Mentre Rimini premia un artista di livello internazionale, i Sindaci della città ricevono premi per le loro visioni nell'arte e nella strategia turistica, che gli stessi riminesi forse non gli tributerebbero mai
“Conosco la parola Rimini da quando conobbi i film di Fellini, da quarant’anni, quasi 50. Mi ha ha accompagnato quindi durante tutta la vita, ma è la prima volta che metto piede qui, ed è fantastico”. Ha esorditocosì, sul palcoscenico di un gremito Teatro Galli, Wes Anderson a cui è stato assegnato il Fellini Award Rimini 2026, il riconoscimento rilanciato lo scorso anno dal Comune di Rimini in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna e patrocinato dal Dipartimento delle arti dell’Università di Bologna. Le prime di tante intense parole che il regista americano ha regalato al suo pubblico, durante una partecipata conversazione guidata dal direttore della Fondazione Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli, dove la storia personale e professione dell’autore di Grand Budapest Hotel si è intrecciata e messa in relazione con quella del Maestro riminese. “Sono commosso – dice ricevendo il premio, richiamo al film E la nave va – Se qualcuno chiedesse un consiglio per diventare un regista si potrebbe rispondere di provare a seguire la strada di Fellini, imitarlo. Ma è un traguardo impossibile, tale è il suo talento, la sua visione, la ricchezza della sua opera. Ciò che offre Fellini è l’evoluzione dei suoi lavori, il modo in cui la sua visione si evolve. Costituiscono insieme un’opera che è molto più grande del singolo capolavoro”.
Le motivazioni
“L’assegnazione del Fellini Award 2026 al Maestro Wes Anderson vuole essere l’omaggio a un grande autore dallo stile inconfondibile, la sottolineatura degli elementi creativi e tecnici che legano (oltre il tempo) Fellini e Anderson ma soprattutto un inno alla magia del cinema – ha sottolineato il Sindaco Jamil Sadegholvaad – E’ il riconoscimento a uno straordinario lavoro creativo in cui ogni volta risuonano squillanti non solo gli echi della poetica e dello sguardo di Federico Fellini ma si intuisce in sottofondo la misteriosa e apparentemente impossibile connessione tra verità e pura invenzione, tra razionalità e stravaganza. Il cinema di Wes Anderson è come la celebre storia del calabrone che, secondo le leggi della fisica, ha ali troppo piccole e pesanti per volare. Eppure vola, vola altissimo. Grazie Maestro Wes Anderson, da oggi e per sempre cittadino di una città strana come la nostra, dove tutto accade come in un racconto di favole, in bilico tra oggettività e sogno”.
La strada moda di premiare i Sindaci
Da un premio all’altro, se il Fellini Awards ha il merito di riconoscere a registi di livello internazionale una valenza culturale e artistica di spessore “felliniano”, non si comprende invece bene la dinamica e lo scopo dei vari premi che negli ultimi anni vengono assegnati ai Sindaci di Rimini. In principio fu Andrea Gnassi, incensato con il Premio Rotondi 2022 XXIV edizione nella sezione l’Arte che salva l’umanità “per il suo straordinario contributo al turismo culturale del Comune da lui guidato concretizzatosi in operazioni luminose di recupero di gioielli culturali e di memoria come il Teatro Galli, il cinema Fulgor caro a Fellini con una parte del Museo Fellini e la Rocca malatestiana con il Museo Fellini e anche stanze dedicate a Tonino Guerra”. Ora, se lo chiedessero ai riminesi, l’attuale parlamentare del PD passerà alla storia per aver salvato davvero l’umanità con queste operazioni? Probabilmente gli riconoscerebbero altri meriti e molti, in verità, sono del suo partito e del sistema di potere che da anni mantengono (legittimamente e con grande consenso, ci mancherebbe) sulla città.
Lo stesso dicasi per l’attuale Sindaco, che sarà investito domani 23 aprile apresso il Mahara Hotel di Mazara del Vallo del Premio Nazionale “Peschereccio d’Oro”, per “la sua visione strategica nella guida della città, consacrata come Capitale del Turismo”. Anche in questo caso, più ci si allontana da Rimini e dalla Romagna, più le cose appaino diverse. Pare, anzi, che seppure la distanza tra Rimini e la Sicilia si considerevole, non dovrebbero arrivare così in ritardo gli aggiornamenti: Rimini non è più la Capitale del Turismo da anni ormai. Gli stessi amministratori pubblici l’hanno ammesso da tempo, annunciando imminenti e salvifici piani e progetti di rilancio dell’immagine stessa della città a livello turistico. Tentativi vani, come si è visto. Azioni spesso in ritardo, si può aggiungere, come l’attuale “ideona” – sempre strategica, ovviamente – dei Condhotel come strumento eccezionalmente efficace per la riqualificazione dell’offerta ricettiva. Spacciato per un colpo di genio, altro non è che uno strumento bistrattato fino a ieri dalla classe dirigente locale (a partire dai rappresentanti degli albergatori riminesi) e previsto dalla normativa regionale dal 2019. Questa è visione strategica? Come l’aver avviato, dopo decenni di colpevole e consapevole apatia per il tema, il superamento del vincolo alberghiero per quegli immobili oggi fuori dal mercato. Una mossa obbligata, non certo una scelta, dopo la sentenza che ha cancellato già quel vincolo dai regolamenti comunali. Anche questa è la visione strategica che hanno notato dalla Sicilia.
“L’assegnazione del Fellini Award 2026 al Maestro Wes Anderson vuole essere l’omaggio a un grande autore dallo stile inconfondibile, la sottolineatura degli elementi creativi e tecnici che legano (oltre il tempo) Fellini e Anderson ma soprattutto un inno alla magia del cinema – ha sottolineato il Sindaco Jamil Sadegholvaad – E’ il riconoscimento a uno straordinario lavoro creativo in cui ogni volta risuonano squillanti non solo gli echi della poetica e dello sguardo di Federico Fellini ma si intuisce in sottofondo la misteriosa e apparentemente impossibile connessione tra verità e pura invenzione, tra razionalità e stravaganza. Il cinema di Wes Anderson è come la celebre storia del calabrone che, secondo le leggi della fisica, ha ali troppo piccole e pesanti per volare. Eppure vola, vola altissimo. Grazie Maestro Wes Anderson, da oggi e per sempre cittadino di una città strana come la nostra, dove tutto accade come in un racconto di favole, in bilico tra oggettività e sogno”.
La strada moda di premiare i Sindaci
Da un premio all’altro, se il Fellini Awards ha il merito di riconoscere a registi di livello internazionale una valenza culturale e artistica di spessore “felliniano”, non si comprende invece bene la dinamica e lo scopo dei vari premi che negli ultimi anni vengono assegnati ai Sindaci di Rimini. In principio fu Andrea Gnassi, incensato con il Premio Rotondi 2022 XXIV edizione nella sezione l’Arte che salva l’umanità “per il suo straordinario contributo al turismo culturale del Comune da lui guidato concretizzatosi in operazioni luminose di recupero di gioielli culturali e di memoria come il Teatro Galli, il cinema Fulgor caro a Fellini con una parte del Museo Fellini e la Rocca malatestiana con il Museo Fellini e anche stanze dedicate a Tonino Guerra”. Ora, se lo chiedessero ai riminesi, l’attuale parlamentare del PD passerà alla storia per aver salvato davvero l’umanità con queste operazioni? Probabilmente gli riconoscerebbero altri meriti e molti, in verità, sono del suo partito e del sistema di potere che da anni mantengono (legittimamente e con grande consenso, ci mancherebbe) sulla città.
Lo stesso dicasi per l’attuale Sindaco, che sarà investito domani 23 aprile apresso il Mahara Hotel di Mazara del Vallo del Premio Nazionale “Peschereccio d’Oro”, per “la sua visione strategica nella guida della città, consacrata come Capitale del Turismo”. Anche in questo caso, più ci si allontana da Rimini e dalla Romagna, più le cose appaino diverse. Pare, anzi, che seppure la distanza tra Rimini e la Sicilia si considerevole, non dovrebbero arrivare così in ritardo gli aggiornamenti: Rimini non è più la Capitale del Turismo da anni ormai. Gli stessi amministratori pubblici l’hanno ammesso da tempo, annunciando imminenti e salvifici piani e progetti di rilancio dell’immagine stessa della città a livello turistico. Tentativi vani, come si è visto. Azioni spesso in ritardo, si può aggiungere, come l’attuale “ideona” – sempre strategica, ovviamente – dei Condhotel come strumento eccezionalmente efficace per la riqualificazione dell’offerta ricettiva. Spacciato per un colpo di genio, altro non è che uno strumento bistrattato fino a ieri dalla classe dirigente locale (a partire dai rappresentanti degli albergatori riminesi) e previsto dalla normativa regionale dal 2019. Questa è visione strategica? Come l’aver avviato, dopo decenni di colpevole e consapevole apatia per il tema, il superamento del vincolo alberghiero per quegli immobili oggi fuori dal mercato. Una mossa obbligata, non certo una scelta, dopo la sentenza che ha cancellato già quel vincolo dai regolamenti comunali. Anche questa è la visione strategica che hanno notato dalla Sicilia.


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