In vigore dal 20 giugno prevede sanzioni fino a 500 euro
Entrerà in vigore sabato 20 giugno l’ordinanza contingibile e urgente predisposta dal Comando di Polizia Locale del Comune di Rimini e firmata dal sindaco Jamil Sadegholvaad per prevenire e contrastare i pericoli cagionati da comportamenti connessi all’esercizio della prostituzione sulla pubblica via. “Un provvedimento che viene riproposto anche sulla base dei buoni risultati in termini di prevenzione del fenomeno ottenuti negli scorsi anni e che resterà in vigore fino al 31 gennaio 2027, concentrandosi sulle aree dove è stata segnalata una presenza maggiore del fenomeno della prostituzione su strada”, fanno sapere dal Comune.
LE SANZIONI
Lo strumento prevede sanzioni amministrative pecuniarie fino a 500 euro per coloro che porranno in essere comportamenti diretti a offrire prestazioni sessuali a pagamento. L’ordinanza stabilisce inoltre il divieto di richiesta di informazioni a soggetti che pongano in essere tali comportamenti o di concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento. È inoltre prevista la sanzione a norma del Codice della strada per quei conducenti che, in questi frangenti, saranno sorpresi alla guida di veicoli a eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale. In questi casi, la sanzione amministrativa di 42 euro prevista sarà elevata a 56 euro se accertata in orario notturno (dalle ore 22 alle 7 di mattina).
LE STRADE DEL DEGRADO
Nello specifico, il provvedimento sarà valido sulle seguenti strade diffuse sul territorio:
LE SANZIONI
Lo strumento prevede sanzioni amministrative pecuniarie fino a 500 euro per coloro che porranno in essere comportamenti diretti a offrire prestazioni sessuali a pagamento. L’ordinanza stabilisce inoltre il divieto di richiesta di informazioni a soggetti che pongano in essere tali comportamenti o di concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento. È inoltre prevista la sanzione a norma del Codice della strada per quei conducenti che, in questi frangenti, saranno sorpresi alla guida di veicoli a eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale. In questi casi, la sanzione amministrativa di 42 euro prevista sarà elevata a 56 euro se accertata in orario notturno (dalle ore 22 alle 7 di mattina).
LE STRADE DEL DEGRADO
Nello specifico, il provvedimento sarà valido sulle seguenti strade diffuse sul territorio:
Viale Regina Elena, Viale Regina Margherita, Viale Principe di Piemonte, Via Novara, Via Teramo, Via Foglino, Via Cavalieri di Vittorio Veneto, Via Losanna, Via Mosca, Via Guglielmo Marconi, su tutta la Strada Statale 16 compresa tra il confine con il Comune di Bellaria-Igea Marina e il Comune di Riccione, Piazzale Cesare Battisti, Via Savonarola, Via Mameli, Via Ravegnani, Via Graziani, Via Dardanelli, Piazzale Carso, Via Principe Amedeo, Viale Vespucci, Piazzale Medaglie d’Oro, via Nazario Sauro, Via Tripoli, Via Varisco, Viale Eritrea, Via Macanno, Via Casalecchio, Via Fantoni, Via Euterpe, Via Emilia, Via XXIII Settembre, Viale Matteotti, Via dei Mille, Via Tolemaide,Viale Porto Palos, Corso Giovanni XXIII, viale Parma, Viale Bari , Viale San Francesco, Viale Messina, Viale Leopardi , Viale Trento, Viale Rapallo, Viale Matera, viale Mantova, viale Rodi, viale Pomezia, viale Dei Martiri, via Carlo Bini, via Carlo Zavagli, Santa Margherita Ligure, via Siena, via Modena, via Bertinoro, SS9-via Emilia, via Lecce, Via Delle Colonie, via Nervi; vie Costantinopoli e San Gallo, Via Adria, Via Cristoforo Colombo e Via Marconi.
Va però ricordato che l’ordinanza è valida anche nelle aree adiacenti alle strade sopraelencate e in prossimità delle aree di incrocio.
IL DUBBIO “PROFESSIONISTE”
L’ordinanza del Comune di Rimini non è affatto una novità e, anzi, è un intervento pioniere in Italia che ha funzionato sicuramente più di tanti altri, anche se non può risolvere il problema (basta andare sul web e di annunci e siti di incontri con es che cort c’è solo l’imbarazzo della scelta). La novità è rappresentata semmai dall’evoluzione burocratica del fenomeno, dopo l’identificazione del codice ATECO 96.99.92 per diverse attività, tra cui appunto quella di accompagnatori e accompagnatrici (escort), ma anche di fornitura di servizi sessuali. In pratica, come noto, si può aprire la partita IVA per queste attività, a patto di rispettare quel confine – a volte labilissimo – tra lecito e non lecito: l’attività deve essere svolta in modo totalmente indipendente e consenziente. Qualsiasi forma di sfruttamento, favoreggiamento (es. gestione di case di prostituzione da parte di terzi) o prostituzione minorile rimane un reato perseguibile penalmente. Detto ciò, non è noto quante di queste persone (donne, uomini o transgender) abbiano davvero aperto un’attività professionale, ma il dubbio potrebbe esserci: si può vietare a qualcuno di fare il proprio lavoro per cui paga le tasse? A meno che, ma sarebbe ancora più paradossale, non dovesse avere una licenza speciale, tipo di “ambulante” visto che esercita su suolo pubblico. Non sappiamo come andrà a finire e se ci siano davvero i presupposti per controbattere l’ordinanza in questi termini, di certo il fenome esiste e, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi non sono persone totalmente libere.
IL DUBBIO “PROFESSIONISTE”
L’ordinanza del Comune di Rimini non è affatto una novità e, anzi, è un intervento pioniere in Italia che ha funzionato sicuramente più di tanti altri, anche se non può risolvere il problema (basta andare sul web e di annunci e siti di incontri con es che cort c’è solo l’imbarazzo della scelta). La novità è rappresentata semmai dall’evoluzione burocratica del fenomeno, dopo l’identificazione del codice ATECO 96.99.92 per diverse attività, tra cui appunto quella di accompagnatori e accompagnatrici (escort), ma anche di fornitura di servizi sessuali. In pratica, come noto, si può aprire la partita IVA per queste attività, a patto di rispettare quel confine – a volte labilissimo – tra lecito e non lecito: l’attività deve essere svolta in modo totalmente indipendente e consenziente. Qualsiasi forma di sfruttamento, favoreggiamento (es. gestione di case di prostituzione da parte di terzi) o prostituzione minorile rimane un reato perseguibile penalmente. Detto ciò, non è noto quante di queste persone (donne, uomini o transgender) abbiano davvero aperto un’attività professionale, ma il dubbio potrebbe esserci: si può vietare a qualcuno di fare il proprio lavoro per cui paga le tasse? A meno che, ma sarebbe ancora più paradossale, non dovesse avere una licenza speciale, tipo di “ambulante” visto che esercita su suolo pubblico. Non sappiamo come andrà a finire e se ci siano davvero i presupposti per controbattere l’ordinanza in questi termini, di certo il fenome esiste e, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi non sono persone totalmente libere.


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