Il Comune investirà 4 milioni per espropriare l'area e demolire la struttura esistente
L’ex Colonia Enel, uno dei tanti immobili enormi e abbandonati che alimentano non solo il degrado visivo ma soprattutto quello sociale, potrebbe ben presto cambiare volto. O meglio, potrebbe finalmente essere rasa al suolo. Che non sarebbe nemmeno poco.
I tempi sarebbero infatti abbastanza veloci, fanno sapere dal Comune, dopo che “nell’ultima seduta la Giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico economica relativo alla riqualificazione dell’area, un documento che raccoglie le indicazioni operative che guideranno la prima fase di questa importante operazione che permetterà di dare nuova destinazione e nuova vita ad una zona centrale della marina riminese, già in evoluzione grazie alla riqualificazione promossa dal Parco del mare. Il progetto di fattibilità tecnico economica incorpora le osservazioni emerse dalla Conferenza dei Servizi che ha raccolto i pareri di tutti gli enti coinvolti e sarà la base per il progetto esecutivo che sarà approvato entro la fine dell’anno per poi procedere alla gara per l’affidamento dei lavori”. Va detto che l’operazione si è sbloccata con l’approvazione del Piano dell’arenile, che “ha anche effetto di apposizione di vincolo espropriativo sulla porzione privata dell’ex Colonia Enel, dunque anch’esso esecutivo”. Il riferimento è alla proprietà in capo alla società Il Ciliegio Fiorito, fallita qualche anno fa dopo che aveva acquistato l’ex colonia Enel per farne un hotel.
Ma ora in concreto, di cosa si tratta? Che fine farà l’immobile “in disuso e in stato di abbandono” (così scrive il Comune, ndr) e che si affaccia su viale Regina Margherita?
La “prima fase del progetto prevede l’intervento di demolizione dell’immobile, possibile solo dopo il completamento della procedura di esproprio dell’area, che secondo il cronoprogramma potrebbe entrare nella piena disponibilità dell’Amministrazione ad inizio 2026. In questo modo si conta di poter avviare e completare la demolizione del complesso entro l’estate e riconsegnare alla città un’area libera dal degrado. Per questa prima fase – acquisizione dell’area e demolizione dell’immobile – l’Amministrazione ha stanziato un investimento pari a 4 milioni di euro”.
I tempi sarebbero infatti abbastanza veloci, fanno sapere dal Comune, dopo che “nell’ultima seduta la Giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico economica relativo alla riqualificazione dell’area, un documento che raccoglie le indicazioni operative che guideranno la prima fase di questa importante operazione che permetterà di dare nuova destinazione e nuova vita ad una zona centrale della marina riminese, già in evoluzione grazie alla riqualificazione promossa dal Parco del mare. Il progetto di fattibilità tecnico economica incorpora le osservazioni emerse dalla Conferenza dei Servizi che ha raccolto i pareri di tutti gli enti coinvolti e sarà la base per il progetto esecutivo che sarà approvato entro la fine dell’anno per poi procedere alla gara per l’affidamento dei lavori”. Va detto che l’operazione si è sbloccata con l’approvazione del Piano dell’arenile, che “ha anche effetto di apposizione di vincolo espropriativo sulla porzione privata dell’ex Colonia Enel, dunque anch’esso esecutivo”. Il riferimento è alla proprietà in capo alla società Il Ciliegio Fiorito, fallita qualche anno fa dopo che aveva acquistato l’ex colonia Enel per farne un hotel.
Ma ora in concreto, di cosa si tratta? Che fine farà l’immobile “in disuso e in stato di abbandono” (così scrive il Comune, ndr) e che si affaccia su viale Regina Margherita?
La “prima fase del progetto prevede l’intervento di demolizione dell’immobile, possibile solo dopo il completamento della procedura di esproprio dell’area, che secondo il cronoprogramma potrebbe entrare nella piena disponibilità dell’Amministrazione ad inizio 2026. In questo modo si conta di poter avviare e completare la demolizione del complesso entro l’estate e riconsegnare alla città un’area libera dal degrado. Per questa prima fase – acquisizione dell’area e demolizione dell’immobile – l’Amministrazione ha stanziato un investimento pari a 4 milioni di euro”.
E una volta demolito tutto?
“Gli obiettivi della pubblica amministrazione pertanto sono”, si legge nella delibera della Giunta del 18 novembre: “espropriare la porzione di area che risulta essere di proprietà Il Ciliegio Fiorito S.r.l.; demolire l’ex Colonia Enel che si configura attualmente come una struttura inattiva già da diversi anni; riqualificare l’intera area che si affaccia sul tratto del Parco del Mare, affinché ne diventi parte integrante; creare un parco urbano quale polmone per l’area densamente edificata con la creazione di spazi con area a verde e adeguatamente ombreggiate”.
Per cui “dopo l’estate si partirà con i lavori di vera e propria trasformazione dell’area, che diventerà un nuovo spazio pubblico da vivere tutto l’anno, pienamente accessibile, capace di accogliere molteplici funzioni come attività culturali, sportive, ricreative e sociali. Una piazza verde integrata nel Parco del Mare che avrà anche il ruolo di ‘cerniera’ con la città, per una riqualificazione che abbraccia l’arenile e la zona più a monte”. Con questa spiegazione, al solito molto fumosa, non si capisce bene cosa diventerà, con il rischio di ritrovarsi l’ennesimo “non luogo” senza identità, come altri sono sorti in questi anni. Forse sarebbe meglio avere un progetto più preciso, da illustrare al meglio anche alla cittadinanza prima dell’inizio dei lavori. Anche se, come detto, la demolizione sarà già un bel passo avanti.
Va detto poi che “la proposta comprende anche la possibilità di realizzare servizi innovativi con partenariato pubblico e privato, coerenti con il Piano dell’arenile. Questa seconda fase è co-finanziata dalla Regione Emilia Romagna attraverso il “Bando Rigenerazione Urbana 2024” per 1.250.000 euro, pari al 50% dell’investimento previsto”. “Crediamo fortemente nel valore di questa operazione – commenta il sindaco Jamil Sadegholvaad – perché oltre a ridare vita ad un luogo oggi degradato, una ferita della nostra città, questo intervento è un segnale preciso e nuovo della volontà di orientare gli investimenti pubblici e privati nel recupero delle aree delle colonie marine quale volano di sviluppo per il futuro della zona sud di Rimini e quindi di tutta la città”.
“Gli obiettivi della pubblica amministrazione pertanto sono”, si legge nella delibera della Giunta del 18 novembre: “espropriare la porzione di area che risulta essere di proprietà Il Ciliegio Fiorito S.r.l.; demolire l’ex Colonia Enel che si configura attualmente come una struttura inattiva già da diversi anni; riqualificare l’intera area che si affaccia sul tratto del Parco del Mare, affinché ne diventi parte integrante; creare un parco urbano quale polmone per l’area densamente edificata con la creazione di spazi con area a verde e adeguatamente ombreggiate”.
Per cui “dopo l’estate si partirà con i lavori di vera e propria trasformazione dell’area, che diventerà un nuovo spazio pubblico da vivere tutto l’anno, pienamente accessibile, capace di accogliere molteplici funzioni come attività culturali, sportive, ricreative e sociali. Una piazza verde integrata nel Parco del Mare che avrà anche il ruolo di ‘cerniera’ con la città, per una riqualificazione che abbraccia l’arenile e la zona più a monte”. Con questa spiegazione, al solito molto fumosa, non si capisce bene cosa diventerà, con il rischio di ritrovarsi l’ennesimo “non luogo” senza identità, come altri sono sorti in questi anni. Forse sarebbe meglio avere un progetto più preciso, da illustrare al meglio anche alla cittadinanza prima dell’inizio dei lavori. Anche se, come detto, la demolizione sarà già un bel passo avanti.
Va detto poi che “la proposta comprende anche la possibilità di realizzare servizi innovativi con partenariato pubblico e privato, coerenti con il Piano dell’arenile. Questa seconda fase è co-finanziata dalla Regione Emilia Romagna attraverso il “Bando Rigenerazione Urbana 2024” per 1.250.000 euro, pari al 50% dell’investimento previsto”. “Crediamo fortemente nel valore di questa operazione – commenta il sindaco Jamil Sadegholvaad – perché oltre a ridare vita ad un luogo oggi degradato, una ferita della nostra città, questo intervento è un segnale preciso e nuovo della volontà di orientare gli investimenti pubblici e privati nel recupero delle aree delle colonie marine quale volano di sviluppo per il futuro della zona sud di Rimini e quindi di tutta la città”.


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