Il Shuttlemare “piace”, ma non lo usa quasi nessuno: solo 50mila passeggeri l’anno valgono tutti questi soldi pubblici?

Il Shuttlemare “piace”, ma non lo usa quasi nessuno: solo 50mila passeggeri l’anno valgono tutti questi soldi pubblici?

Anche il 2025 non ha visto un aumento degli utilizzatori tale da giustificare l'importante costo del servizio. Però "piace" agli utenti: anche se al sondaggio hanno risposto solo 306 persone su 50mila passeggeri

L’estate è finita da un po’ ed è tempo di bilanci. Anche dei servizi stagionali, come il sistema Shuttlemare, creato dal Comune di Rimini e Start Romagna per rispondere alle crescenti esigenze di mobilità di quanti si debbano recare nella zona a mare della ferrovia durante la stagione turistica e, vista la difficoltà di trovare parcheggio, siano costretti a lasciare l’auto nelle aree a monte sempre della ferrovia. Chiaramente è una “pezza”, perché logica vorrebbe che si fossero creati parcheggi anche in zona mare oppure moderni hub limitrofi alle zone di maggior traffico, ma la logica non è una cosa assoluta evidentemente: c’è chi ne segue una e chi ne segue un’altra. E così risulta “innovativo” e “sostenibile” far parcheggiare l’auto lontano per poi portare gratis gli interessati dall’altra parte della ferrovia. Di fatto: 1) queste persone utilizzano comunque la loro auto per arrivare al parcheggio, dove lo trovano 2) devono “chiamare” Shuttlemare e arrivare dove volevano diversi minuti dopo 3) la sostenibilità non è solo ambientale (che sarebbe comunque da valutare) bensì anche economica, visto che il servizio è gratuito e costa circa 400mila euro l’anno di soldi pubblici 4) lo utilizzano 50mila passeggeri l’anno, ma il numero in teoria non tiene conto dei singoli accessi, quindi potrebbero essere anche sempre gli stessi (del resto il 18,3% dei rispondenti all’ultimo sondaggio afferma di usarlo più di 20 volte l’anno), oppure tutti 50mila che lo utilizzano una volta sola all’anno.
Però “piace”. O meglio, piace all’Amministrazione comunale certamente, ma piace anche a chi lo utilizza, stante il solito roboante comunicato diramato a seguito dei sondaggi agli utenti: “Si conferma positivo il giudizio degli utilizzatori del servizio di trasporto a chiamata Shuttlemare, promosso dal Comune di Rimini per agevolare gli spostamenti verso il mare con una modalità comoda, sicura ed ecologica. A dirlo è l’esito del questionario di gradimento che Start Romagna, gestore del servizio, ha sottoposto ai clienti registrati sulla piattaforma di prenotazione”. E com’è andata? “Molto positivo il giudizio di soddisfazione complessiva, pari a 8.19. In particolare, da 1 a 10, ha votato 8 il 22,2%, ha votato 9 il 25,8%, ha votato 10 il 26,8%. Hanno votato al di sotto del 6 il 12,4%. In linea generale, considerando chi ha espresso un voto fra 6 e 10, il servizio ha soddisfatto l’87,6% degli intervistati, per la puntualità il 77,1%, per la comodità il 95%, mentre chi lo ha utilizzato più di 5 volte è il 72,5%, più di 10 volte il 36,9%, più di 20 volte il 18,3%. I principali punti di forza evidenziati dagli utenti sono stati: gratuità 36,7%, comodità di poter usare qualsiasi fermata del TPL 25,3%, assenza di cambi di autobus 21,5%, possibilità di programmare il servizio per più giorni 14,7%. Rispetto allo scorso anno, c’è stato un incremento nel gradimento della puntualità del servizio che testimonia l’attenzione ai feedback e l’impregno profuso per soddisfare le esigenze degli utenti”.
Ora, detta così sembra una cosa onesta e obiettiva: 50mila passeggeri che dicono che il servizio funziona e gli piace è una gran cosa. Ma non è proprio così: “Il sondaggio, utile a Start Romagna e al Comune di Rimini per evidenziare i punti di forza e gli aspetti da migliorare, è stato completato da 306 utilizzatori”. Ben 306 su 50mila. Un campione di “campione”, insomma. Ma anche se fosse realmente rappresentativo, ci si dovrebbe chiedere: perché un servizio così bello non viene utilizzato da molti più utenti? Mistero. Ma del resto la domanda non se lo pone nessuno, né in Comune né in Start Romagna, dove l’importante – a quanto pare – è erogare un servizio che utilizzano in pochi (e sempre gli stessi, visto che 50mila passeggeri è il dato 2025 comunicato qualche settimana fa, 50.031 è il dato 2024 e 49.530 è il dato del 2023 come confermatoci l’anno scorso) e che per quanto gratuito, viene finanziato comunque dagli enti pubblici, quindi sempre soldi pubblici sono.

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