Casadei (Azione): "Il Sindaco chiede collaborazione al centrodestra mentre lo accusa di cavalca il basso consenso"
Il Sindaco lamenta una presunta mancata collaborazione delle opposizioni sulla questione della moschea. È però sotto gli occhi di tutti che l’impatto di simili strutture generi preoccupazioni legittime: è normale che i cittadini, al di là del colore politico, si pongano sulla difensiva quando mancano certezze.
Se il Sindaco afferma che il centrosinistra “fa politica” mentre il centrodestra “cavalca il basso consenso”, cade in una contraddizione clamorosa:
1) se è così convinto delle sue scelte, decida in autonomia forte della sua maggioranza in Consiglio;
2) ci spieghi invece perché, quando pensa di incassare applausi, procede spedito in solitaria, mentre quando le scelte sono osteggiate invoca improvvisamente la “collaborazione”.
La verità è che a Rimini c’è un partito che amministra guardando solo al consenso delle lobby: il PD.
Un partito che calpesta la partecipazione democratica, come dimostra il rifiuto di creare un decentramento autentico.
Dare vita a vere istituzioni di quartiere significherebbe agire con atti formali e vincolanti; è molto più comodo avere le mani libere e sostituire la democrazia istituzionale con slogan, rendering e “incontri pre-selezionati” ad uso e consumo della propaganda. Gli esempi si sprecano, a partire dalle varianti urbanistiche decise da “pochi intimi”.
Sulla questione moschea la strada corretta era una sola: inserirla nel Piano Urbanistico Generale (PUG) che doveva essere completato nei tempi previsti. Si sarebbero evitate improvvisazioni e cambi di destinazione d’uso senza logica. Per capirci: i paladini del “cemento zero” chiudono aree artigianali esistenti per aprirne di nuove su terreni vergini. Alla faccia dei soliti paroloni su riuso, riqualificazione e stop al consumo di suolo. Questa non è politica, è democrazia a corrente alternata.
Stefano Casadei
Segretario Provinciale Azione Rimini


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