, ma sono cresciuti notevolmente controlli, indagini e sequestri. Messi in custodia oltre 90 milioni di euro. Fari puntati sul riciclaggio, uno degli aspetti più preoccupanti della realtà riminese.

Sono aumentati i crimini economici e finanziari o è migliorata e aumentata l’attività di contrasto della Guardia di Finanza, aiutata anche da sofisticati mezzi d’indagine e spinta da una positiva presa di coscienza generale che, in una situazione economicamente difficile, non sopporta più di vedere togliere risorse alla comunità? La logica direbbe entrambe le cose.
Di fatto i numeri relativi all’attività della GdF per l’anno 2016, presentati dal Comando Provinciale di Rimini guidato dal colonello Antonio Garaglio, sono impressionanti e mostrano come i crimini dei “colletti bianchi” siano una delle vere emergenze di questo inizio millennio, complice una crisi da cui si fatica ad uscire, anche se negli ultimi tempi si sono registrati segnali positivi.
Questi numeri parlano di oltre 5000 interventi operativi della GdF nel corso del 2016, con 662 deleghe d’indagine, ben 103 per reati fallimentari, arrivate dalla magistratura e dalla Corte dei Conti di cui ben 490 portate a conclusione.
Il numero dei reati seguenti ai fallimenti è una cartina al tornasole del momento: la crisi ha espulso dal mercato diverse attività, e questo può succedere; quello che impressiona è che su un numero così alto di fallimenti siano stati individuati presunti reati.
Tra sequestri, proposte di sequestro e confische sono stati “bloccati” oltre 90 milioni di euro in beni immobili, disponibilità finanziarie e patrimoniali. Le truffe ai danni del settore previdenziale e gli sprechi o le gestioni irregolari di fondi pubblici portano ad una cifra che supera i 13 milioni di euro. Cifre nettamente superiori rispetto a quelle dello scorso anno.
Insomma, i “volponi” di varia natura drenano sempre più risorse all’economia sana, è anche vero che alcuni proprio “volponi” non sono, visto che sempre più spesso queste attività criminali non reggono alla verifica della Finanza, implementata dall’informatica. L’enorme mole di banche dati a disposizione delle GdF agevola infatti l’individuazione delle attività criminali.
Per quel che riguarda la lotta alle frodi fiscali, all’economia sommersa e al gioco illegale, da segnalare un aumento (+670%) di controlli e verifiche, agevolate appunto da banche dati e applicativi informatici. In questo settore appaiono fenomeni purtroppo ormai usuali: 109 “sconosciuti” al fisco, tra cui un avvocato che non ha denunciato redditi milionari e la “solita” escort che ha guadagnato in nero circa 200mila euro l’anno.
Per quel che riguarda le frodi all’Iva e gli illeciti nella fiscalità internazionale da segnalare che i nuovi territori su cui imperversare sono diversi paesi dell’Est.
San Marino non manca in questa graduatoria, ma i nuovi accordi del 2013 hanno creato un clima più positivo tra l’Italia e il Titano, la collaborazione è fattiva e le rogatorie si sono intensificate.
Grandi risultati sono stati raggiunti nel contrasto alle truffe sui fondi pubblici e all’illegalità nella pubblica amministrazione. Il contrasto a chi ha chiesto e ottenuto illecitamente finanziamenti pubblici (tra questi casi anche quello de La Voce) ha portato a sei denunce e al sequestro di beni per 9 milioni di euro. Sono state individuate truffe al settore previdenziale e al sistema sanitario per 6,7 milioni di euro. Su segnalazione della Corte dei Conti sono stati accertati sprechi o gestioni irregolari su fondi pubblici per 6,6 milioni di euro, con 53 persone segnalate per danno erariale. I reati contro la pubblica amministrazione hanno portato alla denuncia di 18 persone e alla confisca di un patrimonio immobiliare per 3,5 milioni di euro per reati di corruzione. Decine coloro che hanno chiesto prestazioni sociali agevolate e l’esenzione dal ticket.
Infine il capitolo della lotta alla criminalità organizzata e alla criminalità economico finanziaria.
Qui i dati dell’attività di contrasto sono importanti e i sequestri ingenti. I numeri dicono molto: 72 accertamenti sui patrimoni della criminalità organizzata hanno portato alla proposta di sequestro di beni per 20 milioni di euro. I sequestri eseguiti sono aumentati, cautelando 14 milioni di euro e confiscando immobili per 8 milioni. Altri 8 milioni sono stati sequestrati ad autori di ripetute frodi fiscali ed è stata avanzata la proposta di sequestro all’autorità giudiziaria per altri 17 milioni. Preoccupano le attività di riciclaggio e su questo settore la GdF ha incrementato notevolmente l’attività di contrasto. Sono state segnalate 245 operazioni sospette (quasi il doppio rispetto al 2015). Da segnalare un caso di un professionista a cui sono state contestate violazioni per omessa registrazione di dati e informazioni, omessa verifica della clientela e omessa segnalazioni di operazioni sospette.
Questo è forse l’aspetto più delicato per una realtà complessa come quella riminese. L’aspetto positivo è che le norme si fanno sempre più severe e che l’attività di contrasto può contare su strumenti sempre più sofisticati. Ma è un po’ come la lotta al doping: c’è sempre qualcuno a cui piace vivere “borderline”.