I commenti di Corrado Della Vista (Presidente di Conflavoro PMI Rimini), Marco Polazzi e Davide Ortalli (Presidente e Direttore CNA Rimini) e del Senatore Marco Croatti (M5S)
La svolta politica, più che urbanistica, annunciata dal Sindaco nei giorni scorsi insieme al Presidente di Camera di Commercio, non poteva che essere accolta con grande favore da tutti, a partire dalle categorie economiche che nel corso degli anni – chi più chi meno – hanno fatto appello alle amministrazioni comunali che si sono susseguite (in ogni caso, tutte dello stesso colore politico) perché superassero l’antistorico e antieconomico vincolo alberghiero imposto sugli immobili a destinazione ricettiva, in particolare su quelle strutture alberghiere in disuso – e spesso abbandonate, generatori di degrado nei quartieri – che sono andate fuori mercato da tempo.
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“Come Conflavoro Pmi Rimini“, commenta il Presidente Corrado Della Vista, “accogliamo positivamente questa decisione dell’amministrazione, che va nella direzione di consentire la riqualificazione di un patrimonio immobiliare oggi in parte fermo o fuori mercato. Il modello dell’ospitalità è profondamente cambiato, sono mutate la durata dei soggiorni, la struttura della domanda, la redditività media delle strutture e le aspettative dei turisti. Non possiamo ignorare che esistono centinaia di hotel chiusi o in difficoltà, alcuni collocati in contesti urbanistici complessi, con accessi limitati e caratteristiche strutturali che rendono ogni intervento di ristrutturazione antieconomico. In questi casi, la flessibilità urbanistica non è una concessione, ma una necessità per evitare ulteriore degrado. Accanto a questo, riteniamo molto interessante aprire una riflessione sul tema della perequazione urbanistica. La possibilità di trasferire cubature in aree già urbanizzate potrebbe rappresentare uno strumento strategico per liberare cemento in zone congestionate, creando nuovi spazi per parcheggi, aree verdi, servizi comuni, giardini e infrastrutture collettive capaci di migliorare la qualità urbana. In un territorio dove la necessità di abitazioni convenzionate e soluzioni abitative sostenibili è sempre più evidente, la perequazione potrebbe diventare una leva importante non solo per il turismo, ma per l’intero equilibrio urbano. Liberare spazi oggi saturi, invece di continuare a comprimere il territorio, significherebbe compiere un passo avanti anche sotto il profilo ambientale e sociale”. Della Vista, che recentemente aveva preso posizione in questi termini, aggiunge poi: “È altrettanto chiaro che le norme possono creare le condizioni, ma saranno gli imprenditori e gli investitori a determinare il vero cambiamento: la riqualificazione richiede capitali importanti e potrà avvenire solo se esisteranno prospettive economiche solide e sostenibili, non esistono interventi strutturali senza una logica di redditività. Per questo motivo, la modifica del vincolo deve essere inserita in una visione più ampia che tenga insieme urbanistica, attrattività, promozione e sviluppo economico. Solo creando domanda stabile e qualità urbana potremo attrarre investimenti capaci di incidere realmente sul volto della città. La vera sfida non è solo togliere un vincolo, ma avere il coraggio di ripensare l’assetto urbano della Rimini dei prossimi trent’anni”.
Dello stesso avviso anche Marco Polazzi e Davide Ortalli, rispettivamente Presidente e Direttore di CNA Rimini: “Condividiamo il percorso avviato dal Comune e lo sforzo di portarlo a compimento in tempi rapidi, perché rappresenta un passaggio fondamentale per il rilancio dell’economia dell’ospitalità e per rispondere alle mutate richieste del mercato turistico. Riteniamo particolarmente positivo anche il coinvolgimento della Camera di Commercio in un ruolo di garante e di terzietà rispetto al tema dell’antieconomicità delle strutture, un aspetto delicato che necessita di autorevolezza e imparzialità. Questa opportunità che potrà contribuire a risolvere l’annoso problema degli hotel dismessi e delle colonie”. Un tema che proprio Ortalli aveva toccato nell’intervista rilasciataci poche settimane fa (la ritrovate qui). “Trasformare il patrimonio edilizio esistente significa riqualificare la città senza consumare nuovo suolo”, proseguono i vertici di CNA, “è la vera sostenibilità, recuperare ciò che già c’è invece di invadere il territorio. Inoltre, un hotel abbandonato diventa spesso un presidio di degrado; restituirgli vita con nuovi progetti significa aumentare sicurezza e valore immobiliare per tutto il quartiere, non solo per chi investe. Guardando alla cosiddetta fase due, sarà fondamentale garantire tempi certi per l’iter autorizzatorio. In questo senso proponiamo anche la creazione di un ufficio dedicato alla consulenza interpretativa e allo snellimento burocratico, per accompagnare concretamente imprese e investitori. Con condizioni chiare e procedure efficienti, gli imprenditori troverebbero terreno fertile per sviluppare nuovi progetti, mentre il settore delle costruzioni — strategico per l’economia — potrebbe trovare uno sbocco importante dopo la stagione del superbonus e il successivo rallentamento. Infine, crediamo che questo percorso possa contribuire a restituire pieno valore all’immagine turistica della città: la cartolina di Rimini potrebbe tornare a splendere, liberandosi di quelle strutture degradate che oggi vanificano il grande lavoro di rigenerazione in atto”.
Soddisfatto e propositivio anche il Senatore del M5S, Marco Croatti, partito che sul tema – inserito all’interno del più grande ambito del prossimo PUG – aveva anche creato un evento pubblico, la cui posizione era nota da tempo (qui l’intervista sul vincolo alberghiero): “La decisione del Comune di Rimini di procedere alla rimozione del vincolo di destinazione alberghiera è un passaggio molto rilevante per il territorio e per la gestione del nostro patrimonio turistico-ricettivo. La trasformazione in vincolo turistico, il PUG, i prossimi bandi per le concessioni balneari rappresentano opportunità straordinarie per riscrivere la nostra offerta turistica e il futuro della Riviera. La rigidità del vincolo di destinazione non ha tutelato il settore alberghiero e la qualità della nostra offerta ricettiva, in molti casi si è trasformato in un fattore di immobilizzazione del capitale e di progressivo degrado urbano. Condivido la trasformazione in vincolo turistico che consente maggiore flessibilità urbanistica ma garantisce coerenza con le vocazioni del territorio e può portare grandi opportunità in termini di servizi, rigenerazione urbana, attrattività, riduzione del carico antropico. La vera sfida per la città sarà ora quella di governare queste grandi trasformazioni urbane in modo davvero efficace, perseguendo l’Interesse pubblico coinvolgendo non solo le categorie direttamente interessate ma tutte le anime della città, a partire dalle associazioni. Tanti sono gli stakeholder che possono e devono avere un ruolo in questa potenziale trasformazione che traccerà le strategie del territorio per i prossimi decenni. Il M5S parteciperà in modo propositivo e costruttivo a questa importante fase storica per Rimini”.


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