Il Piano Territoriale di Area Vasta-PTAV è realtà: ora i Comuni hanno un’altra “guida” per i PUG, oltre all’urgenza e al buon senso

Il Piano Territoriale di Area Vasta-PTAV è realtà: ora i Comuni hanno un’altra “guida” per i PUG, oltre all’urgenza e al buon senso

Il Consiglio provinciale, nell’ultima seduta del 2025, ha approvato il Bilancio di previsione 2026-2028 e il Piano Territoriale di Area Vasta (Ptav).

Il Consiglio provinciale, nell’ultima seduta del 2025, ha approvato il Bilancio di previsione 2026-2028 e il Piano Territoriale di Area Vasta (Ptav). Se sul primo capitolo non c’è molto da dire visto che sostanzialmente si tratta di una partita di giro tra Provincia e Stato (che deve un contributo di 12 milioni di euro) e tra Stato e Provincia (che con il PNRR trasferisce le risorse necessarie agli investimenti sul territorio, per di più strade e sicurezza), sul secondo è interessante invece lo “sblocco” di questo strumento, atteso anch’esso da tempo, che anticiperà i Piani Urbanistici Generali che i Comuni stanno elaborando e che, va detto, potevano aver elaborato già da tempo, perché la legge regionale lo permetteva.
Di fatto, dopo il buonasenso (ovvero mandare in pensione PRG, PSC e POC vari che non si sono rivelati efficaci a smuovere certe situazioni ormai incancrenite nelle piccole e grandi città balnerari sopratutto, a partire dal tema degli alberghi chiusi e non più economicamente sostenibili, ma bloccati burocraticamente dal vinco alberghiero. Dicevamo, dopo il buonasenso e l’urgenza che avrebbero dovuto guidare tutti gli amministratori degli ultimi cinque o dieci anni se non di più, a costruire strumenti alternativi per l’urbanistica, andando a ricercare soluzioni che dessero non tanto soddisfazione economica, ma una risposta chiara e lungimirante sul tema dell’edilizia in chiave turistica. Dopo tantissimi appelli della società civile (quella che, quando ha bisogno non si ascolta mai e che, però, ciclicamente alle elezioni ci si cerca di ingraziare), delle categorie economiche e dei singoli imprenditori e tecnici, ancora una visione chiara non c’è, soprattutto sulle questioni più spinose (e non solo il patrimonio alberghiero lo è).
“Con l’approvazione”, spiegano infatti dall’ente stesso, “la Provincia si è dotata di uno strumento fondamentale e innovativo che interpreta correttamente gli indirizzi della legge urbanistica regionale (LR 24/17) e apre una nuova stagione di pianificazione capace di cogliere le urgenze indifferibili del nostro tempo (in larga parte connesse al cambiamento climatico), attivare processi di cambiamento e orientare efficacemente i piani urbanistici generali e le trasformazioni agite a livello locale, promuovendo così una direzione condivisa e una comunità unita e coesa”.
Ora con il PTAV ci sarà una nuova “spinta”, o almeno una “guida” per i Comuni che si stanno cimentando con i PUG. Servirà? Forse darà una qualche garanzia a quanti temono di doversi prendere delle responsabilità: ma non è il ruolo degli amministratori prendersi le responsabilità di decidere? Perché qui a forza di rimandi, le decisioni non arrivano mai…

Il Ptav entrerà in vigore a seguito della pubblicazione sul Burert dell’avviso di avvenuta approvazione, prevista per l’inizio del nuovo anno. Nel frattempo, tutti gli elaborati sono già consultabili dal sito istituzionale tematico: https://ptav-rimini.it/

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