“Residenti e Turisti, qualità della vita e sviluppo economico: amministrare il Comune significa bilanciare le esigenze di tutti, invece qui si progetta alla cieca, senza pensare alle conseguenze”

“Residenti e Turisti, qualità della vita e sviluppo economico: amministrare il Comune significa bilanciare le esigenze di tutti, invece qui si progetta alla cieca, senza pensare alle conseguenze”

La testimonianza più clamorosa dell'incapacità di programmare anche le opere sul territorio è il caso di Viale della Repubblica e l'intersezione con Via Moretti. Area già interessata da interventi tardivi e raffazzonati con la "mezza rotatoria", che subisce nuove modifiche

L’apertura di un dibattito pubblico, trasparente e democratico, stimolato dalle riflessioni di Maurizio Taormina (articolo di Chiamamicittà) e Mauro Santinato (qui il suo ultimo intervento sulla “variante alberghi”), rappresenta un passo fondamentale per superare la retorica ufficiale “Va tutto benissimo, siamo bravissimi“e portare alla luce le realtà che Rimini sta affrontando. La città sta vivendo una profonda trasformazione sociale e economica, evidente nella diminuzione delle strutture ricettive e commerciali e nella conseguente perdita della storica divisione tra il fermento estivo della costa “sotto la linea della ferrovia” “e la tranquillità invernale” sopra la Ferrovia (esempio centro storico).
Al centro di queste difficoltà vi è il conflitto irrisolto tra le necessità di chi risiede, succube di disagi di viabilità e parcheggi, che richiede stabilità, servizi di qualità e sicurezza, e le esigenze dei turisti, orientate primariamente al divertimento e concentrate su periodi temporali specifici. Arrivando anche alla definizione di dover “sacrificare il cittadino residente” per il grande evento.
Mauro Santinato difende il turismo sostenibile, sottolineando l’importanza delle infrastrutture per la crescita della città (di cui anche noi vediamo l’importanza) proponendo di valorizzare la vocazione turistica con una visione intelligente.
Maurizio Taormina esprime il concetto “Riminismo” dove descrive una trasformazione in cui il turismo rischia di fagocitare la vita quotidiana, rendendo la città un luogo solo per brevi soggiorni ed escludendo le esigenze dei residenti.
Tuttavia, va detto che nei citati articoli nessuno oppone residenti e turisti. Invece, sempre più, i cittadini invocano a gran voce la necessità di una pianificazione oculata e lungimirante che sappia rispettare tutte le esigenze e che riesca a combinare le esigenze di sviluppo turistico con la qualità di vita e la funzione urbana.
La testimonianza più clamorosa dell’incapacità di programmare anche le opere sul territorio è il caso di Viale della Repubblica e l’intersezione con Via Moretti. Area già interessata da interventi tardivi e raffazzonati con la “mezza rotatoria”, che subisce nuove modifiche, necessarie al ripristino di due carreggiate per senso di marcia al fine di sopportare i flussi di traffico, con l’eliminazione dell’immissione a sinistra direzione mare e la totale soppressione del passaggio pedonale di attraversamento. Una decisione che, anche in questo caso, si traduce nel rinchiudere i residenti all’interno del proprio vasto rione e di ridurre ingressi ed uscite, generando disagi non solo ai cittadini ma pure a mezzi di soccorso e servizi essenziali. È naturale quindi chiedersi se coloro che avrebbero dovuto controllare preventivamente la progettazione e la pianificazione degli interventi avessero veramente idea delle conseguenze che tali decisioni avrebbero avuto. Quella che si sta vivendo sembra insomma una lettura progettuale “alla cieca” del territorio, senza tenere conto né delle peculiarità né delle vere necessità dei residenti e dei grandi flussi di traffico che attraversano la città.
Queste visioni vengono messe a confronto nella ricerca di un bilanciamento fra le esigenze dei residenti e dei viaggiatori e la capacità di amministrare.
Un altro tema è la gestione e la divisione degli eventidi grandi dimensioni. C’è una gerarchia naturale degli eventi per il loro impatto e, di conseguenza, la necessità di ospitarli in aree in grado di gestirli al meglio. Il caso di Ferrara è emblematico. In questi giorni lo stesso concerto è stato ospitato nel Parco Urbano Giorgio Bassani, un’area di 120 ettari prevalentemente verde con servizi, parcheggi, camping, aree sosta e spazi per 60.000 spettatori. La tappa del tour a Ferrara ha visto la partecipazione all’incirca di 120 mila persone senza mettere a repentaglio la vivibilità della città.
A Rimini non è possibile prevedere alternative funzionali? Certamente sì, a condizione di superare una visione limitata dai confini comunali e da logiche campanilistiche. Ci sono siti come il Marano, ai confini tra Rimini e Riccione o altre strutture appositamente organizzate per grandi manifestazioni come l’Autodromo di Misano, che potrebbero essere valutate nell’ambito di una pianificazione degli eventi più ampia e condivisa.
L’incapacità di guardare in grande, la perdita costante di progettualità e una gestione spesso affidata al caso e “fai da te”, sono, purtroppo, elementi che si stanno diffondendo sempre più nell’azione di questa amministrazione.
Per cui è arrivato il momento di avviare una discussione seria per definire la direzione e l’identità che vogliamo per Rimini, superando gli schieramenti politici e integrando la crescita economica con il benessere e la qualità della vita, non certo con l’attuale Amministrazione Comunale che dell’attuale situazione gravosa e negativa ne è stata una artefice.
Stefano Casadei
Segretario Provinciale Azione Rimini

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