Patrocinio e Museo: assist del Comune di Rimini alla candidata della Bonino

Patrocinio e Museo: assist del Comune di Rimini alla candidata della Bonino

Un pomeriggio mascherato da “formazione politica dei giovani”: al microfono Federica Sabbati, già segretaria generale ALDE oggi in lista per +Europa. Lavora per il network europeo dei costruttori di caldaie e si propone di «portare la transizione energetica in ogni casa».

A una settimana dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, il Comune di Rimini – una istituzione che dovrebbe essere di tutti, vedi Costituzione, Art. 114 («La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato») – si distingue per sobrietà, equilibrio, imparzialità.
Infatti, mentre a correre per lo scranno di deputati europei sono centinaia di politici suddivisi in ben diciassette liste, il Comune di Rimini ne ha scelto uno, e solo uno, ai piedi del quale stendere il tappeto (rosso) con il Patrocinio istituzionale e la “lochéscion” più prestigiosa che poteva, il Museo della Città.

Chi è il privilegiato in questione? Federica Sabbati, in giovane età “prima donna Segretario Generale dell’Internazionale Liberale, e in seguito del Partito Europeo dei Liberal-Democratici (ALDE), la terza forza politica europea”, oggi candidata nella circoscrizione nord-est nel partito +Europa di Emma Bonino (citiamo dalla breve biografia).

L’invito all’evento di “Pensare Politico”: cerchiato in rosso il patrocinio del Comune di Rimini

La candidata sarà ospite, sabato 18 maggio, dell’associazione “Pensare Politico” che – dice una nota – «invita i giovani e tutta la cittadinanza riminese ad un incontro di formazione in viste delle elezioni europee di Domenica 26 Maggio». Una giornata di “formazione” ben decisamente orientata a sinistra, visto che la Sabbati coordinerà la prima parte della giornata, dalle 16.00 alle 17.00, comprendente «laboratori su partiti, sistema elettorale, storia e istituzioni dell’Ue», per poi intervenire anche nella seconda parte, dalle 17.00 alle 18.30, come relatrice alla «tavola rotonda volta a fornire spunti di approfondimento e riflessione». Con lei un paio di esperti ed anche Federico Fabbrini, uno studioso noto per l’incarico universitario nella Dublin City University e quello di Founding Director del DCU Brexit Institute, istituto di studi espressamente dedicato all’uscita del Regno Unito dall’UE. Il professor Fabbrini, per intenderci, interviene sulla stampa in vari paesi non facendo mistero delle sue idee politiche, come quelle contro i sovranisti e contro l’Ungheria orbaniana.

Del resto “Pensare Politico” non è nuova all’organizzazione di eventi, sulla carta dichiarati «formativi» ma a ben guardare promossi con un modo di pensare politico all’insegna di un solo colore, il rosso. Godendo del favore di alcuni enti locali (concessione di spazi pubblici) e della Regione Emilia-Romagna (ammissione del sodalizio nell’organizzazione ConCittadini).

Per dire, al suo debutto nel 2014 i giovani di “Pensare Politico” organizzarono una mattinata per gli studenti facendo intervenire Stefano Vitali, Enrico Bronzetti, Mattia Morolli, Andrea Gnassi, Massimo Pulini e Sara Visintin. Neanche l’Armata Rossa avrebbe potuto fare di più e meglio. Fra i relatori di varie conferenze promosse dal gruppo c’è stato ad esempio anche lo studioso di geopolitica Manlio Graziano, secondo il quale i vari Trump, Salvini e Di Maio sono il frutto di «scelte catastrofiche» degli elettori i quali «hanno l’impressione di vivere peggio che nel passato», ma si sbagliano perché invece «la crisi economica non c’è più» (vedi qui).

D’altra parte il gruppo dirigente dell’associazione non è certo senza partito. Il presidente e fondatore Paolo Rossi è segretario dell’ANPI di Rimini; gli altri del board non sono da meno di lui nel sostenere la sinistra (“Per riportare il tema della legalità al centro del programma dei candidati del centro-sinistra”, vedi qui) e nell’attaccare l’attuale governo (“Fallaci le cifre che dicono che il fenomeno immigrazione è sotto controllo”).

Ma chi è la relatrice-candidata che avrà a disposizione il Museo della Città con tanto di Patrocinio del Comune di Rimini?
Nel 2011 (fonte) Federica Sabbati si vantava, come capo partito – era all’epoca segretario generale del partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori – non solo dei cinque commissari della Commissione UE aderenti ai partiti dell’ELDR, ma anche perché – dichiarava – «siamo al governo in circa 19 Paesi in Europa e abbiamo 5 primi ministri, in Olanda, Estonia, Finlandia, Irlanda, oltre che esponenti della Catalunia». Nella legislatura successiva, quella ancora oggi in corso, i commissari europei dello stesso raggruppamento (ALDE) sono ancora cinque, e non si contano i capi di governo e i ministri nei vari paesi. Ebbene, con tutto questo popo’ di governanti, bisogna fare i complimenti al partito guidato dalla Sabbati per i grandi risultati ottenuti negli ultimi anni in svariati settori: immigrazione (galoppante), disoccupazione (aumentata), posti di lavoro (perduti a milioni), Brexit e integrazione europea (no comment), terrorismo (qui alcuni dati di fonte ufficiale UE).

Già nel 2018 la Sabbati ha dato una mano a +Europa, ma – incarichi politici a parte – lei è quella che tecnicamente si definisce una lobbista. «Ha lavorato per la Coca-Cola Company Europe nel dipartimento di public affairs» e da tempo «è Segretario Generale dell’associazione europea del riscaldamento (European Heating Industry – EHI)»; «EHI rappresenta 35 industrie europee leader nella produzione di apparecchi ed impianti termici e componenti destinati al comfort climatico ambientale. Un settore che in Europa occupa circa 120.000 addetti e fattura annualmente circa 25 miliardi di euro» (fonte).

Questo ruolo al servizio di grandi multinazionali spiega il suo chiodo fisso nelle interviste recenti: per lei il Parlamento europeo serve a «costruire un dialogo autentico fra industria europea e politica, nel campo della transizione energetica», il tutto per «portare la transizione ecologica ed energetica in ogni casa, in ogni azienda, in ogni città» (fonte). Sia chiaro: sono interessi più che legittimi, quelli dei costruttori di caldaie, attuali datori di lavoro della Sabbati. Ci auguriamo tuttavia che la candidata, mentre fa “formazione” ai giovani riminesi nella splendida cornice del Museo, ospite del Comune di Rimini, cioè dell’istituzione di tutti, spenda qualche parola anche per il popolo asino e bue. Che paga le bollette del riscaldamento e pagherà i costi della «transizione energetica in ogni casa».