“Rimini: nell’era della Bioamministrazione chiringuiti e balli in spiaggia sono scelte ambientali virtuose”

“Rimini: nell’era della Bioamministrazione chiringuiti e balli in spiaggia sono scelte ambientali virtuose”

"In questo contesto, le scelte amministrative sembrano privilegiare la rendita e la promozione d'immagine rispetto alla reale tutela del territorio. L'idea che lo Spritz sostituisca le dune è solo l'emblema di un progressivo degrado"

Un’ombra di propaganda e marketing politico si addensa sulla costa riminese. Oltre la narrazione rassicurante della cosiddetta “bioamministrazione” Riminese, la variante al Piano dell’Arenile approvata ne comprova il giudizio poco lusinghiero. Dietro formule ad effetto come “Ecologia di Comunità”, coniate per suggerire una visione di sostenibilità e sguardo rivolto al futuro, si cela un’impostazione che elude le criticità storiche del settore turistico e del tessuto urbano. La retorica del “non guardare al passato” e della superata Rimini degli anni ’70 viene usata per evitare un confronto critico sulla qualità della vita attuale, inferiore rispetto ai decenni passati, e sul calo strutturale dei flussi che il turismo locale affronta da tempo.
Mentre si proclama l’inizio di una nuova era fatta di biopiscine reversibili (sono convinto che pochissimi sanno come sono realizzate), chiringuiti normati e intrattenimento danzante, la realtà concreta si scontra con scelte urbanistiche ed ecologiche discutibili. Negli interventi di riqualificazione urbana si assiste al progressivo svuotamento degli spazi tradizionali: la riduzione delle alberature e la monetizzazione degli standard pubblicamente destinati a verde e parcheggi procedono di pari passo con una politica edilizia predatoria. Un esempio tra i tanti è quello in cui piccoli fabbricati e villette lasciano il posto a condomini ad alta densità senza un’adeguata pianificazione dei servizi e del verde urbano, con tutto quello che ne consegue, totale impermeabilizzazione, con un non utilizzo dell’acqua piovana indirizzata direttamente in fogne sempre piu colme.
L’introduzione delle biopiscine in spiaggia viene promossa prima ancora di aver chiarito gli aspetti fondamentali del loro impatto  ambientale ( pendenze ecc.) e idrico. Non sono stati definiti i bilanci d’acqua relativi ai consumi, all’origine dell’approvvigionamento (acqua potabile o desalinizzazione di acqua di mare) e alla gestione dei reflui, ponendo un quesito cruciale in un’epoca di evidente crisi climatica.
La scelta di promuovere i chiringuiti e il ballo sull’arenile come “riconquista dello spazio pubblico” accomuna consiglieri di maggioranza nel dire che queste rientrano tra le politiche ambientali, mascherando una carenza strutturali di veri luoghi di aggregazione, specialmente per i giovani nel periodo invernale. La socialità viene così legata a spazi commerciali a consumo.
Elevare le attività di intrattenimento a pilastri della politica ambientale significa nascondere la carenza di contenuti e di una visione di lungo termine dietro slogan e grandi parole. In questo contesto, le scelte amministrative sembrano privilegiare la rendita e la promozione d’immagine rispetto alla reale tutela del territorio. L’idea che lo Spritz sostituisca le dune è solo l’emblema di un progressivo degrado.
A questo punto, ai Riminesi non rimane che attendere la biodegradazione di questa amministrazione per avere un futuro dove l’investimento e il lavoro trovino risposte concrete.
Stefano Casadei
Segretario Provinciale Azione Rimini

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