La visita del Presidente della Regione non era per il CEIS, ma solo "per conoscere EducAid". Ma è servita anche per sostenere le ragioni del CEIS, se non ufficialmente, almeno polticamente, visto il pantano burocratico verso cui si sta gettando l'amministrazione comunale nel non voler difendere, come ci si aspetterebbe dalla sinistra, un monumento storico di tale rilevanza
La telenovela del CEIS-Anfiteatro prosegue con altri colpi di scena, volti a far credere al pubblico (i riminesi) anche cose che non sono tali. L’ultimo è di questi giorni, quando il Presidente della Regione Emilia – Romagna, Michele De Pascale, ha fatto visita al CEIS accompagnato dalla consigliera regionale Alice Parma. Le foto pubblicata da quest’ultima sui social e la grande enfasi data all’evento sembrano effettivamente dire una cosa e una cosa sola: De Pascale sostiene il PD riminese nella battaglia contro l’Anfiteatro e, ovviamente, a favore della permanenza del CEIS lì dov’è e lì dove non dovrebbe essere (come si desume dagli atti ufficiali e da quelli che hanno accompagnato le ultime pianificazioni urbanistiche della città, sempre amministrate dal PD o dai suoi predecessori). Una visita che ha anche un significato politico “di maggioranza”, perché proprio domani sera (giovedì 6 novembre) l’Anfiteatro approderà in Consiglio Comunale per nuovi approfondimenti. Un caso? No, altrimenti non sarebbe un colpo di scena.
La verità forse è che l’amministrazione locale si sia resa conto del pantano burocratico in cui si vuole infilare nel sostenere che il CEIS debba “coesistere” (ovviamente sopra, coprendone una parte e impedendo di proseguire gli scavi) con l’Anfiteatro romano. L’iter è del resto complicatissimo, vuoi perché ci sono degli abusi edilizi da sistemare, oltre a quelli che sono stati stralciati in autotutela nelle scorse settimane, ma soprattutto c’è da convincere la Soprintendenza ad abiurare a se stessa, perché non si è visto mai che abbia dato l’autorizzazione a edificare su un’area archeologica di cui sono già emersi dei resti così importanti. Ma i colpi di scena non sarebbero tali, per l’appunto. Quindi ci si può aspettare di tutto. Anche il racconto un po’ furbetto che la Parma ha fatto sulla visita, che riportiamo per intero:
“Ci sono giornate che ti lasciano il segno. È motivo di grande orgoglio e di grande gratitudine che oggi il presidente Michele de Pascale abbia fatto visita al Ceis per conoscere da vicino EducAid, una straordinaria ong che da oltre vent’anni porta avanti progetti di cooperazione internazionale in stretta collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.

Quando Yousef Hamdouna ti racconta che, nella Striscia di #Gaza, più di 30 operatori di EducAid stanno costruendo ausili per bambini e persone con disabilità grazie a stampanti 3D, sembra incredibile. Eppure accade davvero. In quei luoghi dove tutto sembra impossibile, c’è ancora spazio per la resilienza, per l’umanità, per chi non smette di esserci. La giornata è stata anche l’occasione per una visita al Ceis, un’altra storia straordinaria del nostro territorio: una comunità che continua a essere pioniera nell’ambito educativo e sociale, con la stessa passione di sempre. Rimini e l’Emilia-Romagna sanno essere tante cose. Ma soprattutto sanno essere umane.
”
Si capisce quindi molto bene che lo scopo della visita era “conoscere da vicino EducAid”, iniziativa lodevolissima, e non sostenere il CEIS nella querelle sull’Anfiteatro. Salvo che, una volta lì, De Pascale ha potuto anche conoscere la storia e le attività del CEIS. Che era ed è una iniziativa lodevolissima anch’essa, parte della storia e della comunità riminese e che per questo va sicuramente preservata, ma magari non sopra un Anfiteatro!
E così va in scena questo ennesimo teatrino, per dare qualche garanzia magari al CEIS – avete visto, vi ho portato anche il Presidente della Regione!?! Siamo a posto, tranquilli – ma anche al Comune, perché con il sostegno della Regione si potrebbe avere qualche bega in meno.
La cosa paradossale è che a muoversi così compatta a favore di un soggetto privato (il CEIS) e contro un monumento storico di tale portata sia proprio quella sinistra che si fregia di avere il primato della cultura, della storia e dell’arte in Italia. La stessa sinistra – e la stessa Parma, quando era sindaca di Santarcangelo -che ha fatto carte false per salvare Mutonia e la comunità Mutoid insediatasi lungo la sponda del Marecchia proprio in funzione di un patrimonio artistico e culturale che va tutelato e difeso. Strano che a Rimini, a pochi chilometri da Piazza Ganganelli, si combatta invece contro la tutela di un sito archeologico.
Dal PD ci si aspetterebbe il contrario, una battaglia di principio sull’Anfiteatro come monumento cittadino, anche come volano (assieme all’Arco e al Ponte di Tiberio) di un progetto storico-turistico legato al mondo romano. Ci si aspetterebbe che invitasse il Presidente della Regione per sostenere questa idea, dando corpo e sostanza economica (la Regione e poi i ministeri competenti) al possibile spostamento del CEIS con conseguente ripresa degli scavi archeologici. Questo ci si aspetterebbe da chi si professa di sinistra. Ma evidentemente a Rimini fa più “radical chic” appoggiare il CEIS, che resta sempre un soggetto privato, verso il quale i riminesi – prima ancora delle autorità e istituzioni competenti – si aspettano pari trattamento di tutti gli altri soggetti privati.


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