L'operazione vale 32,8 milioni di euro e AMIR riceve n. 58.678 Azioni “speciali di categoria A”, mantenendo al momento inalterato il proprio capitale sociale. Ma di fatto è uno "svuotamento funzionale" che porterà a breve alla messa in liquidazione
“Il 2026 si apre con un passaggio letteralmente storico per quanto riguarda AMIR Spa, azienda pubblica proprietaria delle infrastrutture del servizio idrico integrato della Provincia di Rimini”, ha annunciato Alessandro Rapone, Amministratore unico della storica azienda riminese, nata nel 1965 come AMAC (azienda municipalizzata acquedotti comunali), poi ri-denominata AMIR (azienda municipalizzata industriale Rimini) nel 1973 e che nel 1995 si era trasformata in Società per Azioni, mentre nel 2002- con il contestuale affitto del ramo d’azienda ad HERA Spa – era evoluta in una “società degli asset patrimoniali”.
Il fatto in sé non è affatto storico, ma quasi di normale amministrazione per una società di questo tipo, come del resto le assemblee dei soci avevano già deciso a dicembre nelle sedute del 9 e 22 conferendo mandato di sottoscrivere il conferimento delle reti di proprietà di AMIR Spa a “Romagna Acque – Società delle Fonti” Spa. Cosa che Rapone ha fatto a inizio anno presso il notaio Maltoni di Cesena. Nemmeno il valore, comunque enorme, dell’operazione rappresenta un fatto storico (precisamente sono 32,8 milioni di euro, tanto è il valore di perizia di migliaia di km di reti di acquedotto e fognatura (reti di adduzione, distribuzione e collettamento), impianti tecnologici e di trattamento (tra cui il depuratore di Santa Giustina), opere accessorie e complementari (serbatoi, vasche di accumulo e di laminazione), nonché terreni e beni su cui insistono gli impianti. “Questa importantissima trasformazione societaria, concepita come “Progetto Patrimoniale unica” si configura come un’iniziativa finalizzata ad un rafforzamento patrimoniale, in un’ottica sicuramente auspicabile di crescente efficientamento gestionale”, spiega Rapone. “Fermo restando che la logica sottostante è di tipo squisitamente politico”, avverte, prima di dare un giudizio estremamente logico e razionale sulla vicenda: “A ben vedere, questo conferimento rappresenta a tutti gli effetti una cessione di sovranità che il territorio riminese effettua sull’altare di quella “area vasta Romagna” che spesso si vuole come depositaria di un’azione razionalizzatrice, ma che non sempre nella realtà si traduce in una equilibrata distribuzione interprovinciale di risorse, competenze e centri decisionali”.
Di fatto, “l’impostazione generale, vagamente tecnocratica, tiene aperti alcuni interrogativi su come una politica riformista possa conciliare efficienza organizzativa e tutela del servizio pubblico: questo percorso, in atto nel nostro Paese da circa 30 anni nei servizi pubblici locali vede infatti una sempre maggiore attenzione alla logica industriale e finanziaria, con un allontanamento dei sistemi decisionali e gestionali di presidio dai rispettivi territori, in specie quelli minori e periferici. AMIR Spa in cambio delle Reti ha ottenuto (previo aumento di capitale sociale approvato all’unanimità nell’Assemblea soci di Romagna Acque –Società delle Fonti Spa del 12 dicembre) n. 58.678 Azioni “speciali di categoria A”, mantenendo al momento inalterato il proprio capitale sociale, che, in base al bilancio preconsuntivo 2025, si prevede in 37,7 milioni di euro (con un patrimonio netto di 40 milioni di euro)”. Sembrerebbe un valore importante, se non fosse che l’operatività della società non avrebbe più senso, per cui anche Rapone prevede un epilogo veloce e quasi certo: premesso che “il Servizio Idrico Integrato ovviamente, continua ad essere erogato sul nostro territorio con le stesse modalità operative”, “la prospettiva concreta di AMIR Spa dopo il suo “svuotamento funzionale” e la sua trasformazione in una “cassaforte” di azioni di “Romagna Acque – Società delle Fonti” SpA del territorio riminese, diventa quindi verosimilmente quella di una messa in liquidazione – previa nomina di un commissario ad hoc – dopo l’assemblea dei soci che si terrà la prossima primavera.


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