“Non chiudete la piscina comunale, c’è chi metterebbe le risorse”: raccolte 1300 firme per l’impianto. La Provincia: “Incontreremo il Comitato per conoscere questi investitori”

“Non chiudete la piscina comunale, c’è chi metterebbe le risorse”: raccolte 1300 firme per l’impianto. La Provincia: “Incontreremo il Comitato per conoscere questi investitori”

In attesa del nuovo Polo natatorio di Viserba, cresce la preoccupazione per le sorti della vecchia piscina comunale (oggi di proprietà della Provincia), che dovrebbe chiudere a fine marzo, salvo proposte economiche da parte dei privati, che sembra non manchino

“Il 31 marzo prossimo la piscina comunale di Rimini cesserà la propria attività dopo 54 anni di servizio alla città, determinando la chiusura di una struttura storica che per oltre mezzo secolo ha rappresentato un presidio sportivo, educativo e sociale per migliaia di cittadini”. Migliaia come quelli (1.300) che hanno firmato a sostegno del Comitato per la Tutela della Vecchia Piscina Comunale di Rimini. “Siamo di fronte alla chiusura di un impianto che ha accompagnato generazioni di riminesi e che ha svolto una funzione pubblica fondamentale per studenti, anziani, famiglie e società sportive. Non si tratta di un semplice edificio, ma di un servizio essenziale”, avvertono dal Comitato. “L’Amministrazione comunale ha più volte affermato che non è stata ancora assunta una decisione definitiva sul futuro dell’impianto, precisando che la proprietà della struttura è della Provincia. Questa situazione di incertezza, a pochi giorni dalla chiusura, rende indispensabile un chiarimento istituzionale immediato, pubblico e responsabile. Alla luce della concreta e documentata manifestazione di interesse da parte di soggetti privati, disponibili a investire risorse significative per la ristrutturazione dell’impianto e per garantirne il mantenimento in esercizio, è stata formalmente inoltrata alla Provincia una richiesta di incontro istituzionale. Riteniamo doveroso valutare nel merito questa opportunità, che consentirebbe di salvaguardare un servizio pubblico storico senza gravare sulle risorse della collettività. Ad oggi, tuttavia, non è ancora pervenuto alcun riscontro. Una risposta non è più rinviabile ed è dovuta innanzitutto ai circa 1.300 cittadini firmatari della petizione, che hanno chiesto con forza di non procedere alla chiusura della piscina e di tutelare un servizio pubblico centrale per la città”.
Tirata per giacchetta, la Provincia di Rimini ha diramato subito una nota stampa con cui apre le porte al dialogo, ma fa intendere che di quella iniziativa privata non ne sapeva nulla: “In relazione al comunicato stampa odierno del Comitato per la Tutela della Vecchia Piscina Comunale di Rimini, pubblicato su alcuni media locali, l’Amministrazione provinciale di Rimini precisa che nei prossimi giorni incontrerà il Comitato, come da richiesta di appuntamento pervenuta lo scorso 15 dicembre. L’incontro sarà l’occasione per venire a conoscenza dei contenuti “della concreta e documentata manifestazione di interesse da parte di soggetti privati, disponibili a investire risorse significative per la ristrutturazione dell’impianto e per garantirne il mantenimento in esercizio””.
Insomma, in Provincia sembrerebbero cadere dalle nuvole, ma il Comitato ha dato per certa questa disponibilità, per cui si andrà a carte scoperte durante l’incontro annunciato.
Detto ciò, il Comitato spiega le proprie ragioni in maniera più approfondita, ricordando che “l’Italia è tra i Paesi europei con il più basso numero di piscine pubbliche in rapporto agli abitanti e, in questo quadro, chiudere un impianto storico significa aggravare una carenza strutturale già evidente. La chiusura di una piscina pubblica non è mai una scelta neutra: colpisce studenti, anziani e famiglie, aumenta le disuguaglianze sociali e spinge i cittadini verso servizi privati spesso economicamente inaccessibili. I dati territoriali confermano ulteriormente le criticità della scelta. Negli altri capoluoghi di provincia della Regione, l’apertura di un nuovo impianto non ha mai comportato la chiusura di quello esistente”. Il riferimento è ovviamente al nuovo Polo natatorio di Viserba, per il quale è stata affidata a fine dicembre la gestione dell’impianto al raggruppamento temporaneo di imprese “ACQUA RIMINI”, composto da AROUND SPORT Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica (mandataria capogruppo), Consorzio CFA Soc. Coop. Sociale, Associazione Polisportiva Garden, UISP – Comitato Territoriale di Rimini APS, Unione Sportiva ACLI APS Rimini.
“Rimini, inoltre”. aggiungono dal Comitato, “pur essendo una città di mare, è l’unico capoluogo regionale a non disporre di una vasca da 50 metri. Mentre Rimini si avvia a mantenere una sola piscina per oltre 150.000 abitanti, Cesena ne ha due, Forlì due, Ravenna quattro e Parma quattro. Sono numeri oggettivi, che parlano da soli. Infine, il punto centrale: di fronte alla concreta possibilità di mantenere aperto un impianto pubblico a costo zero per la collettività, risulta oggettivamente difficile comprendere le ragioni di una chiusura definitiva senza aver prima valutato in modo serio, trasparente e responsabile tutte le alternative. In una città come Rimini, la perdita di una piscina pubblica storica non è una razionalizzazione, ma un arretramento nei servizi essenziali alla comunità. Chiediamo quindi a Comune e Provincia di assumere una posizione chiara, mettendo al centro l’interesse pubblico, la volontà espressa dai cittadini e la tutela di un servizio che non può essere sacrificato senza un confronto aperto, istituzionale e trasparente”.

 

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