L'ex Direttore Giovanni Sassu ha assunto l'incarico di direttore della Pinacoteca del Guercino di Cento
Finalmente una bella notizia per la cultura ma, ahimè, non per Rimini. Come si può leggere nei vari siti di informazione, l’ex direttore del Museo della nostra città Giovanni Sassu, che purtroppo ha concluso la sua esperienza in brevissimo tempo alla fine dello spirato anno per “motivi personali e famigliari”, ha assunto l’incarico di direttore della Pinacoteca del Guercino di Cento; onore al merito. In particolare si riporta con grande enfasi su un mezzo d’informazione locale la dichiarazione del Sindaco di quel paese, che “Saprà ampliare il nostro raggio d’azione ad altri aspetti d’arte”. Chissà perché però mi soggiungono alla mente le famose giustificazioni “per motivi familiari” che si adducevano in età scolastica allorquando ci si assentava da scuola. Ma allora eravamo ragazzotti e non smaliziati dalla vita che ci avrebbe accolto in seguito.
E dire che la sua nomina a Rimini nel 2022 era stata annunciata con grande orgoglio dall’amministrazione cittadina fino a quando, colpo di scena, appena nel 2024 giungevano le proprie dimissioni. Una vera grave perdita, e un’occasione persa per la città; perché fin da subito aveva dimostrato una certa dinamicità nell’organizzare vari eventi culturali guidati nella struttura museale, peraltro di successo e molto seguiti come tra le altre, ad esempio e non solo, l’ultima del 12 dicembre scorso dal titolo “Dal buio alla luce, opere dai depositi del Museo della Città”, con cui ci è stata offerta l’occasione di ammirare tre opere custodite nei depositi, normalmente lontane dagli occhi del pubblico, quali il prezioso frammento scultoreo che raffigura la Traditio Legis, il suggestivo “Cristo morto sorretto da un angelo”, ispirato alle opere di Michelangelo e Taddeo Zuccari, l’intenso Autoritratto di Alfredo Scarponi.
Nel clima di un museo immoto, dove nei magazzini giacciono importanti testimonianze artistiche che nessuno mai vedrà, sembrava essersi schiusa una luce protesa verso una speranza, che faceva intravvedere la possibilità di un nuovo corso culturale dopo avere assistito al fallimento dei modelli forzatamente fino allora propinati e che, nonostante ciò, si continuano ostinatamente a proporre senza un senso compiuto. Ora quindi tra qualche problemuccio (qui) si cerca un nuovo Direttore della prestigiosa struttura culturale cittadina, ma sorge spontanea una riflessione.
Una città come Rimini con il suo glorioso passato e le sue tante testimonianze storiche, spesso neglette e negate, è stata per lungo tempo priva di un Direttore del suo importante museo. E quando nominato è stato in carica per breve tempo, nonostante avesse, come accennato, già da subito manifestato capacità e intenzione di valorizzarlo con idee chiare frutto di un preciso progetto. Ma al contrario di come accade in ogni bella favola non è seguito un lieto fine.
Nell’abbondante quindicennio trascorso, ed attualmente, la cultura riminese è stata gestita in modo autoreferenziale, personalistico e unilaterale senza dare spazio a confronti costruttivi con chi veramente conosce ed opera nello specifico settore. Ma quel che ne è derivato, è che coloro che dissentivano, e dissentono, costruttivamente dal progetto istituzionale, sono stati sempre considerati quali nemici e non una risorsa per un miglioramento; poi però nonostante i palesi insuccessi, si continua perpetrando questa chiara linea perdente.
In questo clima cosa serve quindi a Rimini? Un direttore che assenta e perpetui quelle scelte, o un personaggio che sia veramente in grado di rilanciare e cambiare il corso della cultura riminese, magari anche con poteri decisionali? Difficile capirlo, ma neppure più di tanto dato che anche il Teatro Galli continua a non avere un proprio Direttore; e questi indicatori lasciano poco spazio alla speranza per un futuro migliore.
Auguri quindi al prossimo Direttore del Museo che potrà avere due scelte; la prima di continuare a proseguire stancamente lo “status quo” qulturale (“q” volutamente per distinguere dalla vera cultura). Oppure creare innovazioni e concreti cambiamenti culturali di rilievo, come quelli seguiti con l’avvento di Sassu; ma in quest’ultimo caso … doppi auguri e, magari, il prescelto potrà già pensare a quali motivazioni rendere per annunciare il suo addio all’incarico.


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