La variante alla Statale 16 “muore” prima di partire: per 25 anni si è sognato (e promesso) di risolvere il problema del traffico, ma per la riviera riminese i soldi non ci sono mai

La variante alla Statale 16 “muore” prima di partire: per 25 anni si è sognato (e promesso) di risolvere il problema del traffico, ma per la riviera riminese i soldi non ci sono mai

La sentenza del TAR potrebbe essere la pietra tombale al progetto definitivo che risale al 2009

La nuova strada trova la strada chiusa. La sentenza del Tar che boccia la proroga della Via sembra chiudere definitivamente una storia lunga oltre 25 anni. Una storia fatta di sogni, polemiche, promesse e tanto altro, ma sicuramente non di soldi. Perché quelli – come per tante altre opere sospese – per la riviera riminese non ci sono mai. In questo senso ha ragione il Sindaco di Rimini e Presidente della Provincia di Rimini, Jamil Sadegholvaad, quando commenta che la sentenza del TAR (che ha accoltoil ricorso dei residenti lungo il tracciato Bellaria-Misano Adriatico, ndr) ha “paradossalmente un grande merito perché fa chiarezza, al di là delle innumerevoli strumentalizzazioni e forzature politiche lungo un decennio, sul destino di un’opera, chiaramente finita dal 2020 su un binario morto”. Il problema è uno in particolare: “Senza alcun finanziamento per la sua realizzazione, il costo è di oltre un miliardo di euro, l’intervento di ampliamento della sede stradale lungo i 28 chilometri che separano Bellaria da Misano era praticamente già finito da anni nel porto delle nebbie – dice Sadegholvaad -. Io stesso, non più tardi di 6 mesi fa, avevo pubblicamente chiesto ad Anas e ai ministeri competenti di fare chiarezza: la volete fare o no? Adesso, come spesso accade in Italia, ci ha pensato la giustizia, in questo caso amministrativa, a decidere”. Secondo Sadegholvaad, infatti, la sentenza del Tar “nei fatti smonta tutto il lavoro del ministero dell’Ambiente e di Anas. E visto peraltro che neanche un euro del miliardo e passa necessario alla realizzazione dell’opera era stato stanziato (sorte che accomuna questa variante alla nuova Marecchiese, ad esempio), non credo proprio che l’organo politico e quello di gestione della rete stradale faranno la corsa per impugnare in appello la sentenza. Sono comunque decisioni che spettano solo a loro. Certo è che il problema di migliorare e decongestionare il tratto in questione della rete viaria provinciale resta tutto ed è una questione che non dovrebbe riguardare solo il territorio locale”. Già, il problema resta. Anzi, il problema che si presentava 20-25 anni fa si è pure ingigantito e molto anche grazie alle scelte che hanno fatto gli amministratori sul territorio, non solo a livello regionale (che anche se non è vero, sembrano godere come dei matti a vedere la provincia riminese senza progetti di ampio respiro in termini viabilistici e logistici). Basti pensare allo sviluppo della fiera, che è un bene e un male allo stesso tempo: un bene per l’indotto e il retaggio a livello turistico e commerciale, ma un male perché più cresce la fiera più aumentano i disagi sulla viabilità di tutta la provincia quando ci sono le grandi manifestazioni. E farla lì, lontana dai caselli autostradali, non si può dire che sia stata una scelta di Bologna o di Roma.
Certo è che a Roma toccherà ora andare a bussare un po’ più forte di qualche letterina ad Anas, come intende fare il Senatore Marco Croatti (M5S), che subito ha preso la palla al balzo: “Con lo stop definitivo alla variante della statale 16 è ora necessario ridefinire le priorità infrastrutturali del territorio, investire per migliorare la sicurezza e decongestionare i flussi di traffico dell’attuale tracciato. In tal senso solleciterò il governo e ANAS con una interrogazione parlamentare per capire quali interventi alternativi siano previsti per rispondere alle criticità viarie del tratto Bellaria-Misano che oltre 25 anni fa era stato interessato dal progetto della variante perduta”. Ovviamente Croatti non evita di ricordare la posizione assunta dal suo partito nel recente passato, visto che “come M5S abbiamo espresso più volte perplessità sul tracciato della variante alla SS16, sul suo impatto ambientale, sui dati di traffico su cui era basato, vecchi di decenni, e proprio per questo abbiamo inserito nel programma della regione Emilia Romagna la necessità di aggiornare il disegno strategico di pianificazione dell’assetto stradale della regione”. Quindi? “In tale ottica riteniamo che ‘spostare’ risorse – che comunque devono essere stanziate – sull’attuale tracciato invece che su nuove varianti possa essere un positivo compromesso per il nostro territorio. Aspettiamo intanto segni di vita da parte di governo, ministero ed ANAS che in questi quattro anni sono stati incapaci di fare chiarezza, di dare risposte e di trovare soluzioni per la statale 16. I comuni della provincia e i cittadini meritano risposte e ora che la variante alla SS16 è ufficialmente saltata pretendono investimenti alternativi adeguati per il territorio”.

 

COMMENTI