Lo spettacolo di Piazzetta San Bernardino: in scena c’è il degrado, ma la regia è affidata all’incuria

Lo spettacolo di Piazzetta San Bernardino: in scena c’è il degrado, ma la regia è affidata all’incuria

I bivacchi e balordi notturni hanno preso il sopravvento in un luogo dove, però, manca completamente manutenzione e attenzione da parte di chi dovrebbe tutelare se non la quiete e la sicurezza dei residenti, almeno gli arredi pubblici

Se come in un passato assunto recitava che a Rimini “tutto si immagina”, oggi siamo andati oltre e in molti luoghi del Centro “tutto è possibile”, e vogliamo raccontare alcuni esempi.
C’è, ad esempio, un luogo che riunisce molteplici espressioni filosofiche dell’incuria dove queste si manifestano nelle loro molteplici forme. Se ti senti un creativo del degrado, hai una bicicletta o un rudere della stessa, o ami bivaccare nottetempo magari vinto da qualche sostanza inebriante, oppure semplicemente espletare bisogni corporali ecco il luogo adatto per te; Piazzetta San Bernardino.

In questo luogo costoro possono tranquillamente dare il meglio di sé lasciando delle testimonianze del loro schema mentale, che spesso poi restano nel tempo a futura memoria. 

Già in passato ci siamo occupati – invano –  (qui) di questo luogo in cui allora (eravamo nel 2018), era avvenuta la mutilazione del piede di un angioletto di una delle statue di Carlo Sarti, peraltro mai riparata.
Ma c’è anche una povera pianta che fruttifica … bottiglie vuote, o che semplicemente le ospita dopo essere state svuotate del loro contenuto, per passare un’allegra serata.
Oggi nonostante una telecamera vera o finta che sia, ovviamente inutile per la dissuasione delle gesta dei creativi frequentatori, la situazione è peggiorata rispetto ad allora. La piazzetta è impreziosita da ammassi di biciclette alcune ridotte a ferraglia dopo essere state asportate delle parti che potevano interessare ai nuovi fruitori, da panchine imbrattate da idiozie assortite, e spesso coperta dei residui degli allegri e impuniti bivaccatori notturni e solite scritte sui muri. Infine anche il leggio che narra una dolorosa vicenda che avvenne in quel luogo, contribuisce a completare l’ameno quadretto; anche se, badate bene, promette una presunta “Città d’arte” che alberga solo nei sogni di qualcuno poiché assai distante dalla realtà. Ciò che dovrebbe essere un esempio di riqualificazione, si presenta arrugginito, scalcinato ed esso stesso organico al degrado che affligge la Piazzetta, che inoltre per vari moritivi è divenuta quasi giornalmente un parcheggio di autoveicoli.

Peccato che tutto ciò vada in scena in uno dei più caratteristici e begli angoli della città, ma anche ricco di una sua peculiarità affascinante ed anche per quel dovuto rispetto per quelle 56 persone che il 28 Dicembre 1943, in occasione di uno dei bombardamenti che colpirono Rimini, perirono in un rifugio proprio in Via San Bernardino. Un luogo da cui si accede al prestigioso Archivio di Stato ed alla bellissima chiesa di S. Bernardino, laddove coloro che accedono a questi due siti non possono che assistere al triste spettacolo che gli è riservato; ma che non viene neppure risparmiato alle comitive di turisti che visitano la nostra Città.
Ad onor del vero a distanza di qualche ora dalle fotografie prese, le massime espressioni dei bivaccatori erano state raccolte; ma è un rito che si consuma quasi quotidianamente e non un caso sporadico. A questo punto ci si chiede se chi amministra la città la conosca in tutti i suoi aspetti, e abbia la capacità di porre rimedio alle molte criticità, di cui questa non è l’unica, che interessano il Centro. E il leggio che testimonia loquacemente una presunta città d’arte arrugginita, lo conferma.

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