L'affidamento del servizio di ristorazione nell'ambito del progetto SPOTLOG: Green and Socially Responsible City Logistic Innovations per un meeting da 20 persone il 10 luglio
Il Comune di Rimini, meritoriamente e meritatamente, ha ottenuto un finanziamento importante (222.900 euro di cui 178.320 quale contributo UE – Central Europe – ERDF e 44.580,00 quale
contributo proveniente dal Fondo Nazionale di Rotazione) per il progetto europeo denominato SPOTLOG: Green and Socially Responsible City Logistic Innovations (Project 01C0055) del Programma comunitario INTERREG EUROPE 2021-2027 – avente CUP C94D23000800006, il cui obiettivo primario è quello di migliorare l’attuazione delle politiche di sviluppo regionale relative all’obiettivo politico 2, ovvero “Greener Europe”. Il progetto ha preso avvio il 1 marzo 2023, ha una durata di 36mesi, fino al 28/02/2026 (oltre ad ulteriori 12 mesi di follow up phase e 3 mesi di closure phase) e si articola in semestri che dovranno essere rendicontati al Lead Partner.
Fin qui tutto bene e anche bello.
SERVE UN RISTORANTE, QUALE SCEGLIERE?
Il problema è sorto nelle scorse settimane, quando si è dovuto scegliere un ristorante per ospitare il meeting annuale come da impegni presi dal Comune di Rimini nell’ambito del progetto stesso. Siccome l’Amministrazione Comunale ha individuato il giorno 10 luglio 2025, come ricorda Il Dirigente Settore Mobilità che ha firmato la Determinazione Dirigenziale n. 1792 del 01/07/2025, “per organizzare tale evento si ritiene necessario individuare un soggetto a cui affidare il servizio di ristorazione” “per circa n. 20 partecipanti previsti”. Il Comune ovviamente non dispone di questo servizio, per cui occorreva stipulare un contratto di appalto di servizi, ai sensi del Codice dei Contratti Pubblici di cui al D.Lgs. 36/2023. Tenuto conto che “l’importo del presente affidamento risulta inferiore ad Euro 140.000,00 – per cui non sussiste l’obbligo del preventivo inserimento nel programma triennale di acquisti di beni e servizi”, scrive il Dirigente, e “si debba procedere ad affidamento diretto, anche senza consultazione di più operatori economici”. Quindi chiamiamo e prenotiamo? Non funziona proprio così e, anzi, gli Uffici si sono mossi anche con una certa cautela, visto che “al fine di motivare adeguatamente l’affidamento e, in particolare, consentire un parametro di raffronto in ordine alla congruità del prezzo, è stata esperita apposita indagine di mercato – fermo restando la natura e fattispecie diretta”.
Come hanno fatto? “In data 06/06/2025 è stata inviata mediante PEC la richiesta di preventivo per l’affidamento del servizio di ristorazione per il meeting del 10 luglio 2025” a tre operatori: Ristorante Osteria de Borg; Ristorante Due Come Noi Bistrot; Ristorante Strampalato. Ora, che ce ne sia qualcuno in più a Rimini lo dovrebbero sapere anche in Comune e chiedere un preventivo a tre solamente – anche se non c’era obbligo in verità – è una questione di mera opportunità. Chissà se tutti gli altri saranno contenti?
Ma il tema è ancora più simpatico – si fa per dire – perché dei tre invitati, solo due hanno proposto un’offerta, ovvero: “Ristorante Strampalato, acquisito agli atti con prot. n. 197921 del 09/06/2025, il quale ha offerto per l’attività di ristorazione richiesta un preventivo di Euro 30,00 ( iva al 10 % compresa) a persona” e “Ristorante Osteria de Borg, acquisito agli atti con prot. n. 212918 del 19/06/2025, il quale ha offerto per l’attività di ristorazione richiesta un preventivo di Euro 35,00 ( iva al 10 % compresa) a persona”.
Non sappiamo effettivamente cosa abbiano proposto nel menu, se un primo e un secondo oppure delle piadine con dei taglieri, né quali optional siano stati inclusi (tipo acqua, vino, caffè, ammazzacaffè…), ed è proprio per questo che l’unico criterio ragionevole potrebbe essere il prezzo: andiamo in quello che costa meno, sono soldini pubblici. Ma la scelta si è basata su un metro qualitativo diverso, visto che “la proposta formulata dal ristorante Osteria de Borg, con prot. n. 212918 del 19/06/2025, risulta essere più completa, pertanto si ritiene opportuno procedere ad affidarne il servizio di ristorazione”. Detto, cotto e mangiato. Il conto? In totale 700 euro (inclusa iva al 10%). Potevano essere 600, ma crepi l’avarizia. Del resto mica son soldi loro…


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