Il caso dei poli logistici di Imola e San Pietro in Casale stuzzica il manager pubblico forse più apprezzato in Italia e all'estero, che colpisce uno dei tanti nervi scoperti della classe dirigente del centrosinistra emiliano-romagnolo
“Non molti giorni fa, commentando le polemiche intorno al polo logistico previsto a Imola, segnalavo l’assenza di un piano regionale, piuttosto grave se si considera che da almeno dieci anni anche i bambini sanno che la logistica è una delle nuove frontiere dello sviluppo territoriale (l’evaporazione delle capacità pianificatorie della Regione Emilia-Romagna – si sarà capito – è una delle mie ossessioni). Ecco oggi un altro clamoroso caso, questa volta a San Pietro in Casale, e pare di poter dire che anche la Città metropolitana bolognese sia da tempo distratta nella materia (non parliamo poi della fine che sta facendo il “consumo di suolo zero”, uno dei cavalli di battaglia di Stefano Bonaccini). Infine, il proliferare di centri logistici gomma/gomma fa pensare che il sistema trasportistico italiano abbia rinunciato all’interscambio fra strada e ferrovia per i percorsi medio-lunghi, idea che sembrerebbe invece strategica e che fu all’origine dell’interporto bolognese (non poteva essere oggetto del PNRR?)”. Con questo post sui social, l’ex Assessore Regionale Mauro Felicori affonda un destro-sinistro da ko all’amministrazione regionale e, di fatto, anche alle precedenti, che essendo sempre state rette da Giunte e Presidenti di centrosinistra, si fa presto a “identificare” anche quella classe politica e dirigente incapace di fare vera pianificazione. La logistica, del resto, è un tema fondamentale nell’economia moderna, e andrebbe affrontata con giudizio, mentre a sentire Felicori (che è uno dei manager pubblici più apprezzati in Italia e nel mondo, soprattutto dopo l’esperienza straordinaria come Direttore della Reggia di Caserta, ma anche in veste di Assessore regionale alla Cultura e al Paesaggio ha portato a casa i suoi successi) non è proprio così. Lo stesso – lo sanno bene i riminesi – vale per i trasporti, con la “guerra degli aeroporti” e con una viabilità che guarda sempre dopo e spesso male verso il lembo meridionale della nostra regione. Per non parlare delle ferrovie, con i Comuni della costa romagnola che perorano la causa dell’industria del turismo per avere l’alta velocità (che a sentire le ultime discussione pare non si farà mai). La pianificazione, un’ossessione per Felicori, un dramma per i cittadini e le imprese.


COMMENTI