Miramare deve rinunciare al sogno del Pala-Bis e anche alle spiegazioni sul futuro della Novarese

Miramare deve rinunciare al sogno del Pala-Bis e anche alle spiegazioni sul futuro della Novarese

L'incontro pubblico dell'altra sera ha un po' deluso e avvilito i residenti della zona sud, soprattutto rispetto alla riqualificazione dell'ex colonia, che era poi il titolo dell'evento stesso

Se un evento si chiama “Area Novarese quale futuro”, ci si aspetta che si parli di progetti, idee o almeno promesse politiche. E invece i residenti della zona sud di Rimini sono tornati a casa un po’ avviliti, quasi rassegnati ad essere e a rimanere cittadini di serie B. La periferia, insomma.
Lode agli organizzatori, ovviamente, dei “Comitato Rimini Sud”, Comitato Turistico di Miramare”, “Comitato Turistico di Rivazzurra”, “Conflavoro Rimini”, “Proloco Miramare” che hanno raccolto le istanze e le richieste dei residenti, coinvolgendo oltre 300 persone nella sala dell’hotel Touring e più di 2mila collegate alla diretta streaming. Sul palco anche l’amministrazione comunale al gran completo, con il sindaco Jamil Sadegholvaad in testa alla delegazione della sua giunta composta da ben 4 assessori. “A Miramare sono cresciuto e ce l’ho nel cuore. Ma non ce la faccio a dire le patacate alla gente, a promettere cose che non sono realizzabili”. Così il primo cittadino ha smorzato gli entusiasmi di chi, da qualche mese sognava il Palacongressi di Miramare, sulla scia dell’annuncio – proprio dello stesso sindaco – di un secondo impianto per il congressuale, perché quello in centro non basta più. Ma non si farà a Miramare, perché… perché costa troppo!
Sfumata questa idea – che come scrivemmo era una patacata se non un modo per distrarre e tenere buoni “quelli della zona sud”: avevamo purtroppo ragione, non era realizzabile – e passate in carrellata le opere comunque realizzate e in fase di realizzazione (che ci sono e nessuno nega) resta però il tema dei temi: la Novarese. Bene che il Comune l’abbia acquisita, ma per farci cosa? Non si sa. Eppure il tema dell’incontro era proprio quello e alla fine dall’amministrazione qualche cosa dovevano tirare fuori: “Faremo dei condhotel”. Chi? L’amministrazione riminese che da anni tergiversa sul tema? Quell’amministrazione che in barba alle richieste del mercato e alle possibilità date dalle leggi regionali ancora non ha dato il via libera all’operazione? Magari sarà un’altra amministrazione, una che – magari – non intervenga sull’anacronistico vincolo alberghiero solo perché glielo impone la Cassazione. Un’amministrazione che non aspetti sempre l’ultimo minuto per far partire il PUG e sperare che dentro ci finirà di tutto. E, nel caso specifico, un’amministrazione che sulla Novarese abbia le idee chiare di cosa farci, di come ridare ai residenti della zona qualcosa di più di un’idea o qualche sogno irrealizzabile. Siamo d’accordo con il sindaco: non si raccontano le patacate alla gente.
Però ogni tanto, oltre a non illuderle, bisognerebbe anche dargli qualche cosa di concreto.

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