Il vegan è anche business

Il vegan è anche business

La riminese Conbio entra a far parte del gruppo Granarolo in un settore in continua e vertiginosa crescita. Il gigante dell'agroalimentare ha acquisi

La riminese Conbio entra a far parte del gruppo Granarolo in un settore in continua e vertiginosa crescita. Il gigante dell’agroalimentare ha acquisito il 60% dell’azienda con base a Santarcangelo.

La cultura vegetariana o vegana è al centro del dibattito sui mass media. Pro e contro si moltiplicano e anche la satira – su tutti Maurizio Crozza – si occupa del tema, segno che ormai questo stile di vita alternativo è entrato appieno nella nostra società. Di fatto sempre più consumatori adottano, per ragioni etiche, salutistiche e ecologiche, diete diverse da quelle tradizionali, oppure integrano vari stili, con maggiori aperture e curiosità rispetto al passato. Questo aspetto sociale è diventato quindi anche un nuovo mercato.
E proprio a Rimini, terra storicamente pronta a cogliere le trasformazioni della nostra società, oltre quindici anni fa è nata Conbio, che nel tempo è diventata una delle principali aziende italiane nel settore dei prodotti gastronomici vegetali e biologici.
Adesso per l’azienda con base a Santarcangelo, guidata in questi anni da Paolo Franceschini, è arrivato un salto di qualità. Il gigante del settore Granarolo ha infatti acquisito il 60% di Conbio, in parte sotto forma di aumento di capitale e in parte con un acquisto di azioni.
Grazie a questa operazione – per cui Conbio si è avvalsa della consulenza finanziaria e fiscale dello studio Farneti & Associati di Rimini – Conbio è entrata a far parte del maggior gruppo a capitale italiano nel settore agro industriale.
Per capire le potenzialità di questo mercato basta analizzare i numeri di crescita del settore. Il mercato dei prodotti vegetali negli ultimi 5 anni è cresciuto del 240%, passando da 130 milioni di euro nel 2010 a 318 milioni di euro nel 2015. I prodotti di gastronomia vegetale rappresentano un quarto di questo mercato. Le analisi sul settore prevedono un raddoppio di questi consumi da qui al 2020. Per il settore dei prodotti gastronomici in particolare è previsto un incremento ancora maggiore e si ipotizza che occuperà un terzo del mercato vegetariano complessivo.
Conbio è giunta a concludere questa operazione come quarto protagonista italiano del settore, dove è leader per quel che riguarda “ricerca e sviluppo” di diversi prodotti, un tempo di nicchia e adesso sempre più sulle tavole di tutti i consumatori. L’azienda di Santarcangelo, oltre a realizzare prodotti con marchio Granarolo, continuerà a distribuire prodotti con i marchi Conbio e Bio Appetì.
Il gruppo Granarolo rappresenta invece una solida realtà del settore agroalimentare e nel 2015 ha realizzato un fatturato superiore al miliardo di euro. Oltre che in Italia Granarolo ha siti produttivi in Francia, Cile, Brasile e Nuova Zelanda e adesso sta preparando lo sbarco negli Stati Uniti.

Nella foto, Paola Maugeri, che ha firmato la prima linea di tramezzini vegani per la grande distribuzione in collaborazione con la Con.Bio.