Il problema è oggi la manutenzione, ma quando si decise di far insediare così tante attività nell'area, non si potevano trovare soluzioni migliori?
L’annuncio del cantieramento della Tolemaide è una bella notizia, anche se a ben guardare è molto più entusiastica della realtà. Primo perché non tutta la strada verrà sistemata a dovere, ma solo un piccolo tratto: “Per il primo stralcio del progetto di manutenzione della pavimentazione stradale della SP 136, che interessa il tratto dal km 3+395 (rotatoria con la SS 16) al km 1+300 (rotatoria “Mitica”), la Provincia di Rimini”, si legge nella nota stampa diffusa nelle scorse settimane, “ha stanziato un milione di euro, i lavori sono in fase di appalto e verranno eseguiti in primavera”. In seconda battuta è ancora peggio, perché se è vero che c’è la volontà di completare i lavori anche sul restante tratto della Tolemaide, è altrettanto vero che i soldi per farlo non ci sono ancora e non si sa nemmeno quando si vedrà il secondo cantiere: ad ammetterlo è la Provincia stessa, quando spiega la propria “consapevolezza della non facile reperibilità delle ingenti risorse necessarie per l’intervento complessivo”, motivo per cui “si è proceduto ad un lavoro per stralci, privilegiando scelte progettuali orientate a minimizzare l’impatto dei cantieri sul traffico e sull’ambiente con procedure che consentano una rapida esecuzione”. E allora? “Per il secondo stralcio, quello che andrà a completare la manutenzione della SP 136, la Provincia sta procedendo con la sua progettazione, nella prospettiva di poter candidare l’intervento a finanziamenti a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione, per il tramite della Regione Emilia-Romagna”. Quel “poter candidare” dice tutto.
O meglio, non dice tutto in verità. Del resto la viabilità è lo specchio della pianificazione urbanistica e la Tolemaide è un esempio palese di come spesso ragionino gli amministratori degli enti pubblici.
“La Tolemaide”, conferma infatti la Provincia di Rimini, “è uno degli assi strategici del territorio provinciale per la sua funzione di collegamento alle aree a forte richiamo turistico e a quelle caratterizzate da insediamenti industriali e produttivi (Fiera di Rimini, Centro Agro Alimentare Riminese, IKEA, per citare quelli principali). C’è piena consapevolezza della sua importanza e, ancor più, delle legittime esigenze dei cittadini e dei lavoratori delle imprese che la percorrono quotidianamente. L’Ufficio Viabilità della Provincia è da tempo impegnato, da un lato, a reperire le risorse necessarie per la sua sistemazione definitiva, dall’altro ad assicurare nel frattempo la necessaria manutenzione ordinaria”.
Il problema oggi è la manutenzione straordinaria di questa arteria viabilistica, certo, ma quando si è deciso di insediare e di far insediare “Fiera di Rimini, Centro Agro Alimentare Riminese, IKEA, per citare quelli principali” come scrive la Provincia di Rimini, non si poteva pensare a soluzioni migliori? Lo stesso vale per l’autostrada, che adesso – mica prima di spostare e ingrandire la fiera in un’area scollegata – ci si arrovella per farsi fare il terzo casello dell’A14.


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